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Svuotamento dei centri storici, è colpa degli affitti brevi?

Affitti brevi Firenze
Affitti brevi e svuotamento dei centri storici / Gtres
Autore: Redazione

Gli affitti brevi soffocano il mercato delle locazioni residenziali a lungo termine? Il problema, nato con il recente affermarsi di piattaforme di short-rental vacanziero, non è solo italiano ma comune a tutto il sud Europa.

Prezzi appartamenti in affitto, impennata con gli short rent

Il torto degli affitti brevi – limitati ad un periodo inferiore all’anno e finalizzati a vacanza o a studio ma non ad una residenza stabile – sarebbe quello, da un lato, di ridurre l’offerta disponibile di alloggi disgregando il tessuto sociale e culturale delle città; dall’altro, di spingere troppo in alto i prezzi dei canoni di locazione. D’altro canto però a festeggiare sono tutti quei privati proprietari di appartamenti, che hanno visto crearsi una opportunità di guadagno (100 milioni di dollari in tutto il mondo solo nello scorso anno, secondo il parere di Airbnb riportato dal Financial Times), rispondendo ad una oggettiva domanda abitativa da parte dei turisti che non può essere ignorata.

Ecco alcune città interessate dal fenomeno, secondo il quotidiano britannico:

Affitti brevi a Lisbona, la legge sugli affitti

Gtres
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Nella capitale britannica le piattaforme di short rental si sono diffuse rapidamente e senza controllo da parte del governo. Dopo la crisi il prezzo delle proprietà è sceso di oltre il 20% per metro quadro (tra il 2008 e il 2013) e contemporaneamente la disoccupazione è salita del 17,5% nel solo 2013.

Tutto questo, unito all’aumento a doppia cifra del turismo in città, divenuta meta economica quanto affascinante per molti ai tempi della crisi, ha portato alla proliferazione degli affitti brevi da parte dei privati che cercavano una rendita alternativa attraverso i propri appartamenti.

In più, dal 2012 la riforma della legge sugli affitti permette ai proprietari di terminare a discrezione i contratti di affitto a lungo termine per sostituirli con degli short rentals; il che ha portato ad un calo del 70% della disponibilità di alloggi residenziali a lungo termine in cinque anni, costringendo i residenti a cercare casa nelle periferie per fare spazio ai turisti in centro. Dove le case hanno ripreso la corsa al rialzo delle quotazioni: +12% nell’ultimo anno, secondo Cushman&Wakefield. Oggi a Lisbona un appartamento può arrivare a costare 7700 euro al metro quadro nelle zone centrali.

Affitti brevi a Barcellona, le proteste 

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Nella città catalana le proteste sono già in atto contro l’aumento dei prezzi causato dagli affitti brevi (e anche contro l’inciviltà degli ospiti), temendo inoltre uno svuotamento del tessuto umano e culturale della città.

Affitti brevi a Firenze, i residenti cercano la periferia

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A Firenze un appartamento su cinque è ormai adibito ad affitto breve: secondo una ricerca dell’Università di Siena si tratta di una crescita del 60% dal 2015. Firenze ha la maggiore concentrazione di affitti brevi: a Roma e Venezia si parla del 12% circa. Il lato positivo è l’incentivo all’acquisto da parte di investitori che vedono negli affitti turistici fiorentini una buona prospettiva di guadagno lungo tutto l’anno. Ma ciò provoca l’esodo dei fiorentini verso le periferie: sarebbero mille all’anno i residenti che lasciano il centro cittadino sfrattati dai proprietari e in cerca di soluzioni più economiche.

Affitti brevi ad Atene, processo ai turisti

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Ad Atene le cause contro i turisti rumorosi e maleducati si moltiplicano: i proprietari di casa possono trovarsi alla sbarra se permettono un affitto breve a personaggi che disturbano il vicinato con feste e bagordi fino a tarda notte. Una etichetta andrebbe meglio definita sulle piattaforme short rental, che tuttavia sono state un toccasana per gli appartamenti sfitti durante la crisi.