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La California limita l'aumento dei canoni di affitto delle proprietà dei grandi gruppi immobiliari

Si potrà aumentare l'affitto fino a un massimo del 5% più l'inflazione

Gtres
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Autore: Redazione

In California entrerà in vigore nel 2020 una legge che limiterà l'aumento dei canoni delle case di proprietà dei grandi gruppi immobiliari. L'affitto non potrà crescere più del 5% in un anno più l'inflazione, per le abitazioni costruite da più di 15 anni.

La legge, che porta la firma del governatore dello stato più ricco degli Stati Uniti, Gavin Newson, è stata battezzata come "Legge di Protezione dell'Inquilino" e riguarderà circa 8 milioni di appartamenti, ovvero circa la metà di tutte le case in affitto dello Stato.

La misura non riguarda le case di proprietà dei privati, ma gli appartamenti nelle mani dei grandi gruppi immobiliari o delle grandi società di investimento. Inoltre è previsto che i proprietari dovranno specificare le cause di eventuale rottura di un contratto. Tra le cause più frequenti nel primo anno, ci sono la morosità o danni alla casa. Altre meno comuni sono la necessità di recuperare la casa per viverci o semplicemente per ristrutturarla.

"Circa un terzo degli inquilini investe oltre la metà delle proprie entrate nell'affitto e corre il rischio di dover lasciare la propria casa", ha affermato il governatore. "Uno strumento speciale per combattere la crisi è proteggere gli inquilini dai bruschi aumenti degli affitti e dagli sfratti".

Un'analoga situazione si è verificata in Oregon, dove già dallo scorso marzo si è cercato di dare un tetto all'aumento degli affitti.