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Aste, cos'è l'offerta minima?

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Autore: Redazione

Chi vuol comprare una casa all'asta probabilmente avrà sentito parlare dell'espressione "offerta minima". Vediamo cos'è l'offerta minima delle aste e qual è il suo rapporto con il prezzo base

L'offerta minima è il valore più basso che il partecipante a un'asta giudiziaria può offrire per aggiudicarsi l'immobile oggetto della procedura di esecuzione e comporta una riduzione del 25% rispetto al prezzo base d'asta. Corrisponde, quindi, all'offerta minima che può essere accettata per la vendita dell'immobile in questione.

Il prezzo base d'asta, invece, è determinato dal CTU (consulente tecnico d'ufficio) dopo aver fatto una valutazione dell'immobile e stilato una perizia completa ed è l'importo con cui un immobile viene messo all'asta.

La possibilità di introdurre "un'offerta minima" durante un procedimento d'asta è stata introdotta dal Dl 83 del 2015 che a modificato l'articolo 571 del codice di procedura civile.

Vediamo un esempio pratico per capire la differenza tra prezzo base e offerta minima in una asta senza incanto. Un'asta senza incanto è quella in cui partecipanti devono presentare le loro offerte in busta chiusa (più il 10% di cauzione) nei termini e con le modalità indicate nell'avviso. Nell'ordinanza d'asta è il giudice del tribunale a stabilire il prezzo base. Se il prezzo base stabilito è di 100.000 euro, ai sensi dell'articolo 571 del c.pc. dunque l'offerta minima è di 75mila euro.

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