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Mercato immobiliare, i principali trend dal 2000 al 2018

Autore: Redazione

Il mercato immobiliare e creditizio italiano sta risalendo la china. Secondo i dati Tecnocasa, che ne ha osservato l’andamento dal 2000, dopo la contrazione degli anni della crisi la ripresa è evidente. Nel primo semestre del 2018 circa il 18% degli acquisti è stato concluso da investitori; tra i privati, i single spiccano come fetta rilevante di acquirenti per il residenziale

Gli anni della crisi nel mercato immobiliare

La fase espansiva del mercato immobiliare italiano, iniziata dalla seconda metà degli anni 90, secondo Tecnocasa è da ricercarsi nel basso livello dei tassi di interesse sui mutui, seguito all’introduzione della moneta unica che ha generato una maggiore propensione all’indebitamento e di conseguenza una crescente domanda di abitazione; a  questo poi si  deve aggiungere la volatilità che ha interessato i mercati finanziari. Tutti questi elementi combinati hanno portato ad un incremento dei volumi di compravendita con un picco nel 2006 con quasi 845 mila transazioni e ad una crescita dei valori che si è protratta fino al 2007, anno in cui il mercato immobiliare ha invertito il trend. La fase discendente del ciclo immobiliare ha avuto inizio infatti nel secondo semestre del 2007, quando per la prima volta, i prezzi degli immobili hanno segnalato una contrazione.

Dal 2014 riprendono le compravendite immobiliari

Dopo gli anni orribili della crisi, nel 2014 la ripartenza del mercato dei mutui anche grazie al Quantitative Easing della Bce ha permesso la ripresa di fiducia e l’inizio della risalita della domanda immobiliare, pur in assenza di un aumento dei prezzi. Tendenza, questa, in forte aumento negli anni successivi, alimentata dai tassi storicamente ai minimi e dai prezzi degli immobili sempre convenienti. Nel 2016 i volumi di compravendite fanno un balzo in avanti e crescono del 18,9% supportati dalla ripresa del mercato creditizio: le erogazioni infatti crescono del 20,6% nel 2016. I prezzi vanno verso la stabilità e chiudono l’anno con una riduzione del -1,6%. Nel 2017 il mercato sembra ormai aver imboccato il percorso di fuoriuscita dalla crisi immobiliare. La domanda immobiliare si riprende, gli investitori tornano sul mercato, i tempi di vendita si riducono (140 gg).  Il mercato del credito continua a dare segnali positivi anche se si intravedono i primi rallentamenti con volumi in linea con gli anni precedenti. Le compravendite sono ancora in crescita e chiudono a quota 542.480. I prezzi restano stabili. 

Il mercato immobiliare nel 2018

Anche per il 2018 il trend positivo del mercato immobiliare continua: le compravendite sono in aumento e, molto probabilmente, l’anno chiuderà intorno a 580 mila transazioni. I tempi di vendita sono diminuiti gradualmente e si sono portati intorno a 134 gg. Il mercato del credito continua a dare segnali positivi ormai da alcuni anni; nei primi sei mesi del 2018,  la ripresa si conferma e dovrebbe consolidarsi ulteriormente entro la fine dell’anno.

Comprare casa per metterla a reddito

Relativamente alla domanda di immobili, l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa ha rilevato che nel primo semestre del 2018 il 17,9% degli acquisti è stato concluso da investitori (rispetto al 17,6 del 2017). Il 75,8% degli investitori sono coppie e coppie con figli, mentre il 24,2% è single (celibi/nubili, separati, divorziati e vedovi). Percentuali molto simili si registravano anche nel primo semestre del 2017 quando coppie e coppie con figli si attestavano al 74,8%. A comprare per investimento sono soprattutto imprenditori, liberi professionisti e impiegati che coprono il 79,7% di questo mercato, a seguire i pensionati con l’11,1%. Nel primo semestre del 2017 queste percentuali si attestavano rispettivamente al 76,5% e al 12,9%. Buona parte degli acquisti per investimento si conclude senza l’ausilio degli istituti di credito (81,3%), mentre solo il 18,7% degli investitori ricorre al mutuo bancario. La tipologia più richiesta da chi vuole mettere a reddito è il bilocale con il 35,8% delle preferenze, a seguire i trilocali (27,4%). Percentuali molto simili si registravano anche nel primo semestre del 2017 quando i bilocali erano scelti dal 35,5% degli investitori ed i trilocali dal 27,1%.

Compravendite immobiliari, nel 2018 arrivano i single

Nel primo semestre del 2018, le compravendite realizzate sul territorio nazionale hanno visto, secondo Tecnocasa, nel 28,0% dei casi acquirenti single (questa categoria è composta da celibi/nubili, separati/divorziati e vedovi). La percentuale è molto simile a quella registrata un anno fa, nel primo semestre del 2017, quando si attestava al 28,7%.

A livello nazionale la tipologia più acquistata da questo target è stata il trilocale (37,8%), seguita da molto vicino dal bilocale (35,7%). Ville, villette, rustici, loft, case indipendenti e semindipendenti compongono insieme il 9,4% degli acquisti. Il trilocale ha superato il bilocale nelle preferenze dei single, le due tipologie rimangono sempre molto vicine tra loro ma nel primo semestre del 2017 era il bilocale quella più compravenduta con il 36,6% delle preferenze seguita dai trilocali che si fermavano al 35,7%. L’82,4% delle compravendite da parte di single riguarda l’acquisto dell’abitazione principale, il 15,0% l’investimento e il 2,6% riguarda la casa vacanza. Percentuali molto simili si registravano anche un anno fa.