dopo i bamboccioni, 2 milioni di "fannulloni"

un anno fa il ministro brunetta, riferendosi all'età in cui gli italiani vanno a vivere da soli, usò la parola bamboccioni. e fu polemica. adesso, statistiche alla mano, risulta che 2 milioni di giovani tra i 15 e 29 anni non studiano e non lavorano. sono fannulloni o senza opportunità?
è certo che si tratta di un problema generale di tutti i paesi avanzati, ma l'italia ha un problema storico di inattività, ossia di bassa partecipazione della sua popolazione attiva al mercato del lavoro
è quanto emerge dal rapporto dell’istat "noi italia" (scarica il rapporto) apena pubblicato in cui si sottolinea un altro dato: una donna su due non cerca nè ha un posto. il tasso di inattività femminile italiano nel 2009 (48,9%) è così il secondo più alto dell’ue a 27, inferiore solo a quello di malta
i giovani "neet" (not in education, employment or training), non più inseriti in un percorso scolastico-formativo, ma neppure impegnati in un'attività lavorativa, sono poco più di due milioni, il 21,2% tra i 15-29enni, la quota più elevata a livello europeo
un altro dato significativo: gli adulti impegnati in attività formative, un elemento considerato cruciale nella lotta contro l'esclusione sociale, sono il 6% del totale nel 2009, meno della metà rispetto al livello obiettivo da perseguire entro il 2010 secondo la strategia di lisbona (12,5%)
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10 commenti
scrivi un commentoBeh, essendo un giovane (30 anni appena compiuti), mi tocca in sorte di dire la mia...
ho cominciato a lavorare nel campo immobiliare appena compiuti i 18 anni di età: ho subito capito che avrei dovuto però espandere le mie competenze per trovare una buona strada... ed ecco quindi la laurea, i corsi, i master, le esperienze lavorative nel ramo commerciale di svariati settori...
e sono arrivato a 28 anni con un curriculum lungo 3 pagine... ne ho spediti 1346 (contati) e alla fine l'unica opportunità decente che mi si è presentata è stata ricominciare a lavorare nel settore immobiliare in flessione. Ora faccio 3 lavori per arrivare ad uno stipendio mensile decente, ma posso considerarmi fortunato, visto che li ho trovati...
molti miei amici laureati, anche molto più bravi di me, sono nei supermercati a fare i commessi per 700 euro al mese con contratto da cooperativa (nessun diritto, quindi)...
il problema è che probabilmente ci sono troppi laureati, troppi universitari, ma soprattutto c'è l'atavico problema della chiusura delle opportunità: in italia la scalata sociale è un'utopia. I figli delle famiglie bene possono anche andare male a scuola e non laurearsi, tanto, alla fine, troveranno un ottimo lavoro sotto la tutela dei genitori...
ecco perché un'intera generazione sta rischiando di finire nel cesto dell'immondizia...
Sono il frutto di uno stato sociale devastato dalle pensioni al disopra dei 1000 euro
con cui nonni e genitori possono tranquillamente tenere i propri figli a casa. chi non ha queste opportunità si deve adattare a prendere 700 ero al mese e pagare i contributi per alimentare le pensioni di cui sopra.
In un paese privo di ricambio generazionale si arriverà presto a momenti ben peggiori nell'ambito di questa sproporzione.
credo però che sia un'analisi solo parziale della questione:
1) l'evasione fiscale sottrae fondi allo stato e la corruzione (che è un crimine doppio, perché sia il corruttore che il corrotto fanno danno al paese) fa in modo che quei soldi vengano addirittura sfruttati male. questo significa che i servizi peggiorano e non si creano le infrastrutture che renderebbero più economico fare impresa. ovviamente con un'evasione più contenuta anche le tasse sarebbero probabilmente molto più basse.
2) il clientelismo fa in modo che i posti chiave siano spesso occupati da incompetenti e questo porta molti dei migliori o all'emigrazione o all'occupazione in un supermercato. un sistema del genere fa in modo che quanto detto al punto 1 non venga cambiato, per preservare le "rendite di posizione" intatte.
3) il campanilismo e l'egoismo fanno in modo che ognuno critichi la situazione, ma sia assolutamente pronto a sfruttarne le distorsioni appena ne abbia possibilità. in soldoni: se uno ha lo zio parlamentare smetterà di fare il moralista e gli chiederà un bel lavoro...
tutto questo confluisce in quanto detto da lei... unito al fatto che, per fare un mero esempio, io stesso lavoro da 12 anni e non ho mai e dico mai visto uno straccio di contratto lavorativo e ho 0 giorni di contributi, salvo il riscatto della laurea quando me lo potrò permettere...
in un paese dove l'italiano medio invidia mister b. cosa volete che succeda...
possibile che abbiamo bisogno ancora di questi immigrati con tutta la disoccupazione che c'è? è il momento di dire basta, ma la colpa non è di chi viene quà per cercare lavoro, ma di chi ce li fa venire, più che una società multietnica sta diventando un guazzabuglio di povertà intolleranza e ingiustizie sempre più marcate, è ora di dire basta a questo scempio!
***è ora di dire basta a questo scempio!***
il vero scempio è la povertà che obbliga quei poveracci a venire in italia!... e della cui povertà anche noi siamo responsabili!
lei dimentica anche che se l'Italia è arrivata dove è arrivata è grazie ai suoi milioni di emigrati, che non solo hanno portato valuta forte in italia ma, magari proprio a lei o a me, hanno lasciato il loro posto di lavoro.
e ora che abbiano il culo al caldo siamo diventati razzisti e xenofobi.
solo una puntualizzazione il termine "bamboccioni" fu applicato a questo contesto dal ministro dell'economia del governo precedente tommaso Padoa Schioppa, il ministro Brunetta ha semplicemente ammesso di aver fatto parte della categoria
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