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Come cambia il mercato immobiliare grazie alla ristrutturazione e alla riqualificazione urbana

Scenari Immobiliari
Scenari Immobiliari
Autore: Rudi Bressa (collaboratore di idealista news)

In Italia non si edificano più nuove case, mentre lo stock residenziale italiano è vetusto perché costruito, per la maggior parte, prima del 1990. Cambiano la domanda e la richiesta da parte di affitta o compra casa, mentre rimangono vuoti o inutilizzati milioni di metri quadri in tutta Italia. Ma se a prima vista queste possono sembrare difficoltà critiche, dall'altra parte rappresentano un'enorme opportunità.

Secondo il “Primo Rapporto sul recupero edilizio in Italia”, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Paspartu Italy e presentato a Milano, in Italia il 62,2 per cento degli immobili è stato costruito prima del 1990 (il 30,1 per cento addirittura prima del 1970). Un patrimonio superato, energivoro, spesso inadeguato a rispondere alla domanda che si è venuta a creare in questi anni. D'altro canto esistono sul mercato almeno 147 milioni di metri quadrati di immobili vuoti e pronti ad essere venduti, in contrasto con quei 123 milioni di metri quadrati inadatti e tutti da ristrutturare.

Con questo quadro risulta evidente come il recupero del patrimonio immobiliare possa rappresentare oggi una delle migliori opportunità per tutto il settore: un mercato potenziale di 50 miliardi di euro. “Dobbiamo creare un nuovo mercato”, spiega Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari. “E questo ruolo può essere ricoperto dalla ristrutturazione del patrimonio esistente. Interventi che possono realizzare case più comode, più fruibili, più belle. Non possiamo più consumare territorio, per questo dobbiamo intervenire sui palazzi, non solo sui singoli appartamenti”.

Il mattone pare non essere più il bene rifugio, soprattutto per le nuove generazioni. L'acquisto della casa non è più una priorità, sia per le mutate condizioni economiche dei cosiddetti Millenials (generazioni che vanno circa dai 25 ai 40 anni), più povere rispetto alle generazioni precedenti, sia a causa di un cambiamento negli stili di vita. Sharing economy, sostenibilità ambientale, precarietà lavorativa hanno cambiato profondamente la domanda: ora la casa deve essere tecnologicamente avanzata, sicura, pensata per il risparmio energetico e l'utilizzo di materiali naturali, o comunque salubri. “È necessario cominciare a progettare considerando la corretta localizzazione ed orientamento, l'ermeticità della costruzione ma anche il controllo della ventilazione, con apparecchi e sistemi di energia rinnovabile”, si legge nel rapporto.

“Oggi si chiede una casa online, efficiente, salubre”, spiega Gaetano Coraggio, chief executive officer di Paspartu. “Le nostre case dovranno assomigliare sempre più a delle automobili, customizzabili e da revisionare negli anni, per mantenerle efficienti. L'imperativo è quello di puntare verso la rigenerazione urbana”.

In uno scenario dove il 19 per cento delle compravendite, con punte del 25 per cento a Napoli, riguarda case da ristrutturare, il recupero edilizio è oggi il futuro dell'edilizia italiana e del mercato