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Aumento Iva, le aliquote previste entro il 2020

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Autore: Redazione

Sembra ormai evidente la necessità di ricorrere all’aumento Iva, almeno dal 2020. Vediamo perché sarà impossibile proseguire con la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia.

A renderlo esplicito è stato lo stesso ministro dell’Economia, Giovanni Tria: "La legislazione vigente in materia fiscale è confermata in attesa di definire nei prossimi mesi misure alternative, lo scenario tendenziale del Def incorpora gli aumenti dell'Iva e delle accise".

L’aumento Iva, che dovrebbe arrivare nel 2020, dovrebbe essere intorno ai 3,2 punti percentuali per l’aliquota ordinaria (che passerà dal 22% al 25,2%) e di 3 punti per quella ridotta (dal 10% al 13%). Inoltre, è previsto un ulteriore aumento dell’aliquota ordinaria (che salirebbe quindi al 26,5%) a inizio 2021.

Al momento l’esecutivo sta valutando di limitare gli effetti negativi di un aumento generalizzato dell’Iva spostando alcune categorie di beni dall’Iva ordinaria a quella ridotta e viceversa.  Si parla già quindi di un aumento selettivo e ponderato dell’Iva e contestuale rimodulazione di alcuni beni da un’aliquota all’altra.

Riferendosi alla stima sul Pil 2018, Tria ha affermato che "il governo non ha peccato di ottimismo", in quanto la revisione "è stata ampiamente coerente con la situazione generale". Il ministro dell’Economia, in commissione Bilancio al Senato, ha anche aggiunto: "le riforme sono la via maestra per la crescita dell'economia e l'aggiustamento di bilancio per consentire il raggiungimento degli obiettivi di bilancio del Def nel triennio 2020-22 è significativo".