Emergenza abitativa anche per i lavoratori: in Italia mancano 840mila case per chi lavora

Secondo un Rapporto di Scenari Immobiliari-Investire SGR oggi 4 milioni di lavoratori con un reddito non hanno una casa. Servono 235 miliardi per colmare il divario
Fabbisogno abitativo
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Anche chi ha un lavoro e un reddito ha delle difficoltà importanti a trovare una casa. L'emergenza lavorativa non colpisce solo le fasce più fragili della popolazione, ma anche chi ha un'occupazione, per un fabbisogno abitativo che ascende a 840mila case, di cui circa 540 mila destinate a lavoratori continuativi e circa 300 mila a lavoratori stagional. A dirlo è il 4º Rapporto "La casa per la città del futuro", presentato durante il 34° Forum di Rapallo da Scenari Immobiliari in collaborazione con Investire SGR.

Un fabbisogno estimato di 840mila abitazioni

Esiste una fascia di oltre 25 milioni di lavoratori che vivono e operano in territori economicamente dinamici con una domanda abitativa forte che il mercato non riesce a soddisfare. Secondo il report infatti la domanda si aggira intorno alle 840mila abitazioni, circa 540mila per lavoratori continuativi e 300mila per lavoratori stagionali. Per soddisfare tale domanda servirebbero oltre 70milioni di m2 per investimenti superiori a 235 miliardi di euro.

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Ma rispondere alla domanda non è così semplice: i costi di costruzione in continuo aumento, l'incertezza normativa e le dinamiche economiche frenano le nuove costruzioni. Il tutto in uno scenario di mercato dove aumentano le 800mila compravendite e una crescita dei prezzi del 9,8% rispetto allo scorso anno.

Una fascia grigia di 4milioni di lavoratori

Al centro dell'analisi c'è una categoria spesso invisibile nel dibattito pubblico: quella che il rapporto definisce "fascia grigia professionale". Si tratta di circa 4 milioni di lavoratori (tecnici, operatori, lavoratori qualificati) che sono troppo ricchi per accedere all'edilizia popolare però troppo poveri per poter permettersi una casa ai prezzi di mercato.

Il rapporto ha analizzato i 515 Sistemi Locali del Lavoro italiani — le aggregazioni territoriali che rispecchiano i reali bacini occupazionali — individuando una forte correlazione tra dinamismo economico e difficoltà abitative. Nei territori più produttivi si concentra la quota maggiore di domanda inevasa: 410mila abitazioni nei sistemi a vocazione terziaria, 287mila in quelli turistici, 110mila nelle aree industriali.

Casa come infrastruttura strategica

"Il tema dell'abitare rappresenta oggi una leva strategica per la competitività dei territori", sottolinea Francesca Zirnstein, Direttore Generale di Scenari Immobiliari. Un concetto che implica come il problema della domanda abitativa smetta di essere un problema personale per trasformarsi in una questione sociale.

Non è un'ipotesi astratta: circa il 50% delle figure ricercate oggi sul mercato del lavoro risulta di difficile reperimento. La disponibilità di alloggi accessibili, secondo il rapporto, è diventata un fattore determinante tanto quanto il salario offerto.

Un mix di interventi per trovare una soluzione

La soluzione non passa per la costruzione indiscriminata di nuovi edifici, ma per un mix di interventi. Il rapporto indica tre leve principali: il recupero del patrimonio dismesso o sottoutilizzato, l'adeguamento degli strumenti urbanistici e il coinvolgimento della finanza istituzionale nel segmento dell'affordable living — l'abitare accessibile.

Per poter rispondere al fabbisogno abitativo foccorrerebbe immettere sul mercato 35mila abitazioni aggiuntive ogni anno, una sfida importante che ha bisogno di una sinergia tra pubblico e privato.

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