Legambiente: “Riqualificando 30mila condomini all’anno risparmi di 400 mln annui”

Legambiente: “Riqualificando 30mila condomini all’anno risparmi di 400 mln annui”
GTRES

Riqualificando 30mila condomini da oggi al 2030, puntando su interventi edilizi e di efficientamento energetico, si avrebbe in bolletta un risparmio di quasi 400 milioni di euro annui per le famiglie. A renderlo noto Legambiente, che ha lanciato “Civico 5.0” una campagna nazionale di studio e informazione per un nuovo modo di vivere il condominio.

L’obiettivo della campagna è sensibilizzare e informare cittadini, amministratori e tecnici su questi temi, dando strumenti utili per acquisire una maggiore consapevolezza sul peso energico della propria abitazione. Ma anche realizzare monitoraggi tecnici: indagini termografiche esterne e interne e analisi sui consumi elettrici per capire quanto consuma una casa.

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Nel rendere noti i risultati del monitoraggio di “Civico 5.0”, l’associazione ambientalista ha evidenziato che il 56% delle famiglie intervistate non conosce la certificazione energetica del proprio immobile, il 39% degli edifici sono in classe G (la peggiore) e solo il 6% in classe A.

A pesare sui costi della bolletta anche gli elettrodomestici energivori: frigoriferi, forni, lavatrici e climatizzatori tra i principali poli di consumo domestico che emergono dal monitoraggio.

Riqualificazione ed efficientamento energetico

Seri interventi di riqualificazione e di efficientamento energetico sono indispensabili per affrontare il problema del consumo degli edifici e di conseguenza ridurre i consumi energetici e quindi le emissioni in Italia. Per questo, Legambiente ha evidenziato che occorre avere il coraggio di riconvertire 30mila condomini all’anno, quelli con maggiori problemi di efficienza energetica, entro il 2030.

Se si riqualificassero 30mila alloggi all’anno si potrebbero raggiungere importanti risultati: quasi 400 milioni di euro annui di risparmi in bolletta per le famiglie, per una media di circa 620 euro l’anno ad alloggio, a livello ambientale si eviterebbero emissioni in atmosfera per 840.000 tonnellate di CO2 all’anno e si ridurrebbero i consumi di circa 420 milioni di metri cubi di gas sempre all’anno.

Da un punto di vista economico si potrebbe produrre anche un incremento dei valori immobiliari, stimati da vari studi, in un range compreso tra il 5 e il 15%, per abitazioni ristrutturate con standard energetici e ambientali di questo tipo. Al 2030 questa operazione permetterebbe complessivamente una riduzione di 9,7 miliardi di euro di risparmi globali in bolletta per le famiglie e 20,7 milioni di tonnellate di CO2 non emesse in atmosfera e 10,3 miliardi di metri cubi di gas non consumati.

Senza contare che un’azione di questo tipo permetterebbe di creare nuovi posti di lavoro, circa un milione puntando proprio sulla riqualificazione energetica (dato Rapporto Oise).

Legambiente ha poi ricordato che, stando agli ultimi dati, sono 1,2 milioni i condomini presenti in Italia dove vivono circa 14 milioni di famiglie. Di questi almeno 740mila (16%) necessitano di un’ampia riqualificazione energetica, perché costruiti nel dopoguerra con materiali e tecniche che avevano scarsissima attenzione all’efficienza dei sistemi di riscaldamento; mentre l’82% sono stati costruiti prima dell’entrata in vigore della legge 10/91sull’efficienza energetica in edilizia.

“Civico 5.0”, il monitoraggio

Case colabrodo, energivore, poco green e costruite nel dopoguerra con materiali e tecniche che avevano una scarsa attenzione all’efficienza dei sistemi di riscaldamento. E’ questo il quadro offerto dal monitoraggio condotto da Legambiente.

A tutto ciò si aggiungono cittadini spesso poco attenti e informati sulle caratteristiche della propria abitazione, come l’indicazione della certificazione energetica dell’immobile, o distratti nel momento in cui acquistano un elettrodomestico senza tener conto della classe energetica che aiuterebbe a ridurre il costo della bolletta.

Nel 2018 Legambiente ha monitorato 22 condomini (situati a Bagheria, Napoli, Potenza, Foggia, Grosseto, Savona, Vercelli, Modena, Rovigo, Trieste, Trento, Ancona), coinvolto 36 famiglie (con figli, giovani coppie senza figli e anziani) e 12 regioni. La maggioranza dei condomini monitorati è stata costruita negli Anni ‘70 e si trova in zona climatica E.

Il 56% delle famiglie intervistate non è a conoscenza della classe energetica del proprio immobile. Quando la classe energetica è nota, nel 39% dei casi si tratta di una classe G e nel 6% dei casi di una classe A. Inoltre, nel 28% delle abitazioni sono stati rinvenuti problemi di umidità e nel 6% formazioni di muffa ad essa correlata.

Il sistema di distribuzione del calore più diffuso nei condomini monitorati è quello centralizzato. Quasi il 60% delle abitazioni è risultato sprovvisto di termostato ambiente, il 42% non ha installate valvole termostatiche, i sistemi di contabilizzazione del calore (ripartitori) sono presenti nel 53% delle abitazioni. La caldaia a condensazione è usata da 6 famiglie (17%), pompe di calore da 5 famiglie (14%), e in un solo caso è usata una fonte rinnovabile (solare termico per produzione di ACS). 16 famiglie (44%) segnalano fenomeni di eccessivo caldo e/o freddo nell’abitazione. 12 famiglie (33,3%) eccessivo soleggiamento.

“Civico 5.0”, i risultati delle analisi energetiche

Dal monitoraggio e dalle ispezioni termografiche esterne, è emerso che tutti gli edifici monitorati presentano un comportamento termico complessivamente non efficiente. Le superfici verticali e orizzontali sono caratterizzate da debole tenuta termica, così come infissi e serramenti. L’assenza di isolamento è documentata dalla termografia, i cui contrasti cromatici marcano l’ossatura portante dell’edificio. Tra le criticità segnalate, ad esempio, la distribuzione delle temperature superficiali eterogenea dovuta alla mancanza di adeguato isolamento; ponti termici non chiusi, quindi dispersioni presso i punti di connessione tra elementi portanti (travi e pilastri) e le superfici di tamponamento, comprese coperture e tetti; difetti nella posa degli infissi di porte e finestre che determinano migrazioni di calore interno\esterno; surriscaldamento della sezione muraria di frontiera in corrispondenza degli elementi radianti (caloriferi), con la tipica comparsa dell’impronta termica di radiatori e collettori, visibile dall’esterno.

I casi più gravi si sono rilevati su condomini costruiti nel periodo 1970-1990, prima dell’entrata in vigore della normativa sull’efficienza energetica in edilizia. Le termografie interne confermano le criticità rilevate durante il monitoraggio esterno. Si registrano ad esempio fenomeni di migrazione del calore verso l’esterno lungo i nodi (angoli) parete perimetrale-solaio, parete perimetrale-pilastro, trave-pilastro, parete perimetrale-infisso. Episodi di umidità da risalita nei primi piani e condensazione presso i ponti termici, che oltre a macchiare le pareti e far sfarinare l’intonaco, alle lunghe portano alla formazione di muffe.

“Civico 5.0”, i risultati delle analisi sui consumi degli elettrodomestici

Secondo quanto emerso dal monitoraggio, sul bilancio energetico delle 36 famiglie monitorate circa i due terzi (64,2%) vanno per la spesa termica e circa un terzo (41,5%) per l’energia elettrica. In particolare, la spesa per l’energia elettrica incide per il 25% sul totale per 2 famiglie su 36, tra il 25 e il 35% per 8 famiglie, tra il 35 e il 45% per 9 famiglie e superiore al 45% per 7 famiglie. In due casi in Sicilia (rappresentanti il 6% del totale) la spesa termica è risultata nulla, in quanto la famiglia usa solo sporadicamente una pompa di calore elettrica per il riscaldamento.

La spesa media per il fabbisogno energetico totale è di circa 1450 euro, con valori massimi e minimi rispettivamente di 2300 e 600 euro. Il costo medio per la fornitura elettrica si posiziona sui 500 euro/anno, con estremi di spesa di 250 e 1200 euro (in valori assoluti più alta al sud).

Per quanto riguarda gli elettrodomestici, tolto lo scaldabagno elettrico (apparecchio notoriamente energivoro, ma poco diffuso), i principali poli di consumo domestico, per incidenza media sulla bolletta elettrica, risultano: i frigoriferi (31%), i forni e le lavatrici (15%), la climatizzazione estiva-invernale (13%). Dai monitoraggi effettuati si evince che, ad esempio, il consumo di una lavatrice-tipo si concentra per circa l’80-90% nella fase di riscaldamento della resistenza e, a parità di programma, una lavatrice in alta classe energetica (A+++) può consumare fino al 100% in meno di una in bassa classe energetica (B o equivalente).

“Civico 5.0”, gli stili di vita

La maggior parte delle famiglie intervistate osserva comportamenti virtuosi: il 94,4% fa la raccolta differenziata, l’89% usa luci a risparmio energetico, l’86% spegne le luci in ambiente non utilizzati, il 75% usa i mezzi pubblici e/o la bicicletta, il 50% lascia apparecchi elettronici in stand by.

Poco o per niente diffusi gli orti (solo il 16% fa orti in terrazzo), fa compost (16,7%), usa sistemi di domotica (2,8%), nessuno invece utilizza piattaforme di sharing economy.

Alla domanda quale attività metterebbe in condivisione, il 45% delle famiglie intervistate si dice disposta ad attivare, all’interno del proprio condominio, la condivisione della rete Wi-Fi, uno spazio giochi per bambini, una stanza per bricolage\officina e di una serra od orto (41%). Meno gettonata una sala cinema (16,6%) o una cantina per vini (13,8%). Più del 70% metterebbe in condivisione con i condòmini giochi e oggetti per l’infanzia, libri, dischi e film. Poca invece la propensione a condividere strumentazione elettrica-elettronica, si attesta al 15%.

Le proposte di Legambiente

Oltre alla proposta dei 30mila condomini all’anno da riconvertire, Legambiente ribadisce l’importanza di definire una regia nazionale per lo scenario della riqualificazione del patrimonio edilizio, di legare gli incentivi al miglioramento delle prestazioni energetiche e antisismiche di interi edifici e di garantire controlli e sanzioni per le certificazioni energetiche e la sicurezza antisismica per arrivare ad avere un libretto unico del fabbricato per ogni edificio.

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