All’interno della gestione del budget familiare, il costo dell’energia elettrica rappresenta un fattore fondamentale. Uno degli elementi che ne determinano l’andamento è il Prezzo Unico Nazionale dell’Elettricità, cioè il PUN: un indicatore, rinominato il primo gennaio 2025 nel PUN Index GME, che specifica il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica sul mercato nazionale. Sulla base del PUN, vengono poi calcolate le bollette agli utenti finali: la media provvisoria per ottobre 2026 è di circa 0,224 €/kWh, mentre per settembre la media è stata di 0,2075 €/kWh.
- Cos’è il Prezzo Unico Nazionale dell’Elettricità (PUN)
- Cosa è cambiato nel 2025 con il passaggio dal PUN al PUN Index GME
- Come si calcola il Prezzo Unico Nazionale dell’Elettricità
- Qual è la relazione tra PUN e fasce orarie F1, F2, F3 e F23
- Qual è l’andamento attuale del Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica?
- Quali sono le nuove tariffe della luce per il 2026
- In che modo il PUN incide sulla bolletta della luce
Cos’è il Prezzo Unico Nazionale dell’Elettricità (PUN)
Il Prezzo Unico Nazionale dell’Elettricità, spesso riportato con la sigla PUN, rappresenta il prezzo medio a cui i fornitori acquistano energia dalle centrali elettriche, per poi rivenderla alle famiglie e alle imprese. Poiché il PUN misura unicamente il costo della materia energia, non è il prezzo finale che viene riportato in bolletta. È infatti l’esito della compravendita della componente energia sulla Borsa Elettrica Italiana, gestita dal Gestore dei Mercati Energetici (GME) sulla base del Mercato del Giorno Prima (MGP): in altre parole, ogni giorno produttori e fornitori si accordano sui costi dell’elettricità che verrà prodotta e consumata la giornata seguente.
Introdotto con la nascita del Mercato Elettrico con il D.Lgs. 79/1999, è utile sapere che il PUN:
- in qualità di costo della materia prima, non include le tariffe di trasporto, di gestione del contatore, gli oneri di sistema, le tasse e le accise sulle bollette, presenti sulla fattura finale proposta al consumatore;
- rappresenta la media ponderata dei prezzi nelle varie zone d’Italia, con un peso maggiore o minore per area, in base alla quantità reale di elettricità scambiata in ogni specifica zona;
- serve come punto di partenza per il calcolo delle bollette sul mercato libero e orienta le scelte di tutela dell’ARERA.
Cosa è cambiato nel 2025 con il passaggio dal PUN al PUN Index GME
È inoltre utile sapere che, a partire dal primo gennaio 2025, il PUN è stato modificato nel PUN Index GME, al fine di allineare il sistema italiano alle normative comunitarie, così da rendere integrati e interoperativi i mercati di tutta Europa.
La base normativa alla base del cambio deriva dal D.Lgs. 210/2021, modificato dal D.L. 181/2023 e convertito nella Legge 11/2024. L’attuazione è invece avvenuta con il Decreto del 18 aprile 2024 del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, insieme alla Delibera ARERA 304/2024/R/eel.
Il passaggio al PUN Index GME non ha modificato il calcolo del PUN come media ponderata dei vari prezzi nelle zone del Paese, tuttavia ha introdotto delle piccole novità, come una maggiore precisione nelle tempistiche. Il PUN veniva infatti calcolato su base oraria, mentre il PUN Index GME a intervalli più brevi, sino ai singoli quarti d’ora. In generale:
- la modifica del PUN non ha portato a cambi nei vecchi contratti di fornitura;
- il nuovo indice permette un calcolo del prezzo dell’energia più preciso rispetto alle dinamiche di rete.
Come si calcola il Prezzo Unico Nazionale dell’Elettricità
Entrando maggiormente nel dettaglio, come viene calcolato il Prezzo Unico Nazionale dell’Elettricità? Il prezzo dell’energia viene stabilito ogni giorno attraverso un’asta, che si conclude alle ore 12, che vede da un lato le centrali elettriche che propongono l’energia prodotta e, dall’altro, i fornitori che la acquistano per poi rivenderla alle famiglie.
Semplificando, tutte le offerte della giornata vengono messe in ordine crescente di prezzo, finché non si raggiunge tutta la quantità di energia necessaria per il giorno successivo. L’impianto più caro tra quelli utilizzati fissa il prezzo finale per tutte le centrali per quell’ora. Dopodiché:
- il prezzo concordato sulla Borsa dell’Energia, calcolato in euro al MWh, viene tradotto nel prezzo singolo al kWh proposto agli utenti finali;
- il prezzo non viene cambiato in bolletta per ogni modifica dinamica - ad esempio, oraria - sul mercato, ma si utilizza una media aritmetica di tutti i prezzi calcolati giorno per giorno per definire il PUN mensile.
Qual è la relazione tra PUN e fasce orarie F1, F2, F3 e F23
Poiché il costo della corrente all’ingrosso fluttua nell’arco delle 24 ore, a seconda dei consumi nazionali e delle dinamiche produttive nelle varie zone d’Italia, l’ARERA - ovvero l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente - ha elaborato degli scaglioni orari, al fine di un’applicazione differenziata dei costi all’ingrosso.
Tali fasce influiscono sui contratti dell’energia a prezzo variabile e guidano la ripartizione dei consumi nelle offerte multiorarie. Di norma, si identificano:
- la fascia F1, relativa agli orari di punta, ovvero dalle 8 alle 19 dei giorni feriali, che coincidono con il picco delle attività domestiche, industriali e commerciali. In questo scaglione, il costo dell’energia è generalmente più elevato;
- la fascia F2, cioè delle ore intermedie, dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23 nei giorni feriali e dalle 7 alle 23 il sabato, il cui costo può essere rilevante perché si tratta di momenti della giornata dove parte degli impianti rinnovabili non sono attivi, richiedendo il ricorso a centrali termoelettriche;
- la fascia F3, ovvero fuori punta, che copre le ore notturne - dalle 23 alle 7 - dal lunedì al sabato e le intere giornate domenicali e festive, dove il prezzo dell’energia è solitamente basso;
- la fascia F23, che accorpa i periodi F2 e F3, per facilitare la tariffazione bioraria degli operatori.
Qual è l’andamento attuale del Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica?
Proprio perché il Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica influenza, di fatto, le tariffe finali proposte in bolletta, è utile anche analizzare il trend. Nel corso del 2026, l’andamento del PUN vede una crescita, dovuta sia all’incremento della domanda industriale che all’aumento dei prezzi di gas e petrolio, dovuti alle condizioni macroeconomiche internazionali. Lo dimostrano i dati raccolti nella prima porzione dell’autunno:
- nel mese di settembre, il PUN medio si è attestato attorno ai 207,54 € al MWh, ovvero a circa 0,20754 euro al kWh;
- nel mese di ottobre, in attesa di dati definitivi, il prezzo è già salito a 224,22 euro al MWh, ovvero a 0,224 euro al kWh, con picchi isolati anche di 0,230 euro al kWh.
Considerando anche l’arrivo dei mesi più freddi dell’anno, dove la domanda di energia è normalmente più elevata, si stima un PUN luce 2026 costantemente in rialzo.
Quali sono le nuove tariffe della luce per il 2026
Il panorama delle tariffe per l’energia nel 2026 si caratterizza principalmente per tre diverse tipologie di offerte:
- le tariffe fisse sul mercato libero, che prevedono un unico costo per la componente energia, indipendentemente dalle fluttuazioni del mercato e dalle fasce orarie, per tutto il periodo contrattuale;
- le tariffe variabili sul mercato libero, che seguono l’andamento nel tempo del costo all’ingrosso della componente energia, sempre per il periodo contrattuale prescelto;
- le tariffe ARERA per i clienti vulnerabili, con prezzi agevolati.
È utile sapere che da luglio 2024 non è più disponibile il Servizio a Maggior Tutela dell’ARERA. I clienti domestici non vulnerabili che non hanno provveduto a scegliere un’offerta sul mercato libero, sono passati transitoriamente al Servizio Tutele Graduali, che scadrà il 31 marzo 2027.
Come funzionano le tariffe ARERA per clienti vulnerabili
I clienti che rientrano nei requisiti stabiliti dall’articolo 11 del D.Lgs. 210/2021 possono accedere al Servizio di Tutela della Vulnerabilità dell’ARERA, che prevede delle tariffe agevolate, aggiornando la spesa su base trimestrale. Per accedere al servizio, è necessario rispettare almeno una delle seguenti condizioni:
- avere un’età pari o superiore ai 75 anni;
- trovarsi in condizioni economiche svantaggiate;
- avere una disabilità riconosciuta ai sensi della Legge 104/1992;
- necessitare l’utilizzo di apparecchiature elettriche salvavita;
- essere residenti in isole minori non interconnesse;
- risiedere in strutture abitative di emergenza a seguito di eventi calamitosi.
Il Servizio di Tutela prevede voci di spesa fissate dal regolatore per le componenti di commercializzazione, trasporto e oneri generali. La tariffazione si applica secondo le condizioni stabilite dal regolatore e può essere chiesta direttamente al fornitore di energia.
Cosa prevedono le tariffe sul libero mercato
Sul mercato libero, gli operatori possono proporre autonomamente la loro offerta economica, purché vengano rispettati gli obblighi di trasparenza della Delibera ARERA 365/2023/R/com, fornendo schede di confrontabilità chiare e comprensive di ogni spesa mensile. Essenzialmente, si distinguono due tipologie di tariffe:
- a prezzo indicizzato, dove il valore della componente energia si basa sul PUN Index GME mensile, a cui si aggiunge un margine di spread stabilito dal fornitore;
- a prezzo fisso, dove l’operatore garantisce un corrispettivo della materia prima invariabile per tutta la durata del contratto - di solito 12 o 24 mesi - bloccando il costo unitario indipendentemente dalle oscillazioni future del mercato.
In che modo il PUN incide sulla bolletta della luce
Infine, è utile valutare quanto il PUN incida sul costo finale della bolletta. Come già spiegato, l’indicatore riguarda unicamente il costo dell’energia sul mercato dell’ingrosso, dopodiché vengono applicati altri costi, come gli oneri di sistema, le accise, le tasse e i corrispettivi di trasporto e commercializzazione. In generale:
- nelle tariffe a prezzo indicizzato, la componente energia segue le variazioni del PUN nel tempo, quindi potrebbe portare a bollette più economiche o più care secondo il trend di periodo, sempre però in relazione agli altri costi e allo spread stabilito dal fornitore;
- nelle tariffe a prezzo fisso, il PUN influenza la definizione iniziale del contratto, perché poi la componente energia rimane la stessa per tutto il periodo di sottoscrizione. Generalmente, scegliere una tariffa fissa in un periodo di PUN vantaggioso permette di proteggersi da futuri incrementi di mercato, per contro in periodi di decrescita successiva si rischia di pagare più la componente energia di quanto effettivamente costa all’ingrosso.
Va comunque ricordato che, sebbene la componente energia rappresenti la quota principale del totale, all’importo finale vanno sommati i corrispettivi di rete, gli oneri e le imposte.








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