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Bonus centri storici, come richiederlo all'Agenzia delle Entrate

Autore: Redazione

Introdotto dal decreto agosto, ha preso il via il bonus centri storici. Vediamo come richiedere il contributo a fondo perduto presentando la domanda all'Agenzia delle Entrate fino al 14 gennaio 2020.

Il bonus centri storici è un contributo a fondo perduto che interessa particolarmente i negozi delle città d'arte che hanno subito una forte riduzione della propria attività a causa dell'emergenza covid.

Per richiedere il bonus centri storici, bisogna avere questi requisiti

  • avere la partita IVA attiva alla data del 30 giugno 2020 e non cessata alla data di presentazione dell'istanza
  • svolgere un’attività di vendita di beni o servizi al pubblico  nelle zone A o equipollenti (centri storici) dei capoluoghi di provincia che hanno registrato presenza di turisti stranieri in misura tre volte superiore ai residenti città metropolitane che hanno registrato presenza di turisti stranieri in misura almeno pari ai residenti.

Inoltre bisogna dimostrare di avere avuto una perdita del fatturato nel mese di giugno 2020 di due terzi rispetto all'analogo fatturato di giugno 2019. 

I centri compatibili con questa misura sono: Agrigento, Bari, Bergamo, Bologna, Bolzano, Cagliari, Catania, Como, Firenze, Genova, La Spezia, Lucca, Matera, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Pisa, Ragusa, Ravenna, Rimini, Roma, Siena,    Siracusa, Torino, Urbino, Venezia, Verbania, Verona.

Chi possiede più attività potrà presentare domanda all'Agenzia delle Entrate per ognuno degli esercizi commerciali, per un massimo di 150mila euro. Chi ha avviato la propria attività a partire dal 1º luglio 2019 avrà diritto a un importo minimo come aiuto pari a 1000 euro se si tratta di persone fisiche e 2000 per le imprese.

Il bonus centri storici si potrà richiedere tramite con apposita istanza, da presentare esclusivamente mediante il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia delle entrate, dal 18 novembre 2020 al 14 gennaio 2021.

L’istanza deve contenere:

  • il codice fiscale del soggetto richiedente e dell’eventuale rappresentante se il soggetto richiedente è diverso da persona fisica nel caso in cui il soggetto richiedente sia un erede che prosegue l’attività di un soggetto deceduto, il codice fiscale del de cuius
  • i dati relativi alla sussistenza dei requisiti:
  1. indicazione se il soggetto richiedente esercita le attività secondo le previsioni del comma 1 dell’articolo 59 del decreto
  2. indicazione della soglia di appartenenza dei ricavi o compensi dell’anno 2019 se: sono inferiori o uguali a 400.000 euro, sono superiori a 400.000 euro e fino a 1 milione di euro oppure sono superiori a 1 milione di euro
  3. ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito ai mesi di giugno 2020 e giugno 2019, degli esercizi di cui al comma 1 dell’articolo 59 del decreto, realizzati nelle zone A dei comuni di cui al medesimo comma 1, nonché il codice catastale dei predetti comuni. Per quanto riguarda i soggetti che svolgono autoservizi di trasporto pubblico non di linea, l’ambito territoriale di esercizio dell’attività, e quindi del fatturato e dei corrispettivi, è riferito all’intero territorio dei comuni predetti
  4. indicazione se il soggetto richiedente, per almeno uno degli esercizi di cui al comma 1 dell’articolo 59 del decreto, ha iniziato l’attività a partire dal 1° luglio 2019. In tale ipotesi deve essere barrata l’apposita casella.
  • l’Iban del conto corrente bancario o postale intestato o cointestato al soggetto richiedente il contributo
  • la firma e la data di sottoscrizione dell’istanza
  • il codice fiscale dell’eventuale soggetto incaricato della trasmissione telematica dell’istanza.

L’erogazione del contributo avviene mediante accredito sul conto corrente dell’Iban indicato nell’istanza. Contestualmente all’accoglimento dell’istanza per la richiesta del contributo, l’Agenzia emette il mandato di pagamento.