Per i lavoratori di alcuni settori, come commercio e turismo, che non hanno la cassa integrazione ordinaria è necessario estendere il blocco dei licenziamenti, che scade il 31 ottobre, fino a tutto il 2021. E' la richiesta avanzata al Governo dal leader della Cgil, Maurizio Landini, sottolineando che la riforma degli ammortizzatori sociali non è ancora stata realizzata e che, in ogni caso, andando in legge di bilancio partirebbe dal primo gennaio prossimo.
"Il blocco è ancora in vigore in alcuni settori come commercio e turismo e scade il 31 ottobre - ha detto Landini a Radio 24. - In questi settori, visto che la riforma degli ammortizzatori sociali non è stata ancora fatta e che non hanno ancora la cassa ordinaria e gli stessi diritti che hanno tutti gli altri, credo che sarebbe un atto di buonsenso, e sicuramente è una nostra richiesta, estendere fino alla fine dell'anno il blocco dei licenziamenti. Altrimenti migliaia di giovani e donne rischiano di perdere il posto di lavoro e non ce lo possiamo permettere".
Il numero uno della Cgil si è soffermato anche sugli impegni disattesi per quei settori industriali dove il blocco è stato superato. "L'accordo fatto dava la possibilità ai settori industriali di ricorrere alla cassa ordinaria - ha ricordato - alcune grandi multinazionali non l'hanno applicato, delocalizzando. E' un problema anche del Governo e delle associazioni far rispettare gli impegni. Laddove abbiamo superato il blocco abbiamo messo a disposizione delle aziende la cassa ordinaria senza alcun contributo a carico delle imprese per evitare di licenziare".



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