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Ddl turismo 2020, le misure per le aree urbane abbandonate

Le misure del ddl turismo per la riqualificazione degli immobili pubblici non utilizzati
Le misure del ddl turismo 2020 per la riqualificazione degli immobili pubblici non utilizzati / Gtres
Autore: Redazione

Il ddl turismo 2020, collegato alla legge di Bilancio, contiene misure per la riqualificazione degli immobili pubblici non utilizzati. Ecco, nello specifico, quali sono gli interventi previsti.

Secondo quanto previsto dal ddl turismo 2020, “i Comuni con una popolazione superiore a 100mila abitanti possono individuare, nel rispetto dei rispettivi strumenti urbanistici, zone franche urbane, di superficie non superiore a 100mila mq, denominate ‘Quartieri degli artisti’, anche comprensive di immobili pubblici inutilizzati da riconvertire. Lo scopo è migliorare il decoro delle città e di prevenire e contrastare fenomeni di degrado urbano e disagio sociale”.

Per le imprese culturali e creative che iniziano una attività economica o si trasferiscono nelle zone franche urbane, è possibile beneficiare di un’esenzione dalle imposte sui redditi, per i primi cinque periodi di imposta; di un’esenzione dall’imposta regionale sulle attività produttive; di un esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi per l’assicurazione obbligatoria infortunistica, a carico dei datori di lavoro, sulle retribuzioni da lavoro dipendente.

Secondo quanto previsto dal ddl turismo 2020, gli esercenti di attività commerciali nei Comuni con popolazione inferiore ai 1000 abitanti, situati nelle aree interne, possono ricevere in comodato beni immobili di proprietà dello Stato, delle Regioni, delle Province autonome e degli Enti locali, non utilizzati per fini istituzionali. Il comodato ha una durata massima di 10 anni, periodo nel quale il comodatario deve “effettuare sull’immobile, a proprie cura e spese, gli interventi di manutenzione e gli altri interventi necessari a mantenere la funzionalità dell’immobile”.