Lavoro, Legacoop: più del 20% dei dipendenti teme di perdere posto

Chi è disoccupato impiega 8-9 mesi per trovare un nuovo lavoro
Askanews

La situazione di incertezza sui tempi e sulle modalità della ripresa economica, legata al persistere dell'emergenza sanitaria, trova conferma nelle preoccupazioni dei lavoratori dipendenti circa la possibilità di conservare il proprio posto di lavoro, la difficoltà di ritrovare una nuova occupazione in tempi ragionevoli e che mantenga invariate qualifica e retribuzione.

È quanto emerge dai risultati del primo report di #FragilItalia, l'osservatorio di AreaStudi Legacoop nato dalla collaborazione con Ipsos e Centro studi di Unioncamere Emilia-Romagna, che, attraverso lo strumento dell'indagine di opinione e del ricorso ai più recenti e affidabili dati disponibili, intende monitorare l'evoluzione dei principali fenomeni sociali ed economici che segnano questa fase della storia italiana.

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Il 23% del campione del sondaggio ritiene probabile di perdere il posto di lavoro e il 18% che l'azienda in cui lavora sia costretta a chiudere. Rispetto al dato medio di chi teme di perdere il lavoro, le categorie che più avvertono questo rischio sono il ceto popolare (46%), gli under 30 (31%), le donne (27%). Parallelamente, a fronte del 18% che complessivamente lega questa probabilità alla chiusura della propria azienda, il ceto popolare registra un 43% e le regioni del Sud e insulari il 23%. In caso di perdita del posto di lavoro o di chiusura dell'azienda, l'80% (89% di chi vive nel Nord Ovest, 88% nel Nord Est e nella fascia di età 31-50 anni) cercherebbe nuovamente lavoro come dipendente (il 47% nello stesso settore, il 32% in un settore diverso), mentre il 12% sarebbe propenso ad avviare un'attività imprenditoriale (17% per il ceto popolare, 16% nel Centro Nord) e il 9% si ritirerebbe. (Segue)

 

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