Aumenti delle pensioni 2026, scopri la tabella con le previsioni

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Il testo del Documento di economia e finanza, recentemente approvato, contiene anche le prime indicazioni riguardo al prossimo aumento delle pensioni. Nel 2026, infatti, se dovesse essere confermato lo scenario attuale potrebbe scattare un incremento dello 0,8%. Scopriamo quali sarebbero gli effettivi tassi di rivalutazione secondo le ultime notizie, consultando le tabelle degli aumenti secondo le previsioni attuali.

Cos’è la rivalutazione delle pensioni

Il meccanismo di aumento delle pensioni viene definito tecnicamente “perequazione”. Nello specifico, si tratta della rivalutazione, ovvero quel meccanismo di adeguamento pensionistico che prende come riferimento il tasso di inflazione dell’anno precedente certificato dall'Istat, necessario per uniformare gli assegni con il costo della vita.

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Le indicazioni contenute nel Def

Il Def, recentemente approvato dal governo, contiene anche le prime proiezioni riferite all’aumento delle pensioni che, calcolato sulla base dell’indice di inflazione, dovrebbero far scattare per il 2026 un aumento dello 0,8%. Secondo dati preliminari dell’Istat, infatti, a febbraio il tasso di inflazione risultava all’1,6% per poi salire a marzo al 2%. 

Entrando maggiormente nel dettaglio, le previsioni più ottimistiche stimano per fine anno una crescita dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) attestato al 2,1%, percentuale che potrebbe tradursi in un aumento più netto delle pensioni nel 2026 compreso tra 1,6 e 1,8%.

Le previsioni di aumento delle pensioni 2026

Un tasso di rivalutazione tra l’1,6% e l’1,8% renderebbe, nel 2026, l’adeguamento degli assegni pensionistici più consistente rispetto all’anno precedente. L’aumento delle pensioni contenuto nel Def, tuttavia, non sarà uguale indistintamente per tutti, ma calibrato su tre scaglio, in linea con quanto disposto dalla legge n. 448 del 1998:

  • 100% dell’aumento per le pensioni fino a quattro volte il trattamento minimo;
  • 90% per l’importo compreso tra quattro e cinque volte il minimo;
  • 75% per la parte che eccede le cinque volte.

Scopriamo, in sintesi, la tabella delle rivalutazioni (elaborata da quifinanza.it) a seconda dell’importo della pensione percepito:

  • pensione di 1.000 euro, +8 euro, per un totale di 1.008 euro;
  • pensione di 2.000 euro, +16 euro, si arriva a 2.016 euro;
  • pensione di 3.000 euro, +24,63 euro, nuovo importo 3.024,63 euro;
  • pensione di 5.000 euro, +37,50 euro, che porta l’importo a 5.037,50 euro.

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