Nel 2023 il Pil dell'Italia, nelle stime della Banca d'Italia, "resta positivo", ma decisamente inferiore rispetto a quanto previsto a luglio. Ad affermarlo è il direttore generale della Banca d'Italia, Federico Signorini, in occasione dell'Insurance Summit 2022. A pesare il costo di energia e materie prime soprattutto nell'edilizia. Buone le prospettive per l'occupazione.
Le stime di Bankitalia per il Pil 2023
Le stime sul Pil italiano "saranno notevolmente ridotte per il prossimo" anno, ma comunque, "nella nostra proiezione di base, la variazione del Pil dovrebbe rimanere positiva nella media del 2023, perché l'economia dovrebbe tornare a crescere nella seconda metà dell'anno".
In uno scenario avverso, che presuppone un maggiore impatto e più prolungato della guerra sulla disponibilità e sui prezzi dell'energia, "l'economia continuerebbe a contrarsi per qualche altro trimestre e il Pil scenderebbe nella media del 2023", ha concluso.
Costo dell'energia e impatto sulle imprese
Banca d'Italia evidenzia che per il 31,2 per cento delle imprese le difficoltà legate al costo dell'energia sono aumentate rispetto al trimestre precedente (la quota era pari al 17,7 per cento nella rilevazione di tre mesi prima). Il quadro è particolarmente sfavorevole per le aziende edili, tra le quali il 73 per cento ha riscontrato difficoltà analoghe o superiori rispetto al trimestre precedente (da 68,1), a fronte del 65,2 tra quelle dell'industria in senso stretto e del 43,7 nei servizi.
Per effetto degli elevati costi energetici, oltre due terzi delle imprese prevedono di aumentare i propri prezzi di vendita nei prossimi tre mesi; il rialzo sarà marcato rispettivamente per il 26,5, il 14,9 e il 20,5 per cento delle imprese dell'industria, dei servizi e delle costruzioni. "Come nello scorso trimestre - chiosano gli analisti - i problemi di approvvigionamento di materie prime e di input intermedi hanno interessato circa il 60 per cento delle aziende dell'industria in senso stretto e dei servizi e circa l'85 per cento di quelle delle costruzioni".
Inflazione e imprese italiane
Il 77,9% delle imprese italiane ritiene che nel terzo trimestre la situazione economica del Paese sia peggiorata rispetto al trimestre precedente; solo l'1,6% ne riscontra un miglioramento. E' quanto emerge dall'Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita pubblica da Banca d'Italia che ha coinvolto le imprese italiane dell'industria e dei servizi con almeno 50 addetti.
La quota di aziende che ritiene la situazione economica peggiorata è aumentata di 14 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, fa sapere Bankitalia.
Secondo gli analisti, "il pessimismo delle imprese sulle proprie condizioni operative nei prossimi tre mesi si è acuito, continuando a riflettere principalmente l'incertezza imputabile a fattori economici e politici e l'andamento dei prezzi delle materie prime. Per quasi un terzo delle aziende, le difficoltà legate al costo dell'energia sono state maggiori che nel trimestre precedente. L'impulso della domanda, che aveva sostenuto l'attività negli ultimi trimestri, è venuto meno e le attese delle imprese non ne prefigurano una ripresa nei prossimi mesi".
Nel dettaglio, le aspettative sull'inflazione al consumo sono cresciute in misura marcata, raggiungendo i massimi fin dall'inizio delle rilevazioni nel 1999. "Il tasso di inflazione attesa si attesta, in media, al 7,5 per cento tra sei mesi (da 6,4 nella precedente rilevazione), a 6,9 tra 12 mesi (da 5,6), a 5,7 tra 2 anni (da 4,8) e a 4,9 su un orizzonte compreso tra i 3 e i 5 anni (da 4,3)". Con il rialzo dei prezzi di vendita che si è rafforzato: i listini sono stati rivisti, rispetto a un anno prima, del 9,3 per cento nell'industria, del 3% nei servizi e del 6,8% nelle costruzioni. "La crescita dei prezzi praticati dalle aziende prevista per i prossimi 12 mesi rimarrebbe sostenuta, su valori pari a 6,1, 3,7 e 6,5 per cento rispettivamente nei tre settori".
Previsioni di Bankitalia su occupazione
Per il quarto trimestre dell'anno sono "nel complesso favorevoli" le prospettive sull'occupazione per le imprese italiane. E' quanto emerge dall'Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita condotta da Banca d'Italia tra il 25 agosto e il 15 settembre 2022 presso le imprese italiane dell'industria e dei servizi con almeno 50 addetti. Se nel terzo trimestre sono ulteriormente peggiorati i giudizi sulla situazione economica generale, fa sapere Bankitalia, "le prospettive dell'occupazione nel quarto trimestre rimangono nel complesso favorevoli".
Nel dettaglio, "la quota di imprese dell'industria in senso stretto e dei servizi che prevedono di espandere il numero di addetti è risultata superiore di 5,6 punti percentuali a quella di chi ne prevede una riduzione, un divario più contenuto rispetto alla rilevazione precedente (15,7). Le attese sono più favorevoli nel comparto delle costruzioni, dove il saldo è aumentato lievemente a 11,7 punti percentuali (10,8)".



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