Truffe online bancarie 2026: le 8 regole ABI per proteggere conto corrente e carte di credito

Le truffe online hanno sottratto 559 milioni di euro agli italiani
Truffe online
Pixabay

Gli italiani fanno sempre meno ricorso al contante e sempre più a carte, smartphone e bonifici istantanei. Ma con il digitale cresce anche la possibilità di rimanere vittime di truffe. Secondo i numeri di FABI, negli ultimi tre anni i delinquenti informatici hanno sottratto agli italiani quasi 559milioni di euro. Termini come pishing, smishing e vishing sono ormai entrati a far parte della quotidianità di chi opera online. Proprio per far fronte alle possibile truffe online, l'associazione bancari italiani (ABI) ha stilato un vademecum con otto regole da seguire.

Phishing, smishing e vishing: come i truffatori manipolano le vittime

Phishing, smishing, vishing: i nomi cambiano, le tecniche si affinano, ma il meccanismo è sempre lo stesso. I criminali sfruttano messaggi che imitano alla perfezione le comunicazioni bancarie, siti clone e telefonate apparentemente legittime per carpire credenziali e dati sensibili. Le truffe giocano sulla fretta: il messaggio tipico è "agisci subito o perderai i tuoi soldi". Un artificio psicologico semplice quanto efficace, che bypassa ogni razionalità.

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Le 8 regole ABI per difendersi dalle truffe online: la guida completa

l'ABI – Associazione Bancaria Italiana ha diffuso un insieme di regole pratiche che ogni utente può adottare per ridurre il rischio di cadere vittima di frodi. Non si tratta di tecnicismi da esperti informatici, ma di comportamenti alla portata di chiunque.

La prima raccomandazione riguarda le password: devono essere diverse per ogni servizio, sufficientemente lunghe e composte da lettere, numeri e caratteri speciali. Sembra scontato, eppure milioni di italiani usano ancora combinazioni banali o, peggio, la stessa password per tutto. Altrettanto importante è la scelta della connessione: le reti Wi-Fi pubbliche e aperte, come quelle di bar e aeroporti, sono terreno fertile per gli intercettatori di dati. Meglio usare sempre la propria rete o un hotspot personale.

Sul fronte dei dispositivi, l'ABI raccomanda di installare un antivirus e tenerlo costantemente aggiornato: un software non aggiornato equivale a una porta lasciata socchiusa. Fondamentale anche limitare la diffusione di informazioni personali online: ogni dato condiviso sui social o su siti poco affidabili è una freccia in più nell'arco dei truffatori.

Attenzione massima va prestata alle email e ai messaggi: prima di cliccare qualsiasi link o aprire allegati, è essenziale verificare l'attendibilità del mittente. E quando arriva una telefonata sospetta — qualcuno che si spaccia per la propria banca chiedendo codici o dati riservati — la regola è una sola: non fidarsi mai, verificare il numero chiamante sui canali ufficiali e non comunicare alcuna informazione bancaria.

Se si teme di essere già stati colpiti, la rapidità di reazione può fare la differenza: chi ritiene di aver condiviso involontariamente dati bancari deve contattare immediatamente il proprio istituto di credito per l'attivazione delle misure di protezione previste. Parallelamente, è possibile segnalare l'accaduto presentando denuncia alle Forze dell'ordine o alla Polizia Postale e delle Comunicazioni. 

WeSec 2026: nasce il Salone della Sicurezza

Il tema della cybersicurezza sarà al centro di WeSec – Il Salone della Sicurezza, il nuovo evento promosso da ABI e organizzato da ABIServizi, in programma il 22 e 23 settembre 2026 all'Allianz MiCo di Milano. Un hub di confronto aperto a esperti, istituzioni e imprese per affrontare le sfide che stanno ridefinendo la protezione di dati, infrastrutture e servizi essenziali nel paese. 

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