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Case occupate abusivamente, Cassazione: “Se la Procura ordina lo sgombero, il Viminale deve intervenire subito”

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Autore: Redazione

Con la sentenza numero 24918/2018, la Corte di cassazione ha stabilito che se la Procura della Repubblica ordina lo sgombero di immobili occupati abusivamente, la pubblica amministrazione competente deve provvedere tempestivamente all’esecuzione di tale provvedimento e non è possibile attuare una strategia “attendista” giustificandola con l’esigenza di evitare che vengano posti in essere disordini più gravi.

La sentenza, che arriva dopo la tanto discussa circolare Salvini, ha inoltre stabilito che se lo sgombero viene ritardato a lungo, lo Stato deve risarcire i danni ai proprietari.

Immobili occupati abusivamente, cosa dice la sentenza n. 24918/2018

Dando ragione ai proprietari di 50 appartamenti occupati a Firenze e Sesto Fiorentino, il cui sgombero – nonostante la Procura fiorentina ne avesse dato l’ordine – è stato rinviato per sei anni dal Prefetto e dal Questore, i supremi giudici hanno affermato che gli immobili occupati abusivamente, appena la Procura ordina lo sgombero, devono essere subito liberati dalle forze dell’ordine e il Ministero dell’Interno non può compiere scelte “attendiste” perché altrimenti garantirebbe “non l’ordine, ma il disordine pubblico” mentre “dove è più intollerabile il sopruso, là più forte deve essere la reazione dello Stato di diritto”.

La Cassazione ha quindi sottolineato: “La politica di welfare per garantire il diritto ad una casa non può compiersi a spese dei privati cittadini, i quali già sostengono un non lieve carico tributario, specie sugli immobili, per alimentare, attraverso la fiscalità generale, la spesa per lo stato sociale”.

Contestando la scelta del Prefetto e del Questore, che hanno rinviato per sei anni l’intervento “per evitare disordini e tutelare l’ordine pubblico”, i supremi giudici hanno affermato che “se l’amministrazione intenda dare alloggio a chi non l’abbia, la via legale è l’edificazione di alloggi o l’espropriazione di private dimore secondo la legge e pagando il giusto indennizzo, e non certo garantire a dei riottosi, perché di questo si è trattato, il godimento dei beni altrui”.

La Cassazione ha stabilito che le due società hanno diritto ad ottenere dal Ministero dell’Interno il risarcimento dei danni patiti a causa delle scelte attendiste che hanno “violato e compresso il loro diritto di proprietà”, garantito dalla Carta di Nizza, dalla Corte di Strasburgo e dalla Costituzione, e ora la Corte di Appello di Firenze deve calcolare i danni prodotti da questo “incredibile ritardo”.

Il commento di Confedilizia

Nel commentare la sentenza, il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha dichiarato: “Dopo il Tribunale di Roma, dalla Corte di Cassazione arrivano parole chiare sulle occupazioni abusive di immobili. Ora aspettiamo il decreto sicurezza e l’applicazione senza indugi della circolare Salvini. Forse in Italia comincia a essere tutelato il diritto di proprietà”.

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