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Il decreto rilancio estende il periodo di smart working nella Pubblica Amministrazione

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Autore: Redazione

Tra gli effetti della pandemia, c’è anche quello di “rivoluzionare” il mondo del lavoro. Tanto che anche la Pubblica Amministrazione ha sperimentato con successo un aumento sostanziale dello smart working. Il decreto rilancio ha prorogato il regime di lavoro agile fino al 31 dicembre 2020.

La misura interessa la metà dei dipendenti pubblici e stabilisce che i funzionari della Pubblica Amministrazione che svolgono mansioni compatibili con lo smart working, potranno restare a lavorare da casa fino al 31 dicembre 2020. Ma non si tratta solamente di una decisione presa per tamponare l’emergenza.

Perché si sta già lavorando per un ampliamento e una messa a regime dello smart working nella Pubblica Amministrazione, tanto che dal 2021, ed entro la fine di ogni anno, ciascuna Pubblica Amministrazione dovrà presentare il “piano organizzativo per il lavoro agile” (POLA), con l’obiettivo dichiarato di estendere fino al 60%  la platea dei lavoratori del settore pubblico che potranno lavorare da casa.

Inoltre, è già stato istituito, presso la Presidenza del Consiglio, un osservatorio ad hoc che analizza il funzionamento e l’organizzazione dello smartworking nel settore pubblico, col compito di monitorare e promuovere l’efficienza del funzionamento del lavoro agile.