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Le possibili decisioni della bce in tema di politica monetaria

Autore: Redazione

Il presidente della banca centrale europea, mario draghi, comunicherà oggi le scelte in tema di politica monetaria. C'è molta attenzione e attesa tra gli investitori. Quali saranno le misure che la bce deciderà di adottare? ecco alcune possibili opzioni

Nessuna azione: si tratta dell'opzione più accreditata, che tuttavia rappresenta comunque un'azione, in quanto le esigenze dei paesi che utilizzano l'euro e ai quali la politica monetaria della bce si rivolge sono diverse in questa fase. In questo caso l'efficacia è bassa per il sud europa e alta per il nord europa

Taglio dei tassi di interesse: è un'ipotesi considerata poco probabile. C'è chi ipotizza un taglio di 10-15 punti. Ciò determinerebbe un costo di raccolta fondi per gli istituti di credito ancora più basso, che in teoria potrebbe favorire un aumento dei prestiti da parte delle banche alle famiglie e alle imprese. Ma di fatto un taglio degli interessi non vincola le banche a girare la liquidità prestata dalla bce alle famiglie e alle imprese. Ecco perché questa misura è ritenuta di bassa efficacia

Annuncio di un piano ltro: tra le varie opzioni c'è anche quella del lancio di un piano ltro (long term refinancing operation), ovvero prestiti agevolati alle banche a tasso agevolato con scadenza a tre anni. Si tratta, però, di una misura che attirerebbe critiche e la sua efficacia sarebbe bassa

Annuncio di un ltro modificato, ovvero un fls: il piano fls (funding for lending scheme) è stato lanciato dalla banca di inghilterra nel 2012 facendo ripartire il mercato immobiliare e il pil. La sua efficacia sarebbe medio-alta

Stop al piano di sterilizzazione: un eventuale stop al piano di sterilizzazione avrebbe effetto di immettere nuova liquidità nel sistema, ma anche in questo caso i soldi resterebbero nel sistema bancario senza alcun vincolo di aumentare i prestiti all'economia reale. La sua efficacia sarebbe medio-bassa

Varo di un quantitative easing: si tratta di una misura che potrebbe permettere all'euro di prendere una bocca di ossigeno, allontanando il pericolo della deflazione e stimolando indirettamente l'economia. La sua efficacia sarebbe alta per il sud europa e bassa per il nord europa