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idealista ti porta a consonno: antico borgo rurale, un tempo la “las vegas” della brianza e ora città fantasma in vendita (video)

Autore: marco todarello (collaboratore di idealista news)

Antico borgo rurale, dopo decenni di abbandono il piccolo paesino di consonno è in vendita per 12 milioni di euro. Imprenditori russi e persino il dj Francesco facchinetti -che vorrebbe trasformarlo nella città dei giovani-  sono interessati a questo piccolo centro a 600 metri d’altezza sul lago di garlate, non lontano da Lecco. idealista vi accompagna tra le vie di quello che una volta era conosciuto come  la “las vegas” della brianza per raccontarvi la sua storia

Un paese in vendita

Un intero paese in vendita per 12 milioni di euro: 1.700.000 metri quadrati edificabili e un progetto già pronto per la riqualificazione, anche se “il costo totale dell’operazione si aggirerebbe intorno ai 60 milioni di euro”, come ha spiegato a idealista news walter zandonà, titolare dell’agenzia immobiliare incaricata della vendita del paese fantasma

“l’operazione è onerosa ma interessante – ha aggiunto– abbiamo avuto già diverse richieste di informazioni, compresi imprenditori russi e il noto dj Francesco facchinetti, che ha annunciato di voler cercare investitori per realizzar a consonno la città dei giovani”

La storia di consonno

A consonno è tutto da ricostruire: le erbacce e i calcinacci ricoprono le tracce degli anni d’oro che il paese visse tra il 1965 e il 1973, quando divenne una sorta di paese delle meraviglie. L’idea era stata del conte mario bagno, imprenditore edile che acquistò quello che era un borgo agricolo, costrinse all’emigrazione i 200 contadini che vi abitavano e fece costruire piste da ballo, ristoranti, un hotel, una galleria commerciale in stile arabeggiante e un minareto alto 30 metri che ben presto divenne il simbolo del paese

Erano gli anni del boom economico e quel luogo rappresentava il sogno consumista, centro festaiolo e dove il divertimento era sempre garantito. I gruppi musicali più in voga del tempo facevano a gara per contendersi il palcoscenico e le coppie di sposi prenotavano anni prima per celebrarvi il ricevimento delle nozze.

A metà degli anni ’70 la gloria di consonno passò, diminuirono gli eventi e i visitatori ma fu una frana a dargli il colpo di grazia: la strada di accesso si interruppe, il comune di olginate decise di non ripristinarla e in poche settimane il paese finì nell’oblio

“sarebbe un bel posto dove vivere – ha spiegato Alberto corneo, l’architetto autore del progetto di riqualificazione – perché c’è silenzio, è immerso nella natura e si trova in una conca dalla vista spettacolare. Il mio progetto prevede una ricostruzione che lo trasformi in un paese con tutti i servizi e le comodità necessarie, dal supermercato, alla farmacia, fino a un parcheggio sotterraneo: sarebbe molto bello un paese in cui ci si sposta solo a piedi”.