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mutuo giovani, come comprare casa senza un lavoro fisso

Venerdì, 18 giugno, 2010 - 08:03

pubblicato da Ritratto di lvileilvilei@idealista

questa notizia è stata selezionata per luiriassunto settimanale del 18 de Giu de 2010

mutuo giovani, come comprare casa senza un lavoro fisso

avete 30 anni, “tutta la vita davanti”, come diceva il titolo di un film di successo, un lavoro e vorreste magari metter su famiglia. cercate casa e pensate di comprare. ma nessuna banca vi finanzia un mutuo, perché il vostro contratto di lavoro non dà sufficienti garanzie. a quanti lavoratori a termine, a progetto o interinali sarà successo? a moltissimi, ne siamo certi (vedi notizia)

la realtà è cambiata e servono nuove strategie per affrontarla. vi presentiamo qui un’esperienza concreta, che ha adottato il comune di torino per provare a fare qualcosa che, da anni, in italia nessuno fa più: dare fiducia ai giovani

il progetto si chiama appunto mutuo giovani. ne abbiamo parlato con l'architetto giovanni magnano, direttore della divisione edilizia residenziale pubblica del comune di torino

d. come è nata l’idea del “mutuo giovani” del comune di torino?

r. all’inizio abbiamo avuto un’intuzione: una  banca proponeva, in una pubblicità, un mutuo per gli under 35 che non hanno un contratto a tempo indeterminato. abbiamo indagato e, tra le righe al fondo, quelle piccole, per intenderci, c’era la fregatura: bisognava avere un contratto di almeno 36 mesi. ma se i contratti a termine durano 6 mesi o al massimo 1 anno!

d. cosa avete pensato di fare allora?

r. abbiamo parlato con la banca e ci hanno spiegato che si poteva accendere il mutuo anche in caso di un garante familiare (anche la pensione della nonna). paradossi della società attuale: come si può emancipare un giovane con la garanzia della nonna? dove finisce la dignità? allora abbiamo pensato di fare noi i garanti

d. come si fa, nel concreto, a sostenere l'acquisto per gli under 35?

r. l’idea è stata questa: se gli intestatari perdono il lavoro, il comune interviene nel caso di fallimento del mutuo e compra l’alloggio, che destina poi ad edilizia pubblica residenziale. in questo modo la banca non perde, il comune ha un alloggio in più (che probabilmente avrebbe comprato in ogni caso per far fronte alle domande) e l’ex propietario diventa inquilino. in più si evita il trauma dello sfratto per chi perde la casa

d. nel 2008 c’è stato il primo bando, com’è andata?

r. per prima cosa abbiamo aperto un bando con l’abi locale. ha vinto sanpaolo, perché offriva altre garanzie interssanti, come il finanziamento al 100% dell’acquisto e la possibilità di interrompere la rata del mutuo per 3 volte in vent’anni. poi abbiamo aperto il bando ai cittadini, con la possibilità di concedere 100 mutui di questo tipo

d. quante domande sono arrivate?

r. 1400 domande e 5000 contatti per richieste di informazioni

d. come avete fatto a scegliere?

r. restava solo una soluzione: il sorteggio. molti hanno ironizzato e hanno parlato della lotteria delle case. ma intanto noi ci abbiamo provato e la banca ha deciso poi, visto il successo, di estendere il mutuo giovani a 200 delle domande arrivate

d. siete soddisfatti degli obiettivi raggiunti?

r. in un paese in cui il presidente del governo suggerisce ai giovani di sposare un miliardario per risolvere i propri problemi, crediamo di aver dimostrato una cosa importante: bisogna dare fiducia ai giovani, perché il sistema generale gliela toglie


d. tra le coppie che ne hanno usufruito, ci sono stati casi di morosità?

r. per il momento nessuna. è ancora presto per dirlo, ma siamo ottimisti

d. perché non avete potuto proporre una seconda edizione?

r. sono cambiate le circostanze e il comune di torino non può fare da solo questo sforzo. inoltre la situazione attuale di crisi ha reso tutti più prudenti. tute le tabelle econometriche dicono che i giovani non sono “clienti affidabili”, perché la crisi occupazionale riguarda loro più di tutti

d. in un mondo che ha ridotto le sicurezze lavorative, quali soluzioni si potrebbero immaginare? forse bisogna togliersi dalla testa l’acquisto della casa a tutti i costi?

r. il discorso è certamente complesso. da tempo stiamo pensando a nuove forme di coabitare, di affittare e di avere responsabilità condivise. la società è cambiata, anche il modo di abitare deve cambiare

 

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16 commenti

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#1 Giovedì, 17 giugno, 2010 - 23:00 Ritratto di rey rey dice

la società è cambiata, anche il modo di abitare deve cambiare
....certo, a dirlo però sono coloro che hanno un lavoro fisso ben remunerato, magari in una banca, che hanno premi che dipendono dal numero di mutui che riescono a far accendere, una bella casa di proprietà magari comprata con mutuo agevolato perché lavorano in banca e magari anche la casa al mare....invece i laureati che devono farsi strada da soli nel paese dei raccomandati devono sentirsi baciati dalla misericordia divina se qualcuno ha ideato, guarda caso proprio per loro e non si capisce come, una nuova soluzione di coabitazione di affitto e responsabilità condivise, e tutto questo perché la politica ha consegnato nelle mani di qualche palazzinaro ex pecoraro rubagalline, il destino di due generazioni di persone....
l'italia da tempo, ed ora più che mai, è un paese che non dà possibilità a persone valide ma solamente a raccomandati, ammanicati con i politici e intrallazzoni di infimo livello. sarebbe proprio da scappare via, e allora si, vorrei proprio vedere dove se li infilano, questi cialtroni che hanno architettato tutto questo sistema, i loro mattoni dorati

#2 Venerdì, 18 giugno, 2010 - 12:18 Ritratto di shy shy dice

mi dispiace sentire cio' che dice rey: vengo da una famiglia modesta, ho 30 anni, sono (pluri)laureato, e non ho un lavoro fisso, quindi potrei di diritto entrare nel coro delle lamentazioni. soprattutto perche' e' vero delle raccomandazioni e delle caratteristiche talora un po' antipatiche della nostra (e non solo) societa'. pero', questo e' cercare di sfondare il muro a suon di zuccate. e se non fosse necessario passare dall'altra parte del muro (il lavoro fisso, etc.)? gia' che ambire a 1000-1500 euro al mese e comprare un appartamento da 150000 e' da spararsi nei gioielli di famiglia (soffrire una vita per quattro mura?). poi i soldi non sono un diritto (la gente non vuole il lavoro, ma i soldi: se no uno fa volontariato e lo prendono, assicurato). allora, perche' non arrangiarci? per esempio, nelle vecchie arti del commercio? dell'artigianato? e cosi' via? un po' di inventiva! fregandosene di tutta la societa', del sistema, della politica, delle istituzioni e cosi' via. arrangiandosi, tutto qui. in genere, chi fa un po' di fortuna, non e' chi ambisce a 20000 euro l'anno e a far pagare tasse mostruose dal proprio "Datore di lavoro". sveglia, ragazzi!

#3 Venerdì, 18 giugno 12:55 Ritratto di rey rey risponde a Ritratto di shy shy

sei proprio sicuro di riuscirci? proprio perché sei dentro una società devi accettarne le regole, giuste o sbagliate che siano, e io al contrario, credo che le strade per fare un pò di fortuna diminuiscano paurosamente al passare del tempo

#4 Venerdì, 18 giugno, 2010 - 13:15 Ritratto di anonimo anonimo dice

COME SI FA A FAR CAPIRE AI POLITICI CHE DEBBONO ESSERE I PRIMI A DARE IL BUON ESEMPIO. Gli stipendi che percepiscono loro danno da vivere a più generazioni: i più frustrati saranno proprio i loro figli perchè non danno valore alla vita e non hanno realizzato nulla da soli. Io sono statale ma, ai miei figli non ho mai detto di contare su di me per un posto di lavoro. Lavorano: uno in proprio e la sorella lavora con lui. io vedo che sono soddisfatti.

#5 Venerdì, 18 giugno, 2010 - 13:19 Ritratto di anonimo anonimo dice

FINCHè IL POSTO STATALE SI RAGGIUNGERà SOLO CON LE RACCOMANDAZIONI NON POTRà ESSERCI MAI UNA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CHE FUNZIONI. GLI STATALI SONO COME I RE UNA VOLTA: I FIGLI SUCCEDONO AI PADRI, ALLE MADRI CHE SI "PROSTITUISCONO" CON I FUNZIONARI PER DARE LAVORO AI FIGLI. QUESTI IGNARI DI TUTTO SONO SOLO DEI FRUSTRATI.

#6 Venerdì, 18 giugno 15:00 Ritratto di gm2010 gm2010 risponde a Ritratto di rey rey

"sarebbe proprio da scappare via..." quì vi voglio, tanti parlano, si lamentano, ma pochissimo alla fine hanno le palle di emigrare.

#7 Venerdì, 18 giugno 15:26 Ritratto di rey rey risponde a Ritratto di gm2010 gm2010

già....è proprio così, andrà via solamente chi ha solo da guadAGNARCI E NON LASCIA NULLA

#8 Venerdì, 18 giugno 23:13 Ritratto di jay jay risponde a Ritratto di rey rey

non so rey..mi sembrano chiacchiere fumose e vittimistiche. Io sono laureato ho 26 anni e lavoro in banca da due anni (ovviamente senza raccomandazioni, anche se so che per persone come te è difficile da accettare) ma comunque non posso comprarmi una casa. il mutuo agevolato non è un mutuo regalato, e con l'ipercompetizione tra banche non è che ormai sia cosi' particolarmente conveniente rispetto a certe offerte che trovi sul mercato. il lavoro è fisso e stabile si, ma ormai lo stipendio è quasi da fame, non è come vent'anni fa. con i mutui che "riesco a far accendere" faccio piu' felici le persone che possono finalmente comprarsi casa, e pagare un mutuo anzichè un affitto, perchè credimi, la banca su un finanziamento di lungo termine come un mutuo, di cui guadagna non il tasso finale, ma lo "spread" spalmato su decine di anni, ci guadagna poco, pochissimo. Potrebbe impegnare la stessa cifra con meno rischi e con maggiori rendimenti su attività finanziarie diverse. condivido con te la questione sulle classi parassitarie "palazzinare" che non producono e campano su fitti e prezzi di immobili ipergonfiati. fitti e prezzi che causano una riduzione del reddito disponibile delle persone, che causano una riduzione della domanda di beni, che causa una riduzione della produzione e quindi dell'occupazione ecc ecc in una spirale viziosa che fa male all'economia. ceti parassitari che dovrebbero essere colpiti, sono d'accordo. ma i bancari sono normalissimi impiegati ormai, fare una guerra tra poveri in questi tristi anni...non solo non ha senso..è semplicemente inutile.

#9 Sabato, 19 giugno, 2010 - 16:22 Ritratto di rey rey dice

mio caro, io di anni ne ho 39, sono laureato da 13, lavoro, guadagno discretamente e una casa potrei comprarmela in contanti, si hai capito bene, ho delle possibilità che non tutti hanno. mi dispiace che ti senta colpito da quanto ho detto (se fossi un pò str.... direi che hai la coda di paglia) ma non intendevo prendermela con chi lavora in banca ed è l'ultima ruota del carro ma con coloro che vogliono guadagnare spropositatamente (come in tutte le aziende del resto) e comunque, dato per vero quello che dici sui bassi rendimenti, ti ricordo che le banche gestiscono i soldi dei risparmiatori, hanno quindi una funzione sociale e sarebbe il colmo se speculassero ai danni di chi ha prestato loro i soldi.
concludo dicendoti solamente che le guerre tra poveri le scatenano i politici e in questo ci imbocca chi ancora non ha capito di che pasta sono fatti coloro i quali ci goverano, io sto solo facendo delle considerazioni mettendomi nei panni di chi sta peggio, molto peggio di me e che, tutto sommato, meriterebbe qualche possibilità in più. se un giorno ne conoscerari, sicuramente capirai i danni che stanno arrecando determinati personaggi al nostro sistema sociale

#10 Domenica, 20 giugno 14:08 Ritratto di jay jay risponde a Ritratto di rey rey

ba...sarà..
continuo a non trarre nulla di realmente concreto dal tuo intervento...prima ti lamenti con la società che non dà possibilità...poi dici di poter comprare casa addirittura in contanti come e quando vuoi (quindi ammettendo di fatto di far parte della categoria opposta a quella che vuoi difendere..ossia dei giovani precari sfruttati ecc ecc) per poi finire nelle solite chiacchiere generaliste populistiche e fumose..

attualmente comunque io vedo due fazioni opposte: noi giovani fregati dalle vecchie generazioni, per via del precariato, per via degli stipendi da fame e dei prezzi delle case e dei fitti fuori controllo che assorbono in gran parte le nostre magre entrate e i vecchi che hanno vissuto in un sistema di protezione sociale, che hanno scaricato su di noi la distruzione del sistema sociale, la distruzione della sicurezza e della stabilità del lavoro e che ci mantengono in uno stato di prostrazione economica per via delle loro pluri proprietà immobiliari.

l'unica speranza per i giovani italiani è solo una: una epidemia che uccida un po' di vecchi, cosi' da liberare posti di lavoro e far abbassare i prezzi delle case e fitti...
solo questo farebbe aumentare la nostra qualità della vita

#11 Domenica, 20 giugno, 2010 - 15:23 Ritratto di rey rey dice

mah, se il mio intervento non contiene nulla di concreto, cosa che non è, infatti io, al contrario di tutti gli altri non ho accettato di sperperare la fortuna risparmiata dai miei genitori e dai miei primi dieci anni di lavoro con sacrifici e rinunce continuando ad alimentare queste speculazioni, tu invece vivi in un film di fantascienza, un pò come l'italiano medio(cre) che gioca al superenalotto sperando di diventare milionario, tu speri che venga un'epidemia che faccia pulizia dei vecchi che fanno parte delle categorie che schiacciano i giovani.....è molto più probabile che siano i giovani come te a crepare visti lo stato di disservizio, inefficienza ed incompetenza in cui versano tutti i servizi pubblici. Non ti preoccupare, loro non crepano, anzi, campano molto bene perché se succede loro qualcosa sanno bene a chi rivolgersi ed hanno portafogli pieni di soldi per pagare.
un'altra cosa: vorrei precisare molto chiaramente che io e la mia famiglia ci siamo fatti sempre un culo come un secchio , scusami dell'espressione ma credo che renda bene l'idea, con lavoro e rinunce, tirando la cinta negli anni 80 e 90 quando i soldi giravano e la gente si comprava auto nuove, case al mare ed in montagna, e quindi quello che abbiAmo è strasudato, di certo non faccio parte della categoria degli evasori fiscali in quanto siamo tutti lavoratori dipendenti, né dei palazzinari, né di tutte le altre categorie che si schifano di alzarsi le maniche per lavorare se non a fronte di guadagni che non stanno né in cielo né in terra.
mi sembra che la tua sufficienza nel valutare gli interventi e le esperienze delle persone, unita alla tua possibile soluzione, che per me è una rassegnazione totale, o è dovuta ad una sicurezza in te stesso motivata dal fatto che, a parole ritieni di far parte della categoria di giovani sfruttati, nella realtà chissà se è poi vero, oppure sei veramente sfruttato e rassegnato. in questo secondo caso ti faccio veramente i miei migliori auguri perché la tua totale rassegnazione a questo sistema ti permetterà solamente una cosa: sognare un'epidemia che venga in tuo aiuto quando invece dovresti essere tu a decidere cosa fare, a prendere iniziative, e a pensare cosa potresti fare per andare un pò controcorrente per rovesciare quese situazioni. ma si sa, per fare questo ci vuole spirito di iniziativa, voglia di mettersi in discussione e di rischiare e anche un pò di cervello e di capacità, sicuramente molto, ma molto maggiori che starsene seduto e sperare in un'epidemia

#12 Domenica, 20 giugno 15:56 Ritratto di jay jay risponde a Ritratto di rey rey

non capisco ancora una volta perchè devi velatamente insultare (Dandomi del mediocre)..questo modo di fare è tipico di chi non ha argomentazioni e si trincera dietro la facile offesa.
comunque riguardo la questione dell'epidemia geriatrica mi sembra chiaro che era una semplice ironica metafora. non c'è rassegnazione, era solo ironia.
concordo con te riguardo alla necessità di spirito d'iniziativa, voglia di mettersi in discussione ecc ecc...ma queste in fondo sono solo parole vuote a cui la mia generazione è abituata. parole come flessibilità, dinamicità e chiacchiere varie che nascondono solitamente tranelli lavorativo - sociali che la mia generazione subisce.

in fondo tu parli di iniziativa e voglia di mettersi in discussione ma da come dici nella tua vita ci sono state sostanzialmente solo rinunce, per poter arrivare a mettere da parte un "gruzzoletto" per poter coronare il sogno dell'acquisto di casa.
sostanzialmente è questo anche il mio futuro, e questo mi spaventa. il mio futuro è la tua vita, e questo mi spaventa e mi deprime. è un futuro di rinunce, sacrifici e sopravvivenza ai limiti..

rimboccarsi le maniche, iniziativa, capacità ecc ecc sono tutte bellissime parole, tipiche del politichese, ma quando non si hanno i mezzi di capitale, relazioni sociali, know how ecc, come non ne hanno la maggior parte dei giovani, restano parole al vento.

#13 Domenica, 20 giugno 20:42 Ritratto di rey rey risponde a Ritratto di jay jay

sinceramente non sono abituato ad insultare nessuno ma mi da abbastanza fastidio quando qualcuno mi dice che faccio battute scontate e populiste.
per quanto riguarda le rinunce, ne ho fatte tante e tanto, molto intelligentemente, mi sono goduto.
a me è stato insegnato, e sono convinto che sia così, che gli obiettivi si conquistano col lavoro ed i sacrifici, sempre che ti sia data la possibilità di scegliere (mi spiego meglio: attualmente tanta gente è obbligata a fare una vita di sacrifici per sopravvivere e non per per mettersi i soldi da parte per comprarsi casa). attualmente ti posso assicurare che il "gruzzoletto" mi da una rendita mensile che è ben più alta del mio stipendio e, sempre con molto cervello, non mi faccio mancare nulla (parlo di cose importanti ovviamente, che restano, come i viaggi e non l'auto nuova o le cene fuori). questo è il mio punto di vista e stai pur sicuro, me ne guardo bene, almeno per ora, di sperperare un patrimonio per comprare quattro mattoni.
credo infine che, correggimi se sbaglio, da parte di persone che non hanno grandi possibilità economiche, debba esserci quanto meno un pò di sollievo per il fatto che ci sia gente come me che ha deciso di tenerseli i soldi. se infatti avessi(mo) ragionato differentemente, probabilmente questa crisi del settore immobiliare non ci sarebbe stata e, se già oggi per tanti è difficilissimo comprarsi un buco di casa, allora parlare di casa per tanta gente sarebbe stata proprio un'utopia.
solo una precisazione: quando parlo di mettersi in discussione e rischiare mi riferisco a scelte personali e non a parole dette dal capo sul posto di lavoro (ho cambiato quattro aziende, grandi, e lavoro da dieci anni e per questo sono d'accordo con te).
concludo brevemente: il mercato è fatto di persone e se ognuno ragionasse, o avesse ragionato fino ad ora, con la propria testa dando alle cose il giusto valore, ora non ci troveremmo in questa situazione in cui chi nel 2000 sopravviveva, ora è povero e chi era ricco, ora, di denaro ne ha talmente tanto che ha il problema di dove investirlo.

#14 Martedì, 22 giugno, 2010 - 23:39 Ritratto di anonimo anonimo dice

Io posso solo trasmettervi un proverbio nato dalla saggezza popolare siciliana: PANZA CHINA FA CANTARI...(PANGIA PIENA FA STARE CONTENTO CIOè CHI è SAZIO NON CREDE COLUI CHE STA MORENDO DI FAME!!!) A BUON INTENDITOR POCHE PAROLE....POTREI ANCORA CONTINUARE MA NON VI VOGLIO TEDIARE.AI NOSTRI POLITICI AUGURO SOLO DI TRASCORRERE UN MESE COSì COME LO VIVIAMO NOI GENTE COMUNE.

#15 Martedì, 23 novembre 14:20 Ritratto di Liliana B Liliana B risponde a Ritratto di shy shy

Bravo shy, Ottime considerazioni e suggerimenti. Tornare alle vecchie arti: commercio e più ancora, l'artigianato. Arte in cui gli italiani si sono sempre distinti ed anticamera di un'eventuale maggiore imprenditoria e che non grava certamente in modo eccessivo sul peso fiscale. Da qui, il passo per andare avanti e far muovere il mercato immobiliare, (e non solo) se non è propriamente facile, ma quanto meno è fattibile.
Forza ragazzi, ce la farete!

#16 Sabato, 22 ottobre, 2011 - 00:42 Ritratto di Piero Piero dice

Salve a tutti.ho vissuto con i miei in una casa in affitto per 32 anni.dopo vari rinnovi,pochi mesi fa il contratto è scaduto e di conseguenza la lettera di sfratto non è tardata ad arrivare.la situazione è questa: i miei hanno ereditato la casa di mia nonna e per fortuna dopo tanta precarietà hanno un tetto loro.io mi ritrovo a 30anni senza un lavoro fisso,con una figlia e una compagna e senza una casa.io vorrei comprare la mia vecchia casa,dove sono cresciuto,ma il prezzo che ha fissato il proprietario è di 70.000euro.recentemente con un amico geometra ho fatto la stima e l immobile vale 50.000euro.la mia domanda è:non dispongo di nessun diritto dopo una vita vissuta in qulla casa che ormai sento mia?consigli o informazioni sono ben accetti.grazie

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