Saldo e stralcio immobiliare: quanto offrire davvero?

Una nuova colonna di opinione a cura di Maurizio Cinà
saldo stralcio immobiliare
Getty images

Negli ultimi anni il saldo e stralcio immobiliare è diventato una delle espressioni più utilizzate  e spesso più fraintese nel mondo degli investimenti immobiliari. Chi si avvicina a questo settore lo percepisce come una sorta di formula magica:  comprare un immobile “prima dell’asta” a un prezzo molto basso, risolvendo il debito con la banca e realizzando un margine importante. Ma la domanda vera, quella che conta davvero, è un’altra: quanto si deve offrire in un saldo e stralcio? 

La risposta, per chi lavora in questo settore, è meno semplice di quanto si pensi. Perché il saldo e stralcio non è un listino prezzi. È una negoziazione. 

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Il primo errore: pensare in percentuale 

Molti investitori alle prime armi cercano una regola semplice: 

  • 50% del valore di mercato 
  •  60% del valore di perizia 
  • 70% del debito residuo 

La realtà è che non esiste una percentuale giusta. 

Ogni operazione è diversa perché dipende da tre elementi fondamentali: 

  • il valore reale dell’immobile 
  • la posizione della banca (o del creditore) 
  • la situazione del debitore 

Senza capire questi tre fattori, qualsiasi offerta è puramente casuale. 

Il secondo errore: guardare solo l’immobile 

Chi viene dal mercato immobiliare tradizionale tende a fare una valutazione semplice:  “Quanto vale la casa?” Nel saldo e stralcio questa è solo una parte del problema. Il vero tema è un altro: quanto vale il credito per chi lo detiene? 

Una banca o un investitore che gestisce un credito deteriorato non ragiona solo sul valore dell’immobile, ma su: 

  • tempi della procedura 
  • probabilità di recupero 
  • costi legali 
  • alternative disponibili 

In alcuni casi accetterà uno sconto importante. In altri casi no. 

Il terzo errore: sottovalutare il tempo 

Il saldo e stralcio è spesso percepito come una scorciatoia rispetto all’asta.  In realtà è una operazione complessa e negoziale, che richiede tempo.  E il tempo è una variabile fondamentale. Un creditore potrebbe accettare un’offerta più bassa oggi per evitare anni di procedura. Oppure potrebbe decidere di aspettare, se ritiene che l’asta possa garantire un recupero migliore.  Capire questa dinamica è spesso più importante del prezzo stesso. 

Quindi, quanto offrire davvero? La risposta corretta non è un numero. È un metodo. Un’offerta ha senso quando tiene insieme tre elementi: 

  • è sostenibile rispetto al valore dell’immobile 
  • è coerente con la strategia del creditore 
  • è accettabile per il debitore 

Quando uno di questi tre elementi manca, l’operazione non si chiude. 

Perché oggi il saldo e stralcio è diventato così popolare 

Il motivo è semplice. Sempre più investitori stanno capendo che il vero mercato non è l’asta, ma prima dell’asta. Il saldo e stralcio permette di intervenire in quella fase. Ma proprio per questo motivo è diventato anche più competitivo. E, come spesso accade nei mercati che diventano “di moda”, il rischio è quello di semplificaretroppo. 

Una considerazione finale 

Il saldo e stralcio non è una formula matematica. È un equilibrio. Un equilibrio tra finanza, tempo e persone. E chi lavora davvero in questo settore sa che dietro ogni operazione non c’è solo un immobile, ma una storia molto più complessa di quanto sembri.

Maurizio Cinà è architetto, autore e imprenditore nel settore immobiliare. Già CEO di AsteXte, rete specializzata nella consulenza per l’acquisto di immobili all’asta, dal 2022 guida NplXte, boutique dedicata agli NPL immobiliari. Nel 2023 ha fondato Roma Invest, realtà focalizzata su operazioni di investimento e sviluppo immobiliare. Ha pubblicato nel 2017 il saggio Architettura quantica, un’originale interpretazione dell’esperienza architettonica in chiave quantistica.

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