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dopo tre anni di crisi le compravendite sono a terra persino a milano (video)

Venerdì, 17 febbraio, 2012 - 10:31

pubblicato da Ritratto di teamteam@idealista

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la crisi frena le compravendite immobiliari: in tre anni a milano sono diminuite del 26,4% e del 36,7% nella provincia lombarda la riduzione è persino più sostenuta della media italiana (-32,9%). e il calo di compravendite si riflette anche sui prezzi

i dati sono stati presentati durante la 40esima edizione della rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di milano, realizzata dalla camera di commercio, attraverso osmi borsa immobiliare, con collaborazione con gli agenti della fimaa

nella seconda metà del 2011 il valore degli immobili residenziali nuovi/classe energetica a-b-c in città (+1,4% in un anno) sale più lentamente dell'inflazione (3,3%). in ritardo la provincia (+0,1% le case nuove in centro, +0,3% gli appartamenti nuovi in zone periferiche)

quanto ai prezzi, comprare casa a milano costa in media 5.178 euro al metro quadro, per gli immobili residenziali nuovi/classe energetica a-b-c. la crescita maggiore è nella zona bastioni (+3,3%, 7.906 euro al mq), specialmente in solari-napoli (+4,3%, 5.050 euro al mq) ma i prezzi sperimentano lievi variazioni positive, sempre inferiori all'inflazione, anche in centro (+1,7%), in circonvallazione (+1,3%) e in periferia (+0,4%)

un andamento negativo legato anche ai mutui: tra il primo semestre 2010 e il primo 2011: tengono in lombardia quelli per le famiglie (+3,3%), ma si riducono quelli per investimenti in edilizia non residenziale (-9,2%) e residenziale (-18,4%).

 

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6 commenti

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#1 Venerdì, 17 febbraio, 2012 - 11:02 Ritratto di www.puntore.info www.puntore.info linka a questa pagina
#2 Venerdì, 17 febbraio, 2012 - 12:36 Ritratto di anonimo anonimo dice

Meno male che non ci propinate le solite barzellette sui prezzi delle case di Milano che scendono.
Se si escludono le zone "di guerra" ormai senza speranza, i prezzi nella migliore delle ipotesi rimangono uguali, ma in molte zone sono cresciuti, anche se lentamente, anche negli ultimi due anni.

#3 Venerdì, 17 febbraio, 2012 - 13:20 Ritratto di anonimo anonimo dice

Quoto al 100%. Sono mesi che cerco un monolocale in una zona ben servita in cui una ragazza possa tornare la sera tutta intera, ristrutturato come si deve, e non si trova niente a meno di 160/180 mila euro

#4 Venerdì, 17 febbraio, 2012 - 16:24 Ritratto di anonimo anonimo dice

sempre curiose, per non dire ridicole, definizioni: mercato immobiliare in riflessione, situazione di perturbazione del mercato che passi e faccia ritornare gli investimenti nel settore dell'edilizia (come se ce ne fosse ancora bisogno).
complimenti al signore che ha detto la verità senza mezzi termini: tanti terreni in mano a pochi che continuano a perpetrare una vergognosa speculazione e case costruite con criteri da medioevo.
se la sicurezza sociale è, per questi "signori", far pagare con un mutuo di trent'anni una casa costruita con criteri obsoleti a una famiglia redditualmente normale allora direi che queste persone hanno veramente la faccia come il loro fondoschiena.

#5 Venerdì, 17 febbraio 19:42 Ritratto di napoletana napoletana risponde a Ritratto di anonimo anonimo

consolati: a Napoli per 160/180 mila euro non si compra nemmeno una cuccia per il cane! E' uno schifo...possibile che Napoli sia più cara di Milano?!

#6 Sabato, 18 febbraio, 2012 - 10:53 Ritratto di anonimo anonimo dice

da "la repubblica" di oggi:
"Il Paese non risparmia più nuovi depositi giù dell'80%"
Caduta impressionante da 130 a 24 miliardi
Un dato fa più paura di tutti. Nel 2010 le banche italiane avevano aumentato di 130 miliardi i depositi e le obbligazioni detenute da clienti privati. Nel 2011 il dato è sceso a 24 miliardi, di cui solo 6 in depositi e 18 in bond. Se il dato depositi è al netto delle duplicazioni con controparti centrali, il flusso è negativo per 28 miliardi. L'Abi lo imputa al crollo dei nuovi fondi, e alle ricadute della crisi sul reddito nazionale disponibile. Il risparmio delle famiglie, tipica fonte di finanziamento - tra l'altro, la più a buon mercato, con un tasso medio dell'1% sui conti correnti - è servito a alle esigenze quotidiane.

considerati i crolli delle compravendite immobiliari oramai consolidati, e quindi il fatto che la crisi del risparmio non è dovuta al pagamento di un mutuo, vedrete nel corso dei prossimi anni con le riforme del mercato del lavoro annunciate e la gente che emigrerà all'estero, cosa succederà al mercato immobiliare.

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