Beach Litter 2025, da Legambiente la top ten dei rifiuti sulle spiagge italiane

beach litter
Legambiente

Il marine litter resta un’emergenza ambientale, come dimostra la nuova indagine Beach Litter 2025 di Legambiente, una delle maggiori iniziative di citizen science in Italia. Quest’anno il monitoraggio ha coinvolto 63 spiagge in 13 regioni, quasi il doppio rispetto al 2024 (33 spiagge). Su un’area totale di quasi 197 mila metri quadrati sono stati trovati e catalogati 56.168 rifiuti, con una media di 892 oggetti ogni 100 metri lineari di spiaggia.

Il quadro complessivo peggiora rispetto all’anno precedente, come mostra il Clean Coast Index (CCI): il 28% delle spiagge è stato classificato come “sporca” o “molto sporca” (nel 2024 erano solo il 6,6%). Le spiagge “molto pulite” scendono dal 42% al 27%, mentre quelle “pulite” dal 24,2% al 14%.

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La plastica si conferma il materiale più presente: rappresenta quasi l’80% dei rifiuti raccolti (43.776 pezzi). Seguono vetro e ceramica (8,3%), carta e cartone (4,3%), metalli (3,6%) e legno (2,4%). Tra i rifiuti in plastica spiccano quelli monouso e le attrezzature da pesca e acquacoltura, che, nonostante il bando europeo del 2021 (Direttiva SUP), costituiscono ancora il 40,5% dei rifiuti.

Tra gli oggetti più comuni, i mozziconi di sigaretta continuano a dominare: sono il 7,5% del totale, con una media di 7 ogni 10 metri. Dal 2014 ne sono stati censiti oltre 46.000, pari al 9,4% dei rifiuti totali. Altro rifiuto ancora diffuso, nonostante il divieto del 2019, sono i cotton fioc in plastica, che rappresentano il 5,6%.

La “Top 10” dei rifiuti più trovati (che da sola costituisce il 61% del totale) include:

  1. Frammenti di plastica da 2,5 a 50 cm (13%)
  2. Tappi e coperchi in plastica (8,2%)
  3. Mozziconi di sigaretta (7,5%)
  4. Polistirolo (6,9%)
  5. Cotton fioc (5,6%)
  6. Salviette umide (4,7%)
  7. Materiale da costruzione (4,2%)
  8. Bottiglie e contenitori in plastica (3,7%)
  9. Sacchetti e manici (3,6%)
  10. Frammenti di vetro e ceramica (3,2%)

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