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l'alleanza tra agenti e portali immobiliari può fare la differenza

Giovedì, 5 maggio, 2011 - 08:30

pubblicato da Ritratto di lvileilvilei@idealista

questa notizia è stata selezionata per luiriassunto settimanale del 6 de Mag de 2011

intervista al presidente di fimaa torino

intervista al presidente di fimaa torino

la crisi ha cambiato profondamente il mercato immobiliare: meno soldi in circolazione, maggiori difficoltà con i mutui, meno compravendite. e clienti più informati, più riflessivi e selettivi. uno scenario in cui sono cambiate le regole del gioco e per gli agenti immobiliari la sfida passa dal web. ne abbiamo parlato con alessandro berlincioni, presidente di fimaa torino, una realtà con più di mille affiliati sul territorio

quest'intervista anticipa il workshop gratuito "real estate refresh. per tornare a crescere con il web", che si terrà a torino il 10 maggio 2011 (scarica il programma). si tratta del secondo appuntamento tra idealista e gli operatori immobiliari, dopo quello di roma. lo scopo è quello di aiutare il professionista immobiliare di fronte alle sfide del presente

idealista.it, il portale immobiliare che è cresciuto di più nel 2010, spiegherà come ottenere il meglio dal servizio e come sfruttare con successo la leva dei social media

alessandro berlincioni dal 2009 è presidente di fimaa per la sede di torino. a lui la redazione di idealista news ha posto alcune domande sul momento che attraversa la professione e più in generale il settore in una delle piazze immobiliari più importanti d’italia

domanda. qual’è lo stato di salute del mercato torinese (compravendite, prezzi, tempi di vendita)? 

risposta. parlo a nome dei più di mille affiliati: a inizio 2011 il numero degli ottimisti ha decisamente superato quello dei pessimisti. certo adesso, con la complicata situazione internazionale, c'è più prudenza. ma l'avvio è stato buono

tuttavia dobbiamo fare delle distinzioni. il settore prima casa è quello che continua a soffrire per la difficoltà ad avere un mutuo. il mercato di fascia medio-alta va invece piuttosto bene. semmai, è il paradosso, mancano le case di buona qualità perché il mercato è pieno di case di qualità medio-bassa, ma, come dicevo, i potenziali acquirenti di quest'ultima fascia non hanno accesso al credito

poi c'è il terzo settore, quello dell'eccellenza energetica. lentamente, sta venendo fuori, anche se di classe a ancora ce n'è poca. ma l'interesse è in aumento e questa sarà la sfida dei prossimi anni

d. e sui prezzi?

decisamente torino si conferma una città prudente. i ribassi sono meno evidenti, perché gli aumenti non sono mai stati eccessivi. rispetto a roma o milano, è un altro mondo, anche perché qui da noi non c'è l'investimento internazionale che falsa molto alcune città italiane. e i clienti sono molto attenti

d. come devono comportarsi in questo scenario le agenzie immobiliari?

r. gli operatori, anche se sembra ovvio dirlo, possono solo muoversi al meglio nel mercato che hanno a disposizione. la torta è più piccola, non c'è niente da fare, e per alcune agenzie che non sapranno mettersi al passo una riduzione del volume d'affari o la chiusura sono inevitabili. tuttavia questa tendenza sarà lenta e si vedrà col tempo
 
d. come cambia il ruolo del professionista immobiliare in relazione alle nuove tecnologie e alle esigenze di consumatori più selettivi e più informati?

r. fino a poco tempo fa i portali rappresentavano una parte minoritaria del mercato. oggi è tutto diverso. il processo, forse, è stato meno veloce perché in italia gli acquirenti con maggiori possibilità hanno più di 50 anni e quindi praticano di meno le tecnologie. ma già adesso questo gap generazionale va colmandosi

d. come vedono il web i suoi affiliati, come una minaccia, un’opportunità o una semplice seccatura?

r. gli operatori immobiliari non amano né odiano le tecnologie. vogliono solo fare affari! quindi è evidente che se un portale immobiliare funziona bene, lo accolgono di buon grado

quello di cui bisogna tener conto è semmai un'altra cosa: chi è l'agente immobiliare?

l'agente immobiliare è nelle stragrande maggioranza dei casi un piccolo imprenditore, che tutt'al più ha un collaboratore, spesso un familiare. cosa significa? che ha poco tempo libero a disposizione e poca capacità di delega: deve occuparsi di tutto

è molto importante che gli strumenti informatici che offrono i portali immobiliari siano semplici e accessibili e non come certi cellulari che hanno migliaia di funzioni che nessuno usa

quanto più semplice ed efficace è la piattaforma offerta agli agenti, tanto più questi saranno disposti ad investire il poco tempo che hanno
 
d. cosa propone fimaa per guidare questo cambiamento e affrontare le nuove sfide del mercato?

r. torino, anche se prudente, è sempre una città all'avanguardia. non è un luogo comune, tutto nasce qui, anche il settore immobiliare organizzato (gabetti fu il primo). noi vogliamo cogliere appieno questo cambiamento con l'informatizzazione delle agenzie, ma ci vorrà ancora un po' di tempo per le questioni che spiegavo prima

per questo accogliamo con piacere la collaborazione con idealista, un portale europeo, per migliorare gli affari e invitiamo tutti gli iscritti di fimaa torino a partecipare al workshop del 10 maggio
 
scarica il programma di real estate refresh torino

per iscriverti al workshop invia una mail alla segreteria di fimaa torino: info@fimaatorino.it

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9 commenti

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#1 Giovedì, 5 maggio, 2011 - 11:27 Ritratto di anonimo anonimo dice

gli ai devono allearsi con la correttezza. non c'è portale o tecnologia che possa compensare coloro i quali, troppo presi nell'apprenderne i trucchi, si sono dimenticati di impare il mestiere.

#2 Venerdì, 6 maggio, 2011 - 10:32 Ritratto di libeccio59libeccio59 dice

come giustamente ci dice il sig. berlincioni il problema è sulla prima casa e ne da la responsabilità alla difficoltà di erogazione dei mutui. spero che in questo convegno si esca da questa logica e si abbia il coraggio di affrontare la realtà per quella che è.
oggi le banche ti danno giustamente i soldi in base alla effettiva sostenibilità del mutuo in pratica se il reddito familiare è di 1.500 ero la rata a tasso fisso deve essere il 30% quindi 450 e non di 800- 900 euro. quindi la soluzione è una sola, spiegare ai venditori che causa le mutate condizioni di credito i prezzi delle casa di prima fascia si devono ridimensionare. questo produrrà un benefico effetto domino su tutto il mercato, anche quello di fascia medio alta. continuare a non affrontare il problema per la paura di diventare antipatici ai propri "clienti venditori" non fa che peggiorare le cose.

#3 Sabato, 7 maggio, 2011 - 09:52 Ritratto di anonimo anonimo dice

Secondo me il problema di fondo è quello che molti ai non fanno una valutazione dell'immobile professionale, che rispecchia il vero valore di mercato dell'immobile.Cosi pur di avere l'incarico scrivono il prezzo che decide il proprietario,in questo modo non solo non si riesce a vendere ma ,si perde di professionalita perche i clienti prima di acquistare si informano,risultato ...mancanza di professionalità e di risultati.
aggiungo che alcuni pubblicizano immobili ma non tengono in ufficio nemmeno la documentazione piu elementare riguardante l'immobile.
Secondo me, oltre alla crisi a rallentare il nostro settore e spesso la mancanza di professionalità che alcuni hanno, e si riflette su tutta la categoria.

#4 Sabato, 7 maggio 14:27 Ritratto di anonimo anonimo risponde a Ritratto di anonimo anonimo

Secondo me il problema di fondo è quello che molti ai non fanno una valutazione dell'immobile professionale, che rispecchia il vero valore di mercato dell'immobile

la fanno, eccome se la fanno. però valutano finalizzandosi all'acquisizione. pertanto, la cosa più comune è una valutazione di mercato o leggermente superiore allo stesso. ottenuto l'incarico cominciano le incomprovate e incomprovabili pressioni al ribasso. e con questo si giocano quel minino di credibiltà che le circostanza fisiologicamente impongono. vale a dire: se voglio capire di che pasta sei fatto, un pò di briglia sciolta te le devo pur concedere. salvo poi cascare nelle trappola dagli stessi ordita.

altra cosa: se non trattasi della reggia di caserta o della villa reale di monza, la valutazione spetta naturalmente al proprietario. quella di un ai, come abbiamo visto, è necessariamente di parte. e se non si è dei ragazzini, o dei decelebrati, è una cosa di tutta semplicità. cosa, questa, resa ancor più agevole da internet.

dal dopo guerra in poi, sono stati compravenduti decine di milioni di immobili al netto di ogni comoda tecnologia, osservato che il ruolo degli ai è stato marginale per decenni. tutto questo detto e premesso, ciò non ha impedito di comprare/vendere con generalizzata mutua soddisfazione dell parti.

malgrado ciò. ora sembrerebbe che i proprietari siano tutti affetti da precoce demenza senile. incapaci pertanto di semplici e banali osservazioni comparative. anche se si è titolari di piccole aziende, o direttori marketing di multinazionali. la bufala recita che un venditore è, per definizione, un incapace.

a cavarcarla sono solo soggetti interessati. alcuni vogliono farci credere che è viceversa un cosa complicatissima da porre in essere, e che solo grandi ed esperti professionisti sono in grado di farlo. palesandosi poi spesso come 25enni buffamente azzimati, e con esperienza specifica trimestrale, e in generale...idem.

poi ci sono i compratori, che vistosi tradite le aspettative di immenenti crolli, ravvedono in una teorica e opportunistica erronea valutazione, qualcosa da puerilmente contrappore in una mentalmente immaginata trattativa.

un'altra bufalona è data nell'indicare in un proprietario soggetto sempre emotivamente coinvolto, e, quindi, inidoneo ad una valutazione serena. basta consultare gli annunci di idealista.it per capire che vero. ma lo è solo come eccezione non come regola (nei grandi numeri ci sta tutto). di conseguenza si configura la solita disonestà intellettuale (ma anche etico-deontologica nel caso degli ai) bambinescamente finalizzata ad un ribasso del prezzo.

aggiungo che alcuni pubblicizano immobili ma non tengono in ufficio nemmeno la documentazione piu elementare riguardante l'immobile.

gli ai sono mediatori non consulenti. non lo posso essere, è una contraddizione in termini, oltre più in conflitto d'interessi. gli incarichi di mediazioni sottoscritti dai proprietari sono, appunto, incarichi di mediazione, non c'è nemmeno una clausola che, pure implicitamente, implichi alcun tipo di consulenza. se la compravendita non va a buon fine per difetto del venditore, l'ai ha (giustamente) il diritto di rivalersi in sede di giudizio.
quindi, l'ai non solo è concretamente un mediatore, ma lo è anche sotto il profilo giuridico.

l'unica ed unica vera funzionalità di un mediatore, è quella di mettere in contatto 2 parti. quando questo avviene...fine della storia. in caso di problemi, sia il venditore che l'acquirente nulla legalmente possono nei confronti dell'ai, se non nell'esclusivo e unico ruolo di mediatore.

ora..se comprensibilmente si vuole accedere alla documentazione dell'immobile, è al proprietario che bisogna direttamnete richiederla. non al mediatore.

se si è insicuri in sede di valutazione generale, bisogna rivolgersi ad una vero consulente di parte. il quale agirà secondo interesse del committente. però ciò costa, e siccome non si vuole spender..quì casca l'asino. si carica pertanto un ai di ruoli che non sono propri allo stesso.

vale per tutti, compratore o venditori che si sia..un ai è un mediatore..non un consulente! prima lo si capisce, meglio è!

Secondo me, oltre alla crisi a rallentare il nostro settore e spesso la mancanza di professionalità che alcuni hanno, e si riflette su tutta la categoria

su questo non ci sono dubbi..tuttavia l'autore è un ai che finge di ignorare alcuni dei comunissimi espedienti messi in atto da colleghi in sede di valutazione/acquisizione di un immobile. non solo, tende a spacciarsi per quello che non è, ossia un consulente.

#5 Sabato, 7 maggio, 2011 - 19:21 Ritratto di www.iocomprocasa.com www.iocomprocasa.com linka a questa pagina
#6 Sabato, 7 maggio 20:41 Ritratto di anonimo anonimo risponde a Ritratto di www.iocomprocasa.com www.iocomprocasa.com

compratevela la pubblicità di idealista...morti di fame che non siete altro!!!!

#7 Sabato, 7 maggio 20:41 Ritratto di anonimo anonimo risponde a Ritratto di www.iocomprocasa.com www.iocomprocasa.com

compratevela la pubblicità di idealista...morti di fame che non siete altro!!!!

#8 Domenica, 8 maggio, 2011 - 15:33 Ritratto di anonimo anonimo dice

quindi, l'ai non solo è concretamente un mediatore, ma lo è anche sotto il profilo giuridico.

la vigente legislazione ben delinea i tratti giuridici di un agente immobialiare, non sono quelli di un consulente.

#9 Giovedì, 29 marzo, 2012 - 07:02 Ritratto di anonimo anonimo dice

Chi dice che la valutazione spetta al proprietario, sbaglia termine, al proprietario spetta la "richiesta" cioè il diritto di chiedere per casa sua qualsiasi cifra, ne ha facoltà, diritto e magari pure le ragioni (le sua). Che il proprietario poi sia qualcuno che sopravvaluta il suo immobile nella stragrande maggioranza dei casi è palese a qualsiasi occhio, non è affatto l'eccezione, ma la regola. Le stime di un valore serie sono fuori dalla portata dei proprietari, non ne hanno gli strumenti. Internet? E dove si prenderebbero le quotazioni dall'OMI? Sapete come li campiona i valori? Come verrebbero fatte queste stime, con il sito "tutelati.it?" e il form di calcolo? Con i punti di merito? Con il market comparison approach? I comparabili quali sono quelli dei portali?basati sul prezzo medio magari nemmeno ponderato computando una serie di "richieste"? Io credo che ci sia molta confusione e tanta voglia, tipicamente italica, di dire cazzate passandole per roba buona sulla base della logica da poltrona. Sugli agenti immobiliari, purtroppo c'è poco da dire, la maggioranza è inadeguata al compito che svolge, un po' per loro colpa, un po' per colpa del popolo che servono, anche loro infatti, sono italiani, e tutti gli italiani sono capaci, ognuno di loro escludendo gli altri, di fare tutto, tanto c'è internet.

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