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Province e città metropolitane, cosa cambia con il ddl delrio

Autore: Redazione

Il ddl delrio è legge. La camera ha dato il via libera con 260 sì, 158 no e 7 astenuti. Dal primo gennaio 2015 le province saranno svuotate delle loro funzioni, arriveranno invece le città metropolitane e le unioni tra comuni. Fino a quel momento le province saranno rette da commissari. In attesa della riforma del titolo v e della loro definitiva abolizione, andiamo a vedere cosa succederà esattamente tra qualche mese

- Province: secondo quanto previsto dal ddl delrio diventano "enti di secondo livello", quindi senza elezione diretta, e l'esercizio delle funzioni di presidente e consigliere provinciale avverrà a titolo gratuito. Gli organi saranno tre: il presidente, che sarà il sindaco del comune capoluogo e percepirà solo lo stipendio da sindaco; l'assemblea dei sindaci, che raggrupperà tutti i primi cittadini del circondario che lavoreranno percependo esclusivamente l'indennità già corrisposta loro in qualità di primi cittadini; il consiglio provinciale, che sarà formato da 10 a 16 membri scelti tra gli amministratori municipali del territorio oppure tra i membri uscenti degli enti in scadenza quest'anno. Le nuove province manterranno la gestione dell'edilizia scolastica e i compiti di pianificazione in tema di trasporti e ambiente. Avranno anche il compito di controllare i fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e di promozione delle pari opportunità. Le altre competenze passeranno ai comuni, sempre che le regioni non preferiscano tenerli per sé

- Città metropolitane: in base a quanto previsto dal ddl delrio, nasceranno dieci città metropolitane: Napoli, Milano, Torino, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Venezia, Reggio Calabria e Roma, già Roma capitale. In futuro si aggiungeranno Palermo, Messina, Catania, Cagliari e Trieste. Saranno, quindi, quindici le nuove aree territoriali che andranno a sostituire le province e che ne assumeranno le competenze. A guidarle ci sarà un sindaco metropolitano, che sarà eletto (solo previa istituzione di una apposita legge) o coinciderà con il sindaco della principale città e non percepirà indennità aggiuntive. Ci saranno poi il consiglio metropolitano (formato da 14 a 24 membri) e la conferenza metropolitana. Le città metropolitane si occuperanno di pianificazione territoriale generale, comprese le strutture di comunicazione, reti di servizi e delle infrastrutture, organizzazione dei servizi pubblici di interesse generale di ambito metropolitano, viabilità e mobilità e dello sviluppo economico

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