Sono sempre più le case italiane che si dotano di dispositivi intelligenti per ridurre gli sprechi energetici, e le prese smart sono tra le soluzioni più apprezzate: consentono infatti di controllare a distanza gli elettrodomestici, programmare accensioni e spegnimenti e tenere traccia dei consumi. Chi si interroga sul consumo delle prese smart scopre però che, paradossalmente, questi dispositivi assorbono sempre energia, anche quando sembrano inattivi: è quindi utile capire quanto incidono sulla bolletta e in quali situazioni conviene installarli, per fare una scelta più consapevole al momento dell’acquisto.
- Che cos’è una presa smart e come funziona
- Perché una presa smart consuma anche da spenta
- Quanto consuma una presa smart: i dati
- Le prese smart convengono? Confronto con i dispositivi in standby
- Presa smart e controllo consumi: come si possono monitorare
- Quali elettrodomestici consumano anche da spenti?
- Cosa collegare alle prese smart per risparmiare
- Prese smart con adattatore o da incasso: quale scegliere per casa
Che cos’è una presa smart e come funziona
Una presa smart è un dispositivo elettronico che si installa tra la presa a muro e l’apparecchio da alimentare. Grazie a una connessione Wi-Fi o Bluetooth, consente di gestire da remoto l’alimentazione di qualsiasi dispositivo o elettrodomestico collegato, tramite app o assistente vocale. Sul mercato esistono tre principali tipologie di prese smart:
- i modelli smart da incasso, che sostituiscono le prese tradizionali nella parete;
- gli adattatori smart plug-in, che si inseriscono nelle prese esistenti;
- le ciabatte intelligenti, che gestiscono più dispositivi contemporaneamente.
Molti modelli integrano anche le funzioni di programmazione oraria e di monitoraggio dei consumi in tempo reale.
Perché una presa smart consuma anche da spenta
Spegnere un apparecchio tramite app non significa spegnere la presa stessa: viene interrotta l’alimentazione verso il dispositivo collegato, ma la presa smart resta attiva per ricevere nuovi comandi; se si disattivasse completamente, non sarebbe possibile riattivarla a distanza. Questo consumo residuo dipende da due componenti sempre in funzione, che assicurano il corretto funzionamento delle prese smart:
- il modulo radio, che mantiene la connessione alla rete domestica;
- il microcontrollore, un processore di piccole dimensioni con la funzione di interpretare i comandi e gestire funzioni come timer e registrazione dei consumi.
Vi è poi un piccolo alimentatore interno, il cui funzionamento prevede una minima dispersione energetica.
Quanto consuma una presa smart: i dati
Il consumo a riposo di una presa smart Wi-Fi singola oscilla tra 0,5 e 1,5 watt, a seconda del modello e della presenza di spie luminose; su base annua significa circa 8,8 kWh per dispositivo, con una spesa di circa 2,5 euro se si considera indicativamente una tariffa di 30 centesimi al kWh.
Le ciabatte multipresa smart assorbono di più, tra 1,9 e 2 watt, il che si traduce in circa 16-17 kWh annui e una spesa di circa 5 euro; la cifra complessiva è contenuta, ma cresce proporzionalmente a quante prese si mettono in casa.
Le prese smart convengono? Confronto con i dispositivi in standby
La convenienza delle prese smart dipende da come vengono usate, e da quanta energia si riesce a recuperare: il consumo residuo (circa 1 watt per presa) è quasi sempre inferiore al consumo degli apparecchi in standby collegati, che la presa stessa consente di spegnere completamente.
Molti elettrodomestici datati, infatti, assorbono in standby diversi watt: spegnerli davvero, anche solo di notte o durante le ore di lavoro, genera un risparmio che compensa ampiamente gli 8,8 kWh annui consumati dalla presa.
Il risparmio vero e proprio dipende però da quanti apparecchi si riescono a gestire attivamente, sfruttando programmazioni e spegnimenti automatici.
Presa smart e controllo consumi: come si possono monitorare
I modelli di prese smart dotati di misuratore di corrente registrano in tempo reale i watt consumati da ogni apparecchio collegato; i dati vengono visualizzati in apposite app, che di norma includono grafici storici, notifiche personalizzabili e soglie d’allerta per consumi anomali.
Questa funzione è utile per scoprire quali apparecchi incidono di più sulla bolletta e valutare se gestirli con programmazioni automatiche o sostituirli con alternative più efficienti. Non tutti i modelli di prese smart la includono: è un aspetto da verificare prima dell’acquisto.
Quali elettrodomestici consumano anche da spenti?
Molti apparecchi domestici continuano ad assorbire piccole quantità di energia anche quando sono in apparente riposo: è il fenomeno dei "consumi fantasma". Le cause variano, dall'attesa di un comando a un aggiornamento in background; alcuni dispositivi si limitano a mantenere attivo un orologio digitale. Tra i più comuni apparecchi che consumano energia anche da spenti vi sono:
- televisori, decoder, soundbar e console per videogiochi;
- computer fissi, monitor e stampanti;
- macchine del caffè con display e forni a microonde con orologio;
- caricabatterie e router lasciati in presa.
Cosa collegare alle prese smart per risparmiare
Le prese smart rendono al meglio quando vengono abbinate ad apparecchi che restano in standby per molte ore o vengono lasciati accesi per abitudine. I principali apparecchi da collegare alle prese smart sono:
- le postazioni multimediali con TV e decoder;
- i computer fissi con monitor e periferiche;
- le stampanti e le macchine del caffè;
- deumidificatori, stufette elettriche e scaldabagno elettrici: programmare l'accensione nelle fasce orarie in cui il costo dell'energia è più basso consente di risparmiare in bolletta; è però indispensabile verificare che la presa sia compatibile con la potenza dell'apparecchio.
Diverso è invece il discorso per frigoriferi e congelatori, che hanno bisogno di alimentazione continua per mantenere la catena del freddo ed evitare malfunzionamenti del compressore: di conseguenza è bene non collegare il frigo a una presa smart.
Prese smart con adattatore o da incasso: quale scegliere per casa
Gli adattatori plug-in hanno il pregio di non richiedere interventi particolari e di poter essere spostati facilmente; il loro difetto principale è l’ingombro, e in generale un aspetto esteticamente meno ordinato.
Le prese smart da incasso risultano invece quasi invisibili poiché integrate nell'impianto, ma richiedono un elettricista qualificato e spesso anche la presenza del filo neutro nella scatola.
Per chi sta compiendo i primi passi nella realizzazione di una casa domotica, l’adattatore o smart plug è la scelta più pratica; chi invece è in fase di ristrutturazione può optare per il modello da incasso, più ordinato e duraturo nel tempo.








per commentare devi effettuare il login con il tuo account