posti di lavoro, quando si riattiverà l'occupazione?

da due anni, ogni mese è sempre la solita storia: aumenta la disoccupazione, cresce la cassa integrazione. anche se alcuni dati macroeconomici fanno pensare che siamo usciti fuori dal peggio, il mercato del lavoro non sembra essersene accorto. e i lavoratori lo pagano sulla propria pelle. quando finirà tutto questo?
dalla banca d'italia hanno provato a dare una risposta, ma sembra che fino al 2011 non ci saranno novità positive
l'analisi
la banca d'italia ha analizzato la progressiva distruzione di posti di lavoro (vedi notizia), che, in ogni caso, rispetto alla media europea fa segnare indici leggermente più bassi (9,1% contro il 10%). "la dinamica del tasso di disoccupazione è stata contenuta dall'intenso ricorso alla cassa integrazione nelle regioni settentrionali e dal forte calo della partecipazione al mercato del lavoro nel mezzogiorno. si rileva che i maggiori effetti della crisi sull'occupazione riguardano le imprese maggiormente esposte al calo della domanda estera"
le previsioni
viste le previsioni del prodotto interno lordo della commissione europea e le stime sull'elasticità dell'input di lavoro, le prospettive per il biennio 2010-11, parlano di livelli di occupazione decisamente inferiori al periodo precedente la crisi. in pratica non ci sono grandi speranze di riattivazione dell'occupazione
il rischio
il tasso di disoccupazione in italia non è tra i più alti in europa, ma quello di occupazione è tra i più bassi. ciò significa che chi non trova lavoro smette di cercarlo e, tecnicamente, non risulta più disoccupato. se la situazione si prolungasse l'esercito dei senza speranza si allargherebbe ancora
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4 commenti fin'ora
scrivi un commentosolo parole, la disoccupazione è un male sociale che nel futuro sicuramente non si sanerà, ad eccezione se vengono emanate norme di legge che tolgano ai lavoratori tutte le tutele sindacali ed economiche come già sta succedendo per i dipendenti pubblici ( vedi il famigerato decreto Brunetta) che ha tolto anche la più minima tutela occupazionale e di garanzia agli statali. Sindacati datevi una mossa !!!!!!!! Non si può sempre stare a guardare
solo parole, la disoccupazione è un male sociale che nel futuro sicuramente non si sanerà, ad eccezione se vengono emanate norme di legge che tolgano ai lavoratori tutte le tutele sindacali ed economiche come già sta succedendo per i dipendenti pubblici ( vedi il famigerato decreto Brunetta) che ha tolto anche la più minima tutela occupazionale e di garanzia agli statali. Sindacati datevi una mossa !!!!!!!! Non si può sempre stare a guardare
l'occupazione si riattiverà quando la produzione sarà superiore alla produttività, ossia mai
l'occupazione sana, ossia quella a tempo indeterminato, che permette di costruirsi un futuro, che da la possibilità di accendere un mutuo per comprarsi casa, per le aziende è oggigiorno un male da estinguere assolutamente. il sogno delle aziende è quello di creare un'unica classe dirigenziale costituita da raccomandati strapagati che, con il coltello dalla parte del manico, trattano come schiavi ricattabili tutti i lavoratori assunti con contratti a tempo determinato o contratto di consulenza.
l'azienda dove lavoro, oltre a complimentarsi quasi mensilmente con i dipendenti per il lavoro fatto a tempi record in termini di mole e quantità, ogni sei mesi annuncia esuberi per qualche centinaio di persone (su un organico di circa 3.000) mentre il numero di consulenti aumenta a dismisura.....ovviamente gli esuberi sono identificati dai livelli quadri in giù e di essi fanno parte solo solo ed esclusivamente i dipendenti a contratto indeterminato prescindendo dall'unità organizzativa.....
l'italia è il paese delle contraddizioni in termini: aumenta l'età pensionabile, il pil aumenta mentre il lavoro diminuisce vertiginosamente, le tasse aumentano, i sindacati non fanno nulla per difendere i lavoratori, le case non si possono più comprare e all'interno delle aziende cambiano auto da 40.000 euro un anno si ed uno no a quadri e dirigenti i cui stipendi e premi amentano di anno in anno mentre chi lavora viene trattato come uno schiavo e usato come capro espiatorio dell'incompetenza e del fancazzismo di questa massa di mangia pane a tradimento, il cui costo, essendo, dicono loro, manager, grava su chi si rimbocca le maniche e lavora
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