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Giovani che vivono in affitto: ecco le loro scelte

Gtres
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Autore: Redazione

Quali sono le scelte dei giovani che vivono in affitto? Si tratta solo di locazioni universitarie o anche di prime case? Vediamolo nei dati Tecnocasa

Secondo quanto rilevato dal network immobiliare, nel secondo semestre 2019 la distribuzione in generale della motivazione di chi prende casa in affitto è così fatta: il 64,7% cerca la casa principale, il 25,7% lo fa per motivi legati al lavoro e il 9,6% per motivi legati allo studio (la percentuale di chi cerca per motivi di studio è soggetta a stagionalità, con percentuali che aumentano nel secondo semestre dell’anno).

In particolare tra gli under 35 che hanno optato per la locazione il 52,7% lo ha fatto per scelta abitativa, il 30,0% per motivi legati al lavoro ed il 17,4% per motivi di studio. È in aumento anche la percentuale di chi fa della locazione una scelta di vita, oltre che per impossibilità di acquistare.

Tecnocasa
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Le tipologie più affittate da coloro che hanno un’età compresa tra 18 e 34 anni sono il bilocale (43,1%) ed il trilocale (30,8%). Il contratto di locazione predominante è quello a canone libero (45,7%), a seguire il transitorio (27,5% contro il 21,1% registrato a livello nazionale, a conferma della mobilità che caratterizza il target analizzato) ed infine quello a canone concordato (26,8%).

Limitando l’analisi al target degli studenti emerge che le tipologie più affittate sono il bilocale (35%) ed il trilocale (31,5%), mentre i contratti maggiormente stipulati sono quelli transitori. Milano primeggia tra chi prende casa in affitto per motivi di studio (33,8%), tallonata da Torino (31,9%).

Per quanto riguarda i canoni di locazione delle grandi città nella seconda parte dello scorso anno sono in aumento: +2,9% per i monolocali e del 3,1% per i bilocali e i trilocali. Ciò prevalentemente a causa di una diminuzione dell’offerta e di un incremento della domanda.

I ragazzi che cercano casa per motivi di studio sono attenti alla distanza dalla facoltà universitaria per abbattere i tempi di spostamento, alla presenza dei servizi, alla tranquillità della zona oltre che allo stato dell’immobile e dell’arredamento. Spesso l’appartamento è condiviso con amici per poter risparmiare. A livello nazionale il rendimento annuo lordo di un bilocale nel periodo di riferimento si aggira intorno a 5,0% e quello di un trilocale è di 4,7%. Rendimenti che, spesso, in caso di affitti a studenti aumentano se si opta per l’affitto del posto letto.

Ed è proprio la notevole domanda di posti letto, l’offerta non sempre adeguata e, in alcune città, anche in diminuzione, che stanno spingendo diversi investitori verso operazioni di student housing o comunque, in generale, alla creazione di posti letto. Si segnalano anche diverse società che prendono in locazione l’immobile per poi affittarlo a loro volta agli studenti previo accordo con i proprietari. Considerando che in Italia solo il 2% degli studenti vive in uno studentato contro una media europea del 19% appare chiaro il motivo per cui molti investitori negli ultimi anni si stanno riversando sul segmento dello student housing, in particolare, nelle città ad alta presenza di atenei (Milano, Bologna, Torino e Roma per citarne alcune ma anche Padova o Pisa).