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Fiaip: "L'immobiliare rischia oggi una vera e propria dittatura della finanza"

Autore: Redazione

In soli quattro anni, a causa del carico fiscale sulla casa e della diminuzione dei prezzi delle abitazioni, si sono bruciati più di 2.300 miliardi di euro degli oltre 9.600 miliardi di euro del patrimonio immobiliare degli italiani. A dirlo il presidente Fiaip, Paolo Righi, nel corso del consiglio nazionale della Federazione, durante il quale ha messo in guardia dai pericoli di quella che ha definito "un'eccessiva deregulation", che rischia di far diventare l'immobiliare una vittima della finanza.

“In soli quattro anni, a causa del carico fiscale sulla casa e della diminuzione dei prezzi delle abitazioni, si sono bruciati più di 2.300 miliardi di Euro, degli oltre 9.600 miliardi di euro del patrimonio immobiliare degli italianiLa pressione fiscale sugli immobili sfiora quasi i 50 miliardi di Euro e l’Italia è al primo posto per la tassazione sul patrimonio immobiliare in Europa. Dal 2011 ad oggi la casa è stata tassata in forma patrimoniale, con un aumento delle imposte del 230%. E la filiera dell'immobiliare ha perso 800 mila posti di lavoro, che sembrano non interessare a nessuno. 

Ad essere stata colpita è la ricchezza diffusa degli italiani, "una ricchezza diffusa per le famiglie che nel corso degli anni è stata distrutta e che era invece rimasta immune nel corso del tempo alle crisi e all'eccessiva finanziarizzazione dei mercati e aveva garantito, con la propria patrimonializzazione, il debito pubblico italiano, impedendo al nostro Paese di diventare come la Grecia. Oggi, il Governo Renzi deve cambiare passo, tagliare le tasse sulla casa e comprendere che il settore immobiliare è la sola leva per la crescita economica del Paese”. 

E' questo il quadro tracciato dal Presidente Nazionale della Fiaip, Paolo Righi nel corso del Consiglio nazionale Fiaip, svoltosi a Roma, che ha visto la presenza e gli interventi di Giorgio Spaziani Testa, Presidente di Confedilizia, di Valerio Angeletti, Presidente Nazionale Fimaa-Confcommercio.

Al centro del dibattito tra i consiglieri nazionali la lotta all'abusivismo, la  modifica della legge 39/89, gli effetti sul mercato immobiliare del Ddl concorrenza, l’ ingresso delle banche nel mondo dell'intermediazione,  le previsioni sull’andamento del mercato immobiliare e lo sviluppo di numerosi strumenti informatici. 

I pericoli del ddl Concorrenza

Tra le diverse preoccupazioni sollevate dagli agenti, oltre all’ingresso delle banche Unicredit Subito Casa e Intesa San Paolo nell’intermediazione immobiliare, c’è il ddl Concorrenza. Sotto accusa il tentativo da parte del governo di distruggere la libera professione e la terzietà della professione dell’agente immobiliare prevista dall’art.1754 del codice civile, “un tentativo che ci accomuna - ha sottolineato il Presidente di Fimaa Valerio Angelettiin quanto è nostro dovere salvaguardare il ruolo e la funzione sociale dell’agente immobiliare, spesso non riconosciuto”. 

Un domani oltre a detenere i nostri dati e i nostri portafogli, gli istituti di credito si potrebbero impossessare anche del nostro patrimonio immobiliare personale, e potrebbero indirizzare i prezzi di mercato 

Un domani oltre a detenere i nostri dati e i nostri portafogli gli istituti di credito si poterbbero impossessare anche del nostro patrimonio immobiliare personale, e potrebbero indirizzare i prezzi di mercato. Questa è una deregulation, non è certo una liberalizzazione o una semplifcazione. Così l’immobiliare rischia una vera e propria dittatura della finanza. E' questo il pericolo che corriamo oggi" 

In Italia -  ha proseguito il presidente Righi - le liberalizzazioni sono sempre fatte a favore di pochi, per quelle grandi famiglie imprenditoriali che rappresentano una piccola comunità.  A chi giova il Ddl concorrenza? Non certo agli agenti immobiliare perchè non è concorrenza. La concorrenza si fa alla pari e noi agenti immobiliari non abbiamo paura degli istituti di credito, pur non avendo gli stessi mezzi delle banche. Molti colleghi – ha concluso Righi - hanno il coraggio di dire che la nostra battaglia contro alcune banche é una battaglia di retroguardia. Si sbagliano perchè il futuro è  li’ ed oggi anche altre realtà associative di categoria sono al nostro fianco ".

 il Presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa ha ribadito come l’emergenza abitativa sia ancora oggi una questione aperta: "Oggi, siamo dovuti intervenire per rispondere al sindacato inquilini, che chiedeva l'ennesima proroga del blocco degli sfratti, rimandando alla proprietà lo svolgimento di compito che invece dovrebbe svolgere le autorità pubbliche. Ma sappiamo bene come si comportano i Comuni sull'emergenza abitativa. I diritti dei proprietari sono violati ogni giorno e bisogna fare squadra tra noi per tutelarli". 

Spaziani Testa nel suo intervento si è poi soffermato sulla tassazione immobiliare: l”'Imu e la Tasi, che nel 2014 hanno comportato versamenti per ben 25 miliardi di euro, contro i 9 che pesava l'ICI fino al 2011, nel 2015 raggiungeranno i 26 miliardi. Si tratta di un livello non più sopportabile per il comparto immobiliare, soprattutto se si considera che la fiscalità locale italiana è di natura puramente patrimoniale.