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Cosa potrebbe succedere se tornassimo alla lira

Autore: Redazione

Anche se alcuni pensano, e scrivono, che per risolvere i problemi dell'Italia sarebbe meglio tornare alla lira, in realtà sarebbe  un disastro. Vi spieghiamo in tre scenari possibili perché un ritorno della vecchia moneta sarebbe un cataclisma per l'Italia. E per farlo partiamo da un caffé

Scenario numero 1. La grecia abbandona l'euro ad aprile. Il terremoto finanziario investe irlanda, portogallo, spagna e Italia. Tornano le monete nazionali

Il giorno dopo, al bar, il caffé costa 1750 lire, con un lieve arrotondamento a favore del barista

Scenario numero 2. Dopo pochi mesi, siamo a luglio 2012, il caffé costa 3000 lire. Com'è possibile?

La lira, non appena ritorna in circolazione, si svaluta di un 40%. I turisti stranieri, soprattutto tedeschi, americani, russi e canadesi, invadono le nostre città, spiagge e alberghi per i prezzi bassi. Ma il pil crolla e la benzina (il petrolio si compra in dollari) va alle stelle per un cambio decisamente a nostro svantaggio. I minori costi sulla manodopera, visti i salari degli italiani, sempre più bassi, riducono i costi di produzione. Ma le materie prime, comprate sui mercati internazionali, sono sempre più care, rispetto al cambio in lira. Risultato, gli effetti positivi della svalutazione della lira svaniscono

Inoltre, essendosi rotta l'unione europea, sparisce la libera circolazione delle merci. Francia e germania reintroducono tasse sull'ingresso di prodotti italiani, spagnoli o greci

Nel frattempo la maggior parte delle banche sono fallite, perché ad un annuncio della svalutazione della lira, molti risparmiatori hanno ritirato i propri risparmi, velocizzando il crollo del sistema

Considerando tutti questi fattori il pil crollerebbe tra il 30 e il 50% e il debito pubblico non sarebbe più sostenibile, diventando carta straccia. Se ci si riprende, per vent'anni nessun italiano o impresa italiana riceverebbe più un solo euro o lira in prestito

Scenario numero 3. La grecia esce dall'euro, ma per Italia e spagna viene previsto un euro b. Lo chiamiamo per comodità euro-lira, con un cambio inizialmente fissato sull'1 a 1

Lo stesso giorno viene approvato un decreto che stabilisce un limite di 100 euro alla settimana ai prelievi bancari, per evitare il fallimento delle banche. Per non dover spendere troppi soldi nell'emissione della nuova moneta vengono timbrate le banconote in circolazione in Italia con l'indicazione "eurolira"

In pochi giorni la nuova moneta si deprezza del 40%, ma almeno continua la libera circolazione delle merci e dei lavoratori all'interno dell'unione. In un anno il 30% degli italiani emigra nei paesi paesi che mantengono l'euro a, soprattutto verso olanda, germania e francia. L'immigrazione italiana e spagnola diventano un problema e la lega nord si dà alla macchia

Un caffè costa 2 eurolire