"i prezzi delle case in italia sono sopravvalutati del 10,5%"
Lunedì, 25 ottobre, 2010 - 10:37
pubblicato da
team@idealista
questa notizia è stata selezionata per luiriassunto settimanale del 29 de Ott de 2010
il settimanale the economist, la più importante rivista di economia a livello internazionale, pubblica ogni tre mesi un listino delle quotazioni immobiliari. nell'ultimo bollettino risulta che un po' ovunque la bolla immobiliare del periodo 2000-2007 non si sia ancora sgonfiata. anche in italia i prezzi sono ancora sopravvalutati, del 10.5%
è pur vero che non siamo tra i paesi più esposti agli effetti espansivi della bolla. ma solo in termini relativi. perché, come si può vedere nel grafico, in 13 anni, dal 1997 al 2010, i prezzi delle case in italia sono aumentati del 94%, evidentemente al di sopra dell'inflazione e soprattutto dei salari. nulla a che vedere comunque con il 157% della spagna o del belgio, il 141% della francia, il 181% del regno unito o il 177% della svezia
fuori dall'europa si trovano poi i casi più estremi, come il 421% del sudafrica
rispetto agli aggiustamenti dei prezzi vediamo come, dopo un calo dell'8,3% del terzo trimestre 2009 sull'anno precedente, il 3q del 2010 abbia visto un -2,8%. ciò significa che l'aggiustamento più significativo si è già prodotto, mentre restano ancora da compiersi alcune piccole diminuzioni, che saranno diverse a seconda delle città e dei quartieri

articolo visto in the economist
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43 commenti
scrivi un commentoSono stati anche buoni altro che 10%
Ho letto sul corriere che ci sono mille miliardi di euro parcheggiati in banca e sono più che convinto che neanche un euro andrà nelle tasche di quei venditori che continuano a chiedere il doppio del reale valore.
in un'economia capitalistica il concetto di reale valore è molto aleatorio, soprattutto se riferito al mercato immobiliare.
Bè non mi pare che siamo poi così messi male ripetto ad altri paesi europei.
Io sò solo che chi ha i soldi spende anche il doppio pur di avere ciò che gli piace, proprio pochi giorni fà dei francesi hanno comprato una casa a 30m dalla mia ad un prezzo quasi doppio perchè preferivano la vista, aveva condizioni peggiori ed era meno recente in più è anche più piccola, ma prezzo doppio. le hanno viste più volte entrambe e poi hanno scelto. In pratica hanno speso 450 mila euro in più per pochi metri di distanza...vabbè certe volte bisogna solo aspettare il compratore giusto.
"...certe volte bisogna solo aspettare il compratore giusto..."
sicuramente è così per chi ha immobili che lo consentano, e nessuna fretta di vendere.
porzione di casa indipendente bifamiliare, l'immobile (150 mq) è senza lode e senza infamia, ma la vista sulle alpi è splendida, nonchè circondato da boschi vincolati da un parco.
tempo un anno gli eredi l'hanno venduta a 500mila. il nuovo proprietario, in ragione della veneranda anagrafe dei residenti, ha inoltre opzionato l'altra metà dell'immobile.
Potresti anche aspettare di vincere al superenalotto o alla lotteria italia....
"sicuramente è così per chi ha immobili che lo consentano, e nessuna fretta di vendere"
certo come per qualsiasi bene non solo per gli immobili, cmq bisogna dire che si tratta sempre di centri di grandi città, nelle provincie queste situazione di certo non capitano, ma li i prezzi sono abbastanza livellati, può esseci una differenza del 5% sul prezzo a mq o massimo 10% poi però vai a verificare come hanno calcolato i mq commerciali e ti accorgi che ti stanno fregando.. in italia la bolla immobiliare ha colpito sopratutto i grossi centri come roma ma la provincia non ha subito aumenti del 200%, anzi in alcuni casi sono rimasti aumenti molto contenuti.
Qui si parla di +94% in 13 anni, valore medio nazionale presumo, quindi sè è vero che a roma sono aumentati del 150% è vero che ad abbassare la medie ci sono altre zone in cui gli aumenti sono stati molto infeirori, l'articolo conferma un minor aumento dei salari ma non riposta il dato, sarebbe interessante capire quale sia questo dato, di quanto sono aumentati gli stipendi in questi anni ?? 40?60? e sarebbe interessante avere una dato diviso per zone sugli aumenti dei prezzi delle case perchè così generalizzato non aiuta molto le persone a farsi un'idea di come siano andate le cose in questi anni.
bISOGNA DIRE CHE LA STABIITà DEI PREZZI DEGLI IMMOBILI IN ITALIA è DOVUTA A TANTI FATTORI, IO VEDO CHE MOLTE FAMIGLIE VENDONO PER RAGIONI CHE SPESSO ESULANO DAL SOLO BISOGNO DI SOLDI, SPESSO SERVE UNA CASA PIù GRANDE (O PICCOLA SE I FIGLI ESCONO DA CASA) SPESSO VISTA LA SEMPRE MAGGIOR MOBILITà SUL LAVORO SI HA BISOGNO DI VENDERE QUI PER COMPRARE IN UN'ALTRA ZONA, PER CUI NELLA MAGGIOR PARTE DEI CASI SI VENDE PER POI DOVER COMPRARE DELL'ALTRO E PROPRIO PER QUESTO è DIFFICILE CHE IL PREZZO VENGA CALATO ECCESIVAMENTE, PERCHè SE DEVO VENDERE A 1000 QUELLO CHE POI VADO A RICOMPRARE A 2000....LASCIO PERDERE, NOTO ANCHE CHE SEMPRE PIà SPESSO ARRIVANO OFFERTE DI PERMUTA...UN MERCATO QUESTO CHE CREDO PRENDERà PIEDE NEL NOSTRO PAESE PROPRIO PERCHè MANCANO REALMENTE NUOVI COMPRATORI.
Il mercato di chi vende per comprare innesca un meccanismo virtuoso che potrebbe paragonarsi al gioco del domino, purtroppo spesso questo non accade perche ci sono proprietari che hanno case vuote è possono aspettare. credo che la politica, per sbloccare il mercato, dovrebbe aumentare e di parecchio la tassazione immobiliare proprio in questi casi.
beh..direi che il post # 8 ben fotografa alcuni sfaccettature di quell'immenso prisma che è il mercato.
non ho alcuna di quali aspetti giuridico-fiscali comporti una permuta, tuttavia potrebbe essere una soluzioni per molti.
Sull'idea che sempre più spesso leggo di diver ipertassare chi ha case sfitte e libere....vorrei fare qualche domanda:
QUALE SAREBBE IL VANTAGGIO DI super tassare le case vuote? e sopratutto come verrebbero considerate le case vuote? in base a queli criteri?FORSE prive di arredo? o abitate per meno di un tot di giorni all'anno? o semplicemEnte estendendo a tutte le seconde case?? basterebbe poi un falso comodato d'uso ad un cugino o figlio o parente qualsiasi poi per aggirare la tassazione? falsando poi ulterioriormente i dati sul merato immobiliare?e poi la proprietà privata è ancora un diritto o viviamo in un paese di reggime?
vorrei ricordare che già la tassazione di una seconda casa è alta, partendo dal'ici passando poi per i costi dei servizi (luce acqua gas rifiuti) dei quali spesso non si usufrusce ma vai a pagare più di chi invece gli usa regolarmente (in pratica paghi per loro...) e che non sempre la seconda casa è per forza un investimento voluto ma può essere frutto di una eredità, non vedo perchè dovrei essere portato all'indigenza a causa dell'AUMENTO DELLE tasse per un bene ereditato, GIà ORA SI INCONTRANO NON POCHE DIFFICOLTà VE LO ASSICURO.
le difficoltà che troppi riscontrano nel comprarsi casa, non può che trovare una soluzione politica. non c'è altra via.
se fra qualche anno conosceremo ribassi tipo spagna, non sarà che in virtù di un'economia ancor più a pezzi. e di nuovo si ripropporà il problema con risvolti ancor più esponenzialmente angoscianti. comprare un appartmento in un condominio dove metà dei comproprietari non hanno di che pagare le spese condominiali, non sarà quel buon'affare che sembrava.
Tassare le case sfitte, servirebbe ad incentivare o la vendita o la locazione dell'immobile, aumentando l'offerta e di conseguenza favorendo una riduzione dei prezzi, quanto ai raggiri per non pagare piu' tasse, penso che siano gia' adesso ampiamente utilizzati, quindi nulla cambierebbe.
Paragoniamo l'italia alla spagna...facendo finta di non spare che la spagna ha un tasso di disoccupazione pari al 22% doppio dell'italia e che i prezzi sono aumentati del 150% quasi doppio dell'italia. mi pare che faccia comodo guardare sempre e solo un lato della medaglia.
francamente ad un calo dei prezzi grazie alla maggior tassazione non ci credo, l'ipertassazione potrebbe avere anche avere l'effetto opposto, aumento degli affitti e aumento del prezzo degli immobili, dipende tutto da come regisce il mercato a fronte di un aumento dei costi, solo un aumento quasi a livelli di reale follia potrebbe portare ad una svendita delle seconde case, in questo caso assisteremo alla rovina del paese con la perdita di 11 milioni di posti di lavoro e al totale decadimento dell'economia turistica italiana visto che l'indotto derivante dalle seconde case e pari a circa il 30%, lo stato italiano andrebbe al collasso non riuscendo più a controllare il debito pubblico, usciremo dall'unione europea alla velocità della luce, insomma c'è solo da decidere se vivere nel terzo mondo con una casa o baracca o senza un servizio sanitario o qualsiasi forma di assistenza da parte dello stato (ai livelli di cuba insomma) o se vivere in un paese civile con un mutuo di 20 anni da pagare. si può già scegliere anche senza rovinare per forza il nostro paese, basta prendere un biglietto aereo e raggiungere uno di questi paesi sottosviluppati.
il mercato immobiliare ha bisogno per sopravvivere di regole e di una diversa tassazione a seconda che le case siano utilizzate o meno. essendo un mercato contingentato e di primaria necessita non possono valere le sole regole del libero mercato, che funzionano benissimo solo quando si parla di prodotti di largo consumo, automobili, elettrodomestici, abbigliamento ecc....
aver tolto l'equo canone e le tasse di successione ha portato all'attuale paralisi.
Tu veramente pensi che in italia il tasso di disoccupazione sia minore? con il metodo di calcolo che usano secondo me è anche maggiore
..siamo il paese con più leggi, leggine e regole al mondo..eppure...
nella mia realtà molte case sono vuote perchè non ci sono affittuari, che senso avrebbe tassarle?
tornando all'articolo che è meglio.
qui si parla di sovrapprezzo degli immobili del 10.3% ma ormai sappiamo tutti che è facile chiedere uno sconto del 15%...vuol dire che in italia le stiamo svendendo le case? bisogna ritoccare i prezzi al rialzo?
"..bisogna ritoccare i prezzi al rialzo?.."
gran bella domanda! presupponendo un prezzo di vendita realistico, credo che che tutto sta al proprietario e all'immobile. per chi ha un bilocale al quarto piano senza ascensore in un condominio di nessuna attrattiva estestica, direi che ritoccare al rialzo, potrebbe rivelarsi un disastro.
per chi ha in mano qualcosa di decisamente meglio, potrebbe farlo. purchè con misura.
"...vuol dire che in italia le stiamo svendendo le case?.."
non ho questa impressione. certamente i prezzi sono più bassi, sicuramente c'è più scelta. ma nella mia zona non si ha la percezione di una svendita generalizzata.
"..bisogna ritoccare i prezzi al rialzo?.."
gran bella domanda! presupponendo un prezzo di vendita realistico, credo che che tutto sta al proprietario e all'immobile. per chi ha un bilocale al quarto piano senza ascensore in un condominio di nessuna attrattiva estestica, direi che ritoccare al rialzo, potrebbe rivelarsi un disastro.
per chi ha in mano qualcosa di decisamente meglio, potrebbe farlo. purchè con misura.
"...vuol dire che in italia le stiamo svendendo le case?.."
non ho questa impressione. certamente i prezzi sono più bassi, sicuramente c'è più scelta. ma nella mia zona non si ha la percezione di una svendita generalizzata.
ma allora come la mettiamo con chi invece è convinto che entro breve caleranno tutti gli immobili del 50%..
"...ma allora come la mettiamo con chi invece è convinto che entro breve caleranno tutti gli immobili del 50%.."
a sangue, in questo forum si è vista anche questa ipotesi. la scelta è individuale. chi nè è convinto altro non deve fare che aspettare. visto che di breve termine che stiamo parlando.
tuttavia, ancora una volta si deve rimarcare che quello immobiliare è un mercato locale, non nazionale.
interessante!
titolo dell'articolo
"i prezzi delle case in italia sono sopravvalutati del 10,5%"
fine dell'articolo:
"rispetto agli aggiustamenti dei prezzi vediamo come, dopo un calo dell'8,3% del terzo trimestre 2009 sull'anno precedente, il 3q del 2010 abbia visto un -2,8%. ciò significa che l'aggiustamento più significativo si è già prodotto, mentre restano ancora da compiersi alcune piccole diminuzioni, che saranno diverse a seconda delle città e dei quartieri"
Le interpretazioni possibili sono 2
1) chi ha scritto l'articolo non è d'accordo con il titolo dello stesso e attribuisce all'economist la funzione che hanno tanti giornali che finiscono con l'essere utilizzati per foderare il secchio della spazzatura
2) chi ha scritto l'articolo è fortemente convinto che le case in italia resteranno sopravalutate
probabilmente non è stato considerato che il numeretto riportato è il risultato di uno studio che prende in considerazione fattori che vanno dalla retribuzione media familiare, alla durata media dei mutui, all'offerta attualmente maggiore ripetto alla domanda, alla situazione di crisi diffusa e, non ultimo, che l'italia fa parte dell'unione europea e, come tale, deve conformarsi ad alcune realtà.
evidentemente l'anormalità italiana, quantificata sempre con quel numeretto, non potendosi configurare come una situazione a regime, sarà destinata a livellarsi fino a raggiungere il punto di equilibrio dal quale attualmente siamo lontani nella misura di circa il 10%.
le previsioni sull'ulteriore aumento della disoccupazione e della diminuzione del pil per l'anno 2011 sono due dei fattori che concorreranno sensibilmente all'erosione di questa anomalia
gentile anonimo,
chi ha scritto l'articolo riscontra che la diminuzione del terzo trimestre del 2010 è stata inferiore alla diminuzione del q3 2009. questo lo induce a pensare che i prossimi aggiustamenti di prezzi saranno piccoli per due ragioni:
1) perché si tratta di medie nazionali e il peso delle grandi città (nei cui centri ulteriori discese sono improbabili, salvo trattative personali andate a buon fine) conta. veda per esempio gli effetti sui prezzi a milano dei nuovi quartieri riqualificati
http://www.idealista.it/news/archivio/2010/10/07/012967-milano-i-prezzi-di-vendita-delle-case-salgono-2-5-nel-3q
2) perché la tendenza, salvo sorprese, comunque possibili (vedi l'innalzamento dei tassi di interesse) va riducendo in termini relativi la discesa: i prezzi scendono, ma scendono meno, o poco, o pochissimo, o niente, a seconda delle zone
cordialmente
la redazione
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