Notizie del 28 giugno 2026

persona che porge pane fresco

Scopri quanto dura il pane nel freezer e come scongelarlo bene

Il pane si conserva in freezer fino a 3 mesi mantenendo sapore e consistenza ottimali; oltre questo limite la qualità cala progressivamente, anche se il prodotto resta commestibile fino a 12 mesi. Per congelarlo al meglio è preferibile affettarlo, separare le fette con carta da forno e usare sacchetti ermetici da freezer. Lo scongelamento varia in base al formato: le fette si rigenerano nel tostapane o in padella, la pagnotta intera in forno a 180-200°C per 15-20 minuti. La patina bianca che può comparire non è muffa, ma il risultato della retrogradazione dell'amido.
La cappa di una cucina

Addio cattivi odori, ecco ogni quanto cambiare il filtro della cappa

La cappa funziona bene solo con filtri in buone condizioni: i filtri antigrasso in metallo si lavano ogni 3-4 settimane, quelli in carta si cambiano ogni mese; i filtri a carboni attivi standard durano 3-6 mesi e non si possono lavare, mentre i modelli long life e ceramici si rigenerano in forno ogni 2-3 mesi, con durate fino a 3-5 anni. Un filtro saturo riduce l'aspirazione, aumenta i consumi e può causare odori persistenti o rischi di incendio; pochi accorgimenti quotidiani bastano a preservarli più a lungo.
La facciata di Villa Simonetta con un cespuglio di fiori rossi

A Villa Simonetta a Milano c'è un fantasma? Storia, leggenda e mistero

Villa Simonetta, in via Stilicone 36 a Milano, è uno dei rari esempi lombardi di casa patrizia rinascimentale suburbana, edificata alla fine del Quattrocento e più volte rimaneggiata nel corso dei secoli. Legata alla famiglia Simonetta dal 1555, la dimora viene però ricordata soprattutto per una delle leggende più oscure della Milano segreta, che custodisce: il fantasma di Clelia, nobildonna dalla vita libertina, che si dice aggirarsi ancora tra i loggiati nelle notti di tempesta. Oggi la villa conserva la sua eleganza rinascimentale come sede della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado.
piazza armerina

Case a 1 euro in Sicilia, ecco i borghi e le opportunità per il 2026

Alcuni comuni siciliani stanno usando il progetto case a 1 euro per combattere lo spopolamento e riqualificare i centri storici: Cammarata, Mussomeli, Piazza Armerina e Troina sono tra i borghi più attivi, ciascuno con bandi e modalità differenti; a Mussomeli i risultati sono già tangibili: oltre 450 compravendite e acquirenti da 18 paesi diversi. In tutti i casi, chi acquista deve ristrutturare l'immobile entro i termini stabiliti e sostenere le spese notarili.; l'elenco degli immobili è pubblicato sui siti istituzionali di ogni comune.
Un sacco di rifiuti aperto

Cosa si butta nell'indifferenziata (o secco residuo) e cosa invece no

La raccolta indifferenziata, chiamata anche secco residuo, non è il contenitore universale dei rifiuti domestici: accoglie solo ciò che non può essere avviato al riciclo, al compostaggio o a filiere dedicate. Pannolini, cotton fioc, spugne sintetiche, carta oleata e oggetti compositi in materiali non separabili trovano qui la loro destinazione corretta; pile, farmaci, elettrodomestici, vestiti e ceramiche, invece, seguono percorsi differenti. Raccogliere nel modo sbagliato significa sottrarre materiali al recupero, e aumentare i costi ambientali ed economici dello smaltimento.
Vecchi tubi arrugginiti

Perché le tubature idrauliche in piombo sono ancora un problema

Le tubature idrauliche in piombo sono ancora presenti in molti edifici italiani costruiti prima degli anni Novanta. Attraverso la corrosione, il metallo si scioglie nell'acqua potabile senza che odore o sapore tradiscano la contaminazione: i rischi per la salute sono seri, soprattutto per bambini e donne in gravidanza, con effetti su sviluppo cognitivo, sistema nervoso e apparato cardiovascolare. La normativa UE abbassa il limite a 5 µg/L entro il 2036; in attesa della sostituzione dell'impianto, alcune misure precauzionali aiutano a ridurre l'esposizione.
Donna imposta il lavaggio in lavastoviglie

Meglio lavare a 30 o 60 gradi? Quando può fare la differenza

La temperatura della lavatrice incide in modo significativo sui consumi energetici, sui costi in bolletta e sulla durata dei tessuti. I 30°C sono sufficienti per la maggior parte del bucato quotidiano, grazie a detersivi moderni efficaci anche a basse temperature. I 60°C vanno riservati a situazioni che richiedono igienizzazione reale: asciugamani, canovacci, biancheria usata durante malattie. Scegliere la temperatura giusta, abbinarla al programma Eco e avviare la lavatrice sempre a pieno carico sono le strategie più efficaci per ridurre i consumi senza rinunciare alla pulizia.