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Riqualificazione energetica condominio, cosa serve sapere per ottenere la detrazione

Le indicazioni dall'Enea

Tutto sulla riqualificazione energetica del condominio
Cosa sapere sulla riqualificazione energetica del condominio / Gtres
Autore: Redazione

Per gli interventi di riqualificazione energetica del condominio è possibile beneficiare di alcune detrazioni. Vediamo nel dettaglio quali e come fare per ottenere l’agevolazione.

Nel vademecum relativo agli interventi di riqualificazione energetica delle parti comuni degli edifici condominiali l’Enea ha indicato tutto quello che serve sapere al fine di ottenere i benefici previsti.

Viene innanzitutto ricordato che:

  • a) “per gli interventi di riqualificazione energetica di parti comuni degli edifici condominiali, che interessino l’involucro dell'edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo, spetta una detrazione fiscale del 70%”;
  • b) “per gli stessi interventi finalizzati a migliorare la prestazione energetica invernale ed estiva e che conseguano almeno la “qualità media” di cui alle tabelle 3 e 4 dell’allegato 1 al DM 26/06/2015 – “decreto linee guida” – spetta una detrazione fiscale del 75%”;
  • c) “per gli stessi interventi e contestuali interventi che conseguono la riduzione di una classe di rischio sismico spetta una detrazione fiscale dell’80%”;
  • d) “per gli stessi interventi e contestuali interventi che conseguono la riduzione di due classi di rischio sismico spetta una detrazione fiscale dell’85%”.

Le detrazioni possono essere richieste dai contribuenti che sostengono le spese di riqualificazione energetica e che posseggono un diritto reale sulle unità immobiliari costituenti l’edificio. Tutti i contribuenti possono, al posto delle detrazioni, optare per la cessione del credito.

Gli edifici per i quali possono essere richieste le detrazioni sono quelli che “alla data della richiesta di detrazione, devono essere esistenti ossia accatastati o con richiesta di accatastamento in corso e in regola con il pagamento di eventuali tributi; devono essere dotati di impianto termico”.

Ma in cosa deve consistere l’intervento? In merito, il vademecum dell’Enea sottolinea che l’intervento:

  • “deve riguardare le parti comuni di edifici condominiali delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno e/o i vani non riscaldati e/o il terreno e interessare più del 25% della superficie disperdente;
  • deve configurarsi come sostituzione o modifica di elementi già esistenti (e non come nuova realizzazione in ampliamento);
  • i valori delle trasmittanze termiche dei vecchi elementi strutturali (U) devono essere superiori a quelli riportati nella tabella 2 dell’allegato B al D.M. 11 marzo 2008, come modificato dal D.M. 26 gennaio2010;
  • i valori delle trasmittanze dei nuovi elementi strutturali devono essere inferiori ai pertinenti limiti riportati nella tabella 2 dell’allegato B al D.M. 11 marzo 2008, come modificato dal D.M.26 gennaio2010;
  • può comprendere, se i lavori sono eseguiti contestualmente, anche la sostituzione degli infissi e l’installazione delle schermature solari purché inseriti nei lavori previsti nella stessa relazione tecnica di cui al comma 1 dell’art. 8 del D.lgs. 192/005 e s.m.i. e insistenti sulle stesse strutture esterne oggetto dell’intervento;
  • devono essere rispettate le condizioni riportate nel vademecum schermature solari nel caso dell’eventuale installazione delle schermature solari;
  • per gli interventi di tipo b) con riferimento alle tabelle 3 e 4 del decreto 26.06.15 linee guida, l’involucro edilizio dell’intero edificio deve avere, prima dell’intervento, qualità bassa e, dopo l’intervento, almeno la qualità media, in entrambi i casi sia per la prestazione energetica invernale che per la prestazione energetica estiva;
  • per gli interventi di tipo c) e d) l’edificio deve appartenere alle zone sismiche 1, 2 o 3 e deve determinare una riduzione del rischio sismico rispettivamente di una classe o di due classi, secondo il DM 28 febbraio2017, n. 58;
  • devono essere rispettate le leggi e le normative nazionali e locali in tema di sicurezza e di efficienza energetica;
  • le opere provvisionali ed accessorie strettamente funzionali alla realizzazione degli interventi (punto 1a dell’Art.3 del “decreto edifici” quali ad esempio: ponteggi, nuove soglie o davanzali, rifacimento intonaci etc.);
  • spese per le prestazioni professionali necessarie alla realizzazione degli interventi nonché della documentazione tecnica necessaria, compresala redazione dell’Ape.

Per poter beneficiare dell’agevolazione è necessario inviare all’Enea, attraverso l’apposito sito web relativo all’anno in cui i lavori sono terminati, la “Scheda descrittiva dell’intervento” entro i 90 giorni successivi alla fine dei lavori, come da collaudo delle opere, redatta e firmata da un tecnico abilitato (ingegnere, architetto, geometra o perito iscritto al proprio albo professionale)”.

L’Enea ha poi precisato che l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato deve contenere:

  • “la dichiarazione che l’intervento riguardi parti comuni dell’edificio e che abbia incidenza superiore al 25% della superficie disperdente dell’edificio verso l’esterno e/o vani non riscaldati e/o il terreno;
  • i valori delle trasmittanze termiche dei vecchi elementi strutturali (strutture opache e/o trasparenti);
  • i valori delle trasmittanze termiche dei nuovi elementi strutturali (strutture opache e/o trasparenti);
  • la verifica che i valori delle trasmittanze dei nuovi elementi strutturali rispettino i pertinenti limiti riportati nella tabella 2 del D.M.26 gennaio 2010;
  • i valori di gtot delle schermature solari nel caso che esse siano state installate;
  • per gli interventi di tipo b), con riferimento alle tabelle 3 e 4 del decreto linee guida, la dichiarazione che l’involucro dell’intero edificio, sia per la prestazione energetica invernale che per la prestazione energetica estiva, abbia qualità bassa prima della realizzazione degli interventi, e che sia stata conseguita dopo la realizzazione degli interventi almeno la qualità media per entrambe le suddette prestazioni;
  • per gli interventi di tipo c) e d) l’asseverazione di cui all’Allegato B al DM 28.02.17 n. 58 che attesti la classe di rischio di appartenenza prima dell’intervento e la classe di rischio conseguente alla realizzazione dell’intervento e che essa risulti:
  • inferiore di 1 classe rispetto alla precedente per gli interventi di tipo c);
  • inferiore di 2 o più classi rispetto alla precedente per interventi di tipo d).
  • la dichiarazione che tutti gli interventi realizzati rispettano le leggi e le normative nazionali e locali in tema di sicurezza e di efficienza energetica;
  • per gli interventi di cui alla lettera b) copia degli attestati di prestazione energetica (Ape) dell’intero edificio, ante e post intervento redatti esclusivamente ai fini della richiesta delle detrazioni fiscali, prendendo in considerazione l’edificio nella sua interezza, al fine di valutare le qualità delle prestazioni invernale ed estiva dell’involucro edilizio (tabelle 3 e 4 dell’allegato 1 al “decreto linee guida”). In assenza di impianti centralizzati di climatizzazione estiva ed invernale essi sono possono essere sostituiti dai corrispondenti impianti virtuali standard di cui alla tabella 1 del paragrafo 5.1 dell’allegato 1 al “decreto linee guida” con le caratteristiche ivi indicate;
  • copia degli attestati di prestazione energetica (Ape) di ogni singola unità immobiliare per cui si richiedono le detrazioni fiscali;
  • copia delle relazioni tecniche, necessarie, ai sensi dell’art. 8 comma1 del D.lgs. 192/05 e s.m.i.;
  • originale della Scheda descrittiva dell’intervento, redatta e firmata da un tecnico abilitato e inviata all’Enea;
  • schede tecniche dei materiali e dei componenti”.

Per quanto riguarda invece la documentazione di tipo amministrativo, il cliente deve conservare:

  • “fatture relative alle spese sostenute;
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale della ripartizione delle spese;
  • ricevuta del bonifico bancario o postale, che rechi chiaramente come causale il riferimento alla legge finanziaria 2007, il numero e la data della fattura, il codice fiscale del richiedente la detrazione o il numero di partita IVA e il numero di partita Iva o il codice fiscale del soggetto beneficiario;
  • ricevuta dell’invio effettuato all’Enea (codice CPID), che costituisce garanzia che la documentazione è stata trasmessa”.