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Le migliori città al mondo in cui vivere per gli stranieri

Ecco i risultati della classifica "Expat City Ranking 2020"

Wikipedia
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Autore: Redazione

Valencia, Alicante, Lisbona, Panama City e Singapore. Sono le prime cinque migliori città al mondo per gli stranieri in cui vivere. A dirlo la classifica "Expat City Ranking 2020", realizzata da InterNations.

Sono 66 le città analizzate nella "Expat City Ranking", che prende in considerazione cinque temi principali: qualità della vita urbana, tempo libero e clima, trasporti, sicurezza e politica, salute e ambiente. La classifica è dominata dalle destinazioni della penisola iberica. In particolare, il podio è occupato da Valencia, Alicante e Lisbona. Gli espatriati a Valencia (1° su 66) sono particolarmente soddisfatti dell'assistenza sanitaria e del clima. Nella città di Alicante (2°), più di quattro espatriati su cinque si sentono a casa. Nessun intervistato ha nulla da dire di negativo in merito alla propria sicurezza personale a Lisbona (3°).

All'etremità opposta ci sono città geograficamente differenti. Le ultime tre posizioni sono occupate da Salmiya (66°), Roma (65°) e Seoul (64°).

Per quanto riguarda in particolare Roma, la Capitale si trova al penultimo posto, collocandosi tra le ultime cinque città in due indici su quattro: si colloca al 63° posto per quanto riguarda la qualità della vita urbana e all'ultimo per quanto riguarda la vita lavorativa urbana. Roma ha ottenuto i 10 risultati più bassi per tutti i fattori sottostanti in questo indice.

Sul fronte dell'indice della qualità della vita urbana, i grandi risultati di Roma per il clima e le condizioni meteorologiche non possono compensare le preoccupazioni riguardanti la stabilità politica, la sicurezza personale, la disponibilità e la qualità dell'assistenza sanitaria. Per non parlare dell'insufficienza del trasporto pubblico. Di contro, i risultati degli indici Getting Settled (44°) e Finance & Housing (48°) non sono così disastrosi, sebbene gli stranieri a Roma siano meno propensi a concordare sul fatto che il loro reddito familiare disponibile sia sufficiente o più che sufficiente per coprire le spese.

Tra le città italiane figura anche Milano (63°). Sia nella Capitale che nel capoluogo lombardo gli stranieri sono piuttosto insoddisfatti della sicurezza e della politica, della disponibilità di assistenza sanitaria e delle loro finanze. Entrambe le città ottengono alcuni dei loro peggiori risultati nell'Indice relativo alla vita lavorativa urbana.