Notizie su mercato immobiliare ed economia

I progetti per riqualificare il quartiere San Lorenzo a Roma

San Lorenzo a Roma
San Lorenzo - Foto: RaBoe/Wikipedia / Creative commons
Autore: Redazione

Importanti novità per il quartiere San Lorenzo a Roma. Dall’area dell’ex Dogana alla zona di via dei Lucani, vediamo come si interverrà in questa parte della città.

Per l’ex Dogana si apre una nuova fase. All’interno dell’area di 24mila metri quadrati, in via dello Scalo di San Lorenzo, sorgerà uno Student Hotel, con quasi 500 stanze, firmato dagli olandesi di Tsh. Si tratta di un investimento pari a 90 milioni di euro.

Come ricordato dalla cronaca romana del Messaggero, dopo una lunga vicenda iniziata nel 2015, lo scorso 25 marzo il Tribunale di Roma ha revocato una precedente sospensiva dell’esecutività dell’ordinanza di rilascio in favore di Residenziale immobiliare, proprietaria dell’area e di cui è socio di maggioranza Cassa Depositi e Prestiti.

Una bonifica e una verifica strutturale precederanno la consegna ufficiale dell’edificio. Obiettivo di Tsh è terminare i lavori entro il 2020. Ma il via per quando è atteso? Si parla dell’estate.

Ma l’area dell’ex Dogana non sarà la sola a cambiare. In via dei Lucani, infatti, parte la ripianificazione delle aree private. La sindaca di Roma, Virginia Raggi, l’assessore all’Urbanistica, Luca Montuori, e il presidente del II Municipio, Francesca Del Bello, hanno presentato il progetto di riqualificazione di questa parte del quartiere San Lorenzo.

L’obiettivo del progetto di rigenerazione urbana a San Lorenzo è trasformare gli spazi abbandonati in nuovi luoghi di aggregazione e di crescita capaci di rispondere ai bisogni di chi abita i luoghi e ne vive la quotidianità. E si parte proprio da via dei Lucani, oggi purtroppo nella memoria collettiva ricordata per la tragedia della giovane Desirèe.

Come specificato da un comunicato stampa, il programma di rigenerazione urbana punta quindi alla riqualificazione di un’area di circa 10mila mq, la cui proprietà è suddivisa tra 12 proprietari privati differenti, tra cui alcuni immobili sottoposti a pignoramento e affidati a custodi giudiziari, solo una parte minore, pari circa al 20% è di proprietà Comunale.

Il processo prenderà il via da una manifestazione di interesse aperta e non vincolante che coinvolga gruppi diversi composti da progettisti, investitori, stakeholders per avviare il programma di riqualificazione urbana del cosiddetto ambito B7. Successivamente vi saranno tutti i passaggi necessari per arrivare a una delibera di adozione del programma di trasformazione dell’ambito con la Legge per la Rigenerazione urbana.

In questo percorso è prevista una prima fase di coinvolgimento del territorio con la consultazione online su piattaforma dedicata in cui saranno presentate le proposte pervenute nella loro descrizione tecnica e ci sarà la votazione delle stesse. Un’ulteriore occasione di confronto avverrà in un’assemblea pubblica.

Definito in questo modo l’insieme delle funzioni ammissibili, l’iter prevede l’indizione del bando per il confronto concorrenziale, questa volta con offerte progettuali, economiche e gestionali vincolanti, da cui arrivare all’approvazione del progetto unitario definitivo.

Per la sindaca Virginia Raggi si tratta di un percorso impegnativo, ma necessario, per dimostrare ai cittadini, e soprattutto ai proprietari degli immobili fino ad oggi assenti, che il pubblico ha il dovere di esercitare il suo potere di programmazione e trasformazione del territorio, e non si ferma neanche di fronte a situazioni complesse come in questo caso in cui la proprietà è estremamente frammentata. Fino ad arrivare, nel caso di mancata risposta alla manifestazione di interesse volta ad accogliere proposte da parte dei privati, a dichiarare la pubblica utilità, destinando l’area a verde e servizi e sottoponendola al vincolo di esproprio. Un percorso, secondo la prima cittadina, che può essere visto come un prototipo anche per altre aree abbandonate di proprietà privata in città.