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Nuova legge fallimentare 2017, le novità per il comparto immobiliare

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Autore: condominioweb (collaboratore di idealista news)

L a commissione Giustizia del Senato ha approvato, nella versione originale, il disegno di legge n. 2681 “Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell'insolvenza”. L'articolo 12, dei 16 che compongono la nuova normativa, introduce importanti garanzie per gli acquirenti di immobili da costruire, oltre a tutele per chi contrae finanziamenti ed è in difficoltà per il pagamento.

Le principali novità. Il testo, che consta di 16 articoli, delega l'esecutivo a riformare organicamente le procedure concorsuali disciplinate dal r.d. n. 267/1942 e della disciplina sulla composizione delle crisi da sovraindebitamento ex legge n. 3/2012, oltre alla revisione del sistema dei privilegi e delle garanzie.

Dal punto di vista immobiliare, di particolare importanza assume il contenuto dell'art. 12 in oggetto a tutela delle famiglie.

Nello specifico viene precisato che il Governo è delegato ad adottare, con le modalità e nei termini di cui all'articolo 1, disposizioni in materia di tutela dei diritti patrimoniali degli acquirenti di immobili da costruire, secondo i seguenti princìpi e criteri direttivi:

  1. Al fine di garantire il controllo di legalità da parte del notaio sull'adempimento dell'obbligo di stipulazione della fideiussione di cui agli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 20 giugno 2005, n. 122, nonché dell'obbligo di rilascio della polizza assicurativa indennitaria di cui all'articolo 4 del medesimo decreto legislativo, stabilire che l'atto o il contratto avente come finalità il trasferimento non immediato della proprietà o di altro diritto reale di godimento su un immobile da costruire, nonché qualunque atto avente le medesime finalità, debba essere stipulato per atto pubblico o per scrittura privata autenticata;
  2. Prevedere che dall'inadempimento dell'obbligo assicurativo di cui all'articolo 4 del citato decreto legislativo n. 122 del 2005 consegua la nullità relativa del contratto, nei termini previsti dall'articolo 2, comma 1, del medesimo decreto legislativo.

 Il testo introduce anche una serie di disposizioni c.d. "salva-famiglie", riordinando anzitutto la disciplina del sovraindebitamento (l. n. 3/2012), con soluzioni dirette a promuovere la continuazione dell'attività svolta dal debitore, nonché le modalità della loro eventuale conversione nelle soluzioni liquidatorie, anche ad istanza del debitore, e consentendo, esclusivamente al debitore-consumatore, solo la soluzione liquidatoria, con esclusione dell'esdebitazione, nel caso in cui la crisi o l'insolvenza derivino da colpa grave, malafede o frode.

Sarà consentito inoltre al debitore meritevole, che non sia in grado di offrire ai creditori alcuna utilità, diretta o indiretta, nemmeno futura, "di accedere all'esdebitazione solo per una volta, fatto salvo l'obbligo di pagamento del debito entro quattro anni, laddove sopravvengano utilità".

Il piano del consumatore potrà comprendere, altresì, la ristrutturazione dei crediti derivanti da contratti di finanziamento con cessione del quinto dello stipendio o della pensione e dalle operazioni di prestito su pegno.