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La trasformazione di Borgo a Roma, da quartiere di artigiani a mensa a cielo aperto

Autori: Paolo Codato (collaboratore di idealista news), @stefania giudice

Un quartiere di Roma che affonda le sue radici lontano nel tempo. Un luogo una volta ricco di botteghe artigiane, ma che a partire dall’inizio del nuovo millennio ha cambiato volto. In che modo, lo ha raccontato a idealista/news il presidente del comitato “Salvaguardia Borgo”, l’avvocato Luigi La Peccerella.

“Borgo – ha raccontato La Peccerella – è sempre stato luogo di accoglienza e soprattutto un quartiere di artigiani: fabbri, falegnami, bronzisti, restauratori. A Borgo avevamo l’unica fabbrica di campane di Roma, che ha resistito fino alla fine degli Anni ’90 e poi si è trasferita. A Borgo venivano da tutta Roma per avvalersi dell’opera di questi artigiani e per i ristoranti storici. Adesso non viene più nessuno. Ormai Borgo ha la nomea di mensa a cielo aperto per i pellegrini”.

Il presidente del comitato “Salvaguardia Borgo” ha quindi spiegato: “A mano a mano gli artigiani sono stati rimpiazzati da esercizi di attività alimentari. Questo processo di mutazione ha avuto una notevole accelerazione a partire dal Giubileo del 2000. Tra poco, probabilmente, chiuderà anche il panificio storico, del quale l’attuale gestore – ormai in età molto avanzata – portava il pane a Giovanni XXIII”. Aggiungendo: “Il progresso è come un fiume in piena, che se non può essere arrestato, deve però essere arginato. Si può regolare e governare il corso nell’interesse di tutti, perché non abbia devastanti esondazioni. Questo però non lo riscontriamo, perché ci si obietta che bisogna favorire l’iniziativa privata. La nostra Costituzione all’articolo 41 dice che l’iniziativa privata è libera, ma poi nel comma successivo dice che non può svolgersi contro l’interesse della collettività. La collettività ha il dovere di governare l’iniziativa privata per indirizzarla verso l’interesse comune. Noi non vogliamo difendere i comodi dei residenti, noi vogliamo difendere un bene che appartiene all’umanità intera”.

“Il comitato – ha sottolineato La Peccerella – è nato per iniziativa dei residenti. La finalità è quella indicata dalla sua denominazione: salvaguardare questo bene nell’interesse di tutti. Borgo non ha bisogno di essere valorizzato, è un valore in sé. Borgo ha bisogno di non essere distrutto. Il comitato cerca di sensibilizzare il I Municipio e il Comune sulla necessità di controlli efficaci per pretendere il rispetto delle regole, di adottare regole appropriate rispetto alla situazione che cambia. Tutelare Borgo è anche tutelare una risorsa economica di Roma. Noi non siamo contro il commercio, siamo per il commercio produttivo e rispettoso dell’ambiente”.

Il presidente del comitato “Salvaguardia Borgo” ha poi raccontato che “a Borgo adesso sono rimasti pochi residenti, poco più di 2.000, forse anche meno” e ha evidenziato: “Il valore degli immobili a Borgo, non diversamente dal resto del centro storico, ha registrato una flessione legata ovviamente alla crisi economica, ma abbastanza contenuta. Gli altri fattori che incidono in termini opposti sono la diffusione di bed and breakfast e guest house. Da un lato a Borgo gli immobili sono molto appetiti per questo impiego; dall’altro l’eccessiva diffusione di esercizi di questo genere scoraggia chi vuole acquistare per risiedere”.