Con la sentenza n. 3723, la Ctp Salerno ha affermato che il deprezzamento di un’area edificabile ai fini Imu è possibile se viene documentato un elevato tasso di inquinamento. Vediamo nel dettaglio quanto spiegato.
La Ctp Salerno ha affermato che, nel caso in cui un’area edificabile si trovi in una zona con un elevato tasso di inquinamento, che sia documentato, in deprezzamento ai fini Imu dell’area stessa è giustificabile. Il deprezzamento può essere valutato anche nella misura del 50% rispetto al valore espresso dall’ente comunale nel proprio piano regolatore non aggiornato.
Con la sentenza n. 3723 la Ctp Salerno ha accolto il ricorso di una società proprietaria di un’area edificabile situata in un quartiere ad elevato tasso di inquinamento in quanto vicina all’imbocco autostradale e a un complesso industriale siderurgico.
In particolare, la società ha fatto riferimento a un consolidato orientamento giurisprudenziale di legittimità, in base al quale spetta al contribuente l’onere di fornire elementi oggettivi sul minor valore dell’area edificabile rispetto a quanto accertato dall’ufficio comunale, e ha presentato una perizia tecnica dettagliata nella quale è stato dimostrato che l’area in esame presenta “una scarsissima vocazione per insediamenti residenziali, quindi il valore congruo del terreno in questione sarebbe dovuto essere pari a 60 euro al mq”. La società ha presentato anche ulteriore documentazione che avvalorava la sua tesi.
Secondo i giudici di primo grado, “la particolare giacitura dell’area e l’alto inquinamento dovuto al traffico autostradale e alla presenza dell’impianto siderurgico comporta certamente un deprezzamento valutabile nella misura del 50% riducendo così da 189,95 euro al mq a 94,97 euro al mq il valore dell’area edificabile, ai fini Imu, di proprietà della ricorrente società edile.



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