Da oggi, primo marzo, le pubbliche amministrazioni dovranno consentire l'accesso ai propri servizi digitali anche con la Cie, in attuazione di quanto indicato dal dl Semplificazioni che punta a incentivare al massimo l'uso dell'identità digitale come strumento di dialogo tra cittadini ed enti pubblici. E' quanto ricorda una nota congiunta del ministero dell'Interno e del Poligrafico dello Stato.
I dati delle adesioni all'accesso con Cie della pubblica amministrazione sono in costante crescita con 241 P.A. già abilitate. Con il nuovo servizio automatizzato di federazione all'identità digitale Cie del Ministero dell'Interno, l'adesione delle Amministrazioni sarà ancora più rapida.
In proposito, si puntualizza, il Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del ministero dell'Interno "ha richiamato, per il tramite dei prefetti, l'attenzione dei sindaci sugli adempimenti necessari per la realizzazione della innovazione nei termini previsti ed ha reso disponibile un servizio per facilitare il processo di federazione delle amministrazioni all'uso della Cie per l'accesso ai servizi digitali".
La carta d'identità elettronica "riveste un ruolo determinante nel processo di digitalizzazione del Paese - si legge nella nota - 19 milioni di cittadini possiedono già Cie che rappresenta la prima identità digitale con cui accedere in modo sicuro e semplice al mondo dei servizi online della Pubblica Amministrazione".
La carta d'identità elettronica, prosegue la nota, è l'unico documento d'accesso ai servizi digitali della PA garantito dallo Stato italiano, in quanto emessa dal ministero dell'Interno e realizzata dal Poligrafico e Zecca dello Stato "con i più alti standard tecnologici, che ne fanno uno dei documenti più sicuri a livello europeo".
Un chip a radiofrequenza contenuto nella carta, infatti, registra e conserva i dati personali e biometrici tutelando l'identità digitale del titolare da ogni tentativo di furto o contraffazione permettendo l'identificazione certa, sia in presenza che da remoto, da qualsiasi dispositivo, computer, tablet e smartphone.
Per usare la Cie il cittadino non ha bisogno di alcuna password ma solo di un Pin, composto di otto cifre (la prima parte viene rilasciata in fase di richiesta del documento, la seconda alla consegna): è molto importante, si sottolinea, conservare il codice con attenzione in quanto indispensabile per accedere ai servizi online erogati da Pubbliche Amministrazioni e Imprese.
L'autenticazione tramite Cie si è diffusa in modo considerevole: oltre 5,5 milioni di accessi ai servizi online sono avvenuti nel 2020, altri 1,8 milioni circa sono stati rilevati a gennaio 2021. Con la Cie infatti si possono svolgere alcune operazioni come autenticarsi su #IOapp, (l'app dei servizi pubblici, locali e nazionali) direttamente dal proprio smartphone così come già avviene nel 42% dei casi. (Segue)



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