Notizie su mercato immobiliare ed economia

Aste immobiliari, quanto si è perso con lo stop per il covid

AstaSy
AstaSy
Autore: Redazione

L’impatto del Covid e del lockdown si è fatto sentire sul settore delle aste immobiliari. Secondo Cribis Credit Management il blocco delle procedure ne ha danneggiato l’efficienza. I dati del Report Aste di AstaSy mostrano un 2020 sostanzialmente congelato.

Aste immobiliari, performance pre e post covid

Fino all’arrivo del Covid-19, secondo l’Osservatorio NPE di Cribis Credit Management, la performance delle esecuzioni immobiliari risultava in miglioramento in Italia, con una durata media delle procedure passata da 5 a 4,7 anni, con un gap significativo tra la durata media delle procedure al Sud (5,8 anni) e quella rilevata a Nord Ovest e Nord Est (rispettivamente 3,2 e 3,8 anni).

Suddivisione aste per area geografica 2020

Suddivisione aste per area geografica 2020
AstaSy

Nel periodo 2015-2019 è stata registrata una variazione complessivamente negativa a livello nazionale, con la chiusura di circa 384.000 esecuzioni immobiliari a fronte di 305.000 procedure aperte. La modalità di chiusura delle procedure mostra che il 79% delle procedure monitorate negli ultimi 5 anni ha seguito un normale decorso, mentre il 9% è stato chiuso per inefficacia e il 6% per via stragiudiziale.

L’emergenza sanitaria e il lavoro da remoto hanno contribuito ad accelerare la digitalizzazione dei processi in 5 dei principali tribunali italiani su 10, con lo svolgimento delle udienze da remoto e riparti eseguiti per via telematica. Di contro, la pandemia ha avuto un impatto diretto su aste (-85%) e fallimenti (-33,3%), mentre il blocco delle procedure giudiziali ha rallentato il recupero di efficienza.

Tipologie di immobili all'asta 2020

Tipologie di immobili all'asta 2020
AstaSy

Aste immobiliari, congelati oltre 8 miliardi di euro nel 2020

Secondo il Report Aste 2020 del Centro studi AstaSy Analitics di NPLs RE_Solutions, sono state 116.637 le unità immobiliari oggetto di aste immobiliari pubblicate nel 2020 durante il solo periodo di attività dei tribunali, per un controvalore di immobili a base d’asta pari a 16.979.762.935,86 euro. Nel rispetto della realtà del momento, il Centro Studi ha ritenuto comunque di mantenere il dato congelato e non renderlo statistico e di considerare il 2020 come un “time out” imposto, da considerare non comparabile agli anni precedenti.

Nell’intero anno 2019, secondo quanto rilevato, le pubblicazioni sono state 204.632. Per quanto riguarda la tipologia di immobili all’asta, si abbassa di oltre il 50% la pubblicazione di immobili residenziali che, nell’anno precedente a questo studio, seppur in scala percentuale, occupava oltre il 70% delle pubblicazioni.

Come commenta Mirko Frigerio, Fondatore e Vicepresidente Esecutivo NPLS RE Solutions e Presidente del Centro Studi AstaSy Analytics: “Il mancato recupero nell’anno 2020 è potenzialmente stimabile in 8.600.378.123,25 di euro, assunto dalla differenza dei valori posti in asta nel 2019 rispetto ai valori del parziale 2020. È questa quindi la cifra che i creditori non recupereranno nei business plan dell’anno 2020, ma non possiamo ancora parlare di perdita, al momento si tratta solo di un allungamento dei tempi”.

Delle 116.637 aste totali, oltre il 41% ricadono nelle regioni del Nord Italia. Sono ai primi 5 posti, con quasi il 50% del totale delle esecuzioni italiane, la Lombardia (16,7%), seguita da Sicilia (10%), Emilia-Romagna (7,11%), Veneto (7%) e Lazio (7%

Dal punto di vista dei prezzi di vendita, nel 2020 103.895 lotti, pari all’ 89% della composizione delle esecuzioni immobiliari, è costituita da beni il cui valore in asta è inferiore a 250.000 euro. Il valore base d’asta totale di questi beni è pari a € 6.722.176.072,32 e rappresenta solo il 40% del valore complessivo di tutti i beni posti in asta nel 2020.

Il valore medio base asta degli immobili retail si è notevolmente abbassato a € 64.701,63, il che sta certamente a significare che gli immobili vengono aggiudicati a valori notevolmente inferiori ai reali valori di mercato, creando un’ulteriore perdita di valore.