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Fondo morosi incolpevoli, le condizioni per accedervi

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Autore: Redazione

Il decreto del Ministero delle Infrastrutture, che è stato approvato sulla Gazzetta Ufficiale, stanzia 59,7 milioni di euro per gli inquilini che non riescono a pagare il canone di locazione. Ecco quali sono le condizioni per accedervi.

Gli inquilini di immobili a uso abitativo, che si trovano in una situazione di sopravvenuta impossibilità a pagare il canone di locazione, per cause come la perdita o la consistente riduzione del reddito del nucleo familiare, possono accedere a un fondo governativo.

Le ragioni per cui si può essere considerati “morosi incolpevoli” sono:

- licenziamento e perdita del lavoro;

- accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell’orario di lavoro;

- cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti notevolmente la capacità reddituale;

- mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici;

- cessazioni di attività di libero professionista o di imprese registrate, derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente;

- malattia grave, infortunio o morte di un componente del nucleo familiare che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali.

Il richiedente inoltre deve avere:

- un reddito ai fini Isee non superiore a 35mila euro;

- oppure un reddito derivante da regolare attività lavorativa con un valore Isee non superiore a 26mila euro.

Per poter accedere al fondo “morosi incolpevoli” è inoltre necessario:

- aver ricevuto la notifica di un atto di sfratto per morosità dal padrone di casa;

- aver firmato un contratto di locazione e che esso sia stato regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate (sono esclusi gli immobili appartenenti alle categorie catastali Al, A8 e A9);

- risiedere nel relativo immobile da almeno un anno;

- avere cittadinanza italiana o di un paese dell’Unione europea o di possedere in alternativa un regolare titolo di soggiorno in Italia;

- non essere proprietario, usufruttuario, titolare del diritto di uso o abitazione nella provincia di residenza di altro immobile fruibile e adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare.