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Pignoramento per il mancato pagamento dell’affitto, come fare

Possibile il pignoramento per il mancato del pagamento dell’affitto,
Come pignorare i beni dell'inquilino che non paga l'affitto / Gtres
Autore: Redazione

In caso di mancato pagamento dell’affitto è possibile procedere con il pignoramento. Ma per il creditore non è sempre facile. Vediamo perché e come fare.

Il pignoramento per il mancato pagamento dell’affitto diventa problematico per il creditore se l’inquilino è nullatenente o non ha ancora fissato una nuova dimora. Ma il pignoramento per il mancato pagamento dell’affitto può essere avviato anche quando l’affitto è ancora in corso e l’inquilino si trova nell’appartamento. In questo modo, tra l’altro, è anche più semplice notificargli gli atti esecutivi e individuare un luogo dove inviare l’ufficiale giudiziario per il pignoramento mobiliare.

Procedere però al pignoramento per il mancato pagamento dell’affitto mentre l’inquilino è ancora nell’appartamento comporta il raddoppio dei costi legali. Questo perché per procedere al pignoramento nei confronti dell’inquilino è necessario prima procurarsi un decreto ingiuntivo e poi agire in esecuzione forzata con l’ufficiale giudiziario, il tutto tramite un avvocato.

Per tale ragione è più frequente procedere al pignoramento per il mancato pagamento dell’affitto successivamente al procedimento di sfratto. In questo caso, secondo quanto previsto dalla legge:

  • il locatore può procedere a intimare lo sfratto, tramite un avvocato, già dopo 20 giorni di ritardo nel pagamento di un solo canone mensile;
  • pagando l’arretrato prima dell’udienza, l’inquilino interrompe la procedura e impedisce la risoluzione del contratto;
  • l’inquilino può saldare il dovuto – più gli interessi e le spese legali – anche davanti al giudice, in alternativa può – sempre davanti al giudice – chiedere un termine di 90 giorni per adempiere;
  • nel caso in cui, all’esito dei 90 giorni, l’arretrato dell’affitto non viene versato, il tribunale emette l’ordinanza di sfratto e ingiunge all’inquilino di pagare i canoni non versati sino ad allora, compresi quelli maturati durante la procedura giudiziale;
  • con il provvedimento del giudice, il creditore può rivolgersi all’ufficiale giudiziario per procedere a pignorare i beni dell’affittuario.

Ma quali sono i beni che possono essere pignorati? Presumibilmente non si tratta di beni immobili, in quanto spesso in questo caso si tratta di soggetti privi di proprietà. Difficile poi procedere al pignoramento dei beni mobili, in quanto può rivelarsi complicato scoprire dove la nuova residenza dell’ex inquilino. Resta dunque il pignoramento presso terzi: pensione, stipendio, conto corrente.

In questo caso, il padrone di casa può sapere se e dove il debitore possiede tali redditi chiedendo l’autorizzazione al presidente del tribunale di accedere all’Anagrafe tributaria, un database in uso all’Agenzia delle Entrate. E’ importante però ricordare che lo stipendio non può essere pignorato più di un quinto; la pensione non può essere pignorata più di un quinto, fatto salvo il minimo vitale; il pignoramento del conto corrente, se su di esso viene accreditato lo stipendio, può estendersi solo sugli importi eventualmente depositati per la parte che superano il triplo dell’assegno sociale.