È cominciata la settimana del cambio di stagione, quella in cui l'estate e l'autunno si daranno il cinque. Il momento propizio sarà la notte di mercoledì 23 settembre, esattamente alle 02:05 italiane, l'ora esatta in cui si concretizzerà l'equinozio d'autunno. Dal punto di vista meteorologico l'esordio della nuova stagione sarà di tutto rispetto, soprattutto sulle regioni adriatiche, grazie all'arrivo di aria fresca di origine artica.
Autunno astronomico al via
Sia chiaro, non arriverà in Italia il ciclone polare di cui si parla molto negli ultimi giorni sul web. Quella massa d'aria molto fredda proveniente dall'Artico effettivamente arriverà in Europa, però resterà confinata tra i Paesi baltici, la Polonia, l'Ucraina e la Bielorussia, insomma sull'est Europa.
Su questi territori non è poi così strano che nel finale di settembre arrivino le prime intrusioni di aria fredda di origine artica, mentre è molto più complicato il loro arrivo all'interno del Mediterraneo. Lo scenario sarà quindi ben diverso tra l'Italia e l'est Europa:
la massa d'aria molto fredda proveniente dall'Artico resterà confinata tra Paesi baltici, Polonia, Ucraina e Bielorussia;
l'Italia sarà solo sfiorata dalle correnti più fresche, che comunque porteranno un calo delle temperature sostanzioso su molte regioni.
Aria fresca all'esordio della nuova stagione
Ormai è certo: il freddo artico non arriverà direttamente in Italia nel corso di questa settimana, ma il Paese sarà solo sfiorato dalle correnti più fresche che comunque porteranno un calo delle temperature sostanzioso su molte regioni.
L'aria fresca arriverà proprio all'esordio dell'autunno astronomico e sarà molto più presente su regioni come Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Umbria, Puglia e Basilicata.
Su questi territori la colonnina di mercurio scenderà di molti gradi, portandosi sotto i 24 o 23 ° nei valori massimi, mentre di notte anche sotto i 15 °. Saranno a tutti gli effetti le primissime avvisaglie d'autunno, soprattutto per il versante adriatico e le zone montane.
Qualche acquazzone in vista
Ci sarà spazio anche per qualche locale acquazzone o temporale pomeridiano, per lo più lungo la catena appenninica, però sembra ormai certo che non ci sarà alcuna vera perturbazione in azione nel Mediterraneo, poiché l'anticiclone sarà molto invadente e il grosso dell'aria fredda resterà confinato sull'est Europa.
Temperature più alte sul lato tirrenico
Sul lato tirrenico, la Val padana occidentale, Sardegna e Sicilia, le temperature nella giornata di mercoledì 23 settembre potranno rivelarsi un po' più alte, tanto da sfiorare i 25 o 27 °, pertanto si potrà ancora parlare di temperature tardo-estive. Le differenze termiche saranno quindi abbastanza evidenti:
sul versante adriatico e sulle zone montane massime sotto i 24 o 23 ° e minime anche sotto i 15 °;
sul lato tirrenico, la Val padana occidentale, Sardegna e Sicilia valori fino a 25 o 27 °, con temperature ancora tardo-estive.
Alta pressione tra 24 e 27 settembre
Nel prosieguo della settimana, ovvero tra il 24 e il 27 settembre, è probabile che l'alta pressione continui a invadere gran parte dell'Italia, mantenendo condizioni di meteo molto stabili con temperature tardo-estive soprattutto sul lato tirrenico e al nord. Clima più fresco e gradevole, invece, sul versante adriatico e gran parte del sud.
Perché si chiama autunno astronomico?
L'autunno astronomico comincerà ufficialmente mercoledì 23 settembre alle 02:05 italiane, ovvero nel momento esatto dell'equinozio. L'equinozio si verifica quando il sole attraversa l'equatore celeste passando dall'emisfero boreale a quello australe. Da quel momento, nell'emisfero settentrionale, entreremo ufficialmente nell'autunno astronomico.
Si parla di autunno astronomico proprio perché l'inizio della stagione viene stabilito sulla base della posizione della Terra rispetto al sole e coincide con l'equinozio. L'autunno meteorologico, invece, segue una convenzione differente e comincia sempre il 1° settembre, comprendendo per intero i mesi di settembre, ottobre e novembre. Le stagioni meteorologiche utilizzano infatti periodi fissi di tre mesi, mentre quelle astronomiche sono scandite da equinozi e solstizi.
Piccola curiosità: nonostante il termine equinozio richiami l'idea di una perfetta uguaglianza tra giorno e notte, le ore di luce e di buio non sono esattamente 12 e 12. La rifrazione della luce in atmosfera e il modo in cui vengono definiti alba e tramonto fanno sì che, nel giorno dell'equinozio, la durata del giorno sia generalmente ancora leggermente superiore a quella della notte.








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