"Possedere una casa non è un lusso: è un diritto umano". A dirlo il Commissario europeo Dan Jørgensen durante la conferenza di venerdì scorso, durante la quale è stato presentato l'attesissimo Piano europeo per l'edilizia abitativa a prezzi accessibili. Bruxelles ha scelto Lisbona per presentare la nuova strategia dell'UE per affrontare la crisi abitativa in diversi Stati membri, e il Commissario ha colto l'occasione per sottolineare l'urgente necessità di riformare la normativa sugli aiuti di Stato, nonché di creare una piattaforma europea che riunisca investitori, autorità pubbliche e parti sociali e acceleri l'offerta di alloggi a prezzi accessibili. Da parte sua, Carlos Moedas, sindaco di Lisbona (CML), ha chiesto a Bruxelles un piano di ripresa e rilancio specifico per l'edilizia abitativa.
In un discorso caratterizzato da un tono serio ma empatico, Dan Jørgensen ha esordito esprimendo solidarietà al Portogallo di fronte alla recente tragedia causata dalla tempesta Kristin, che ha colpito il Paese, sottolineando che l'Unione Europea (UE) resterà "fianco a fianco" delle famiglie colpite. Ma ha subito portato al centro del suo discorso quella che considera una delle maggiori sfide che l'Europa si trova ad affrontare oggi: la crisi immobiliare.
Il funzionario dell'UE responsabile per l'energia e l'edilizia abitativa ha ricordato che il primo passo è stato compiuto prima di Natale, con la presentazione di un piano volto a creare alloggi più accessibili: "Abbiamo bisogno di città in cui le persone comuni, con lavori normali – infermieri, insegnanti, agenti di polizia – possano vivere vicino al luogo di lavoro. Possedere una casa non è un lusso: è un diritto umano. E una casa è molto più di un tetto sopra la testa: è il fondamento della vita e del futuro"
L'Europa sta affrontando una grave crisi abitativa, e questo è probabilmente uno dei problemi che più preoccupano i cittadini europei in questo momento, ha sottolineato il Commissario. È in questo contesto che la Commissione europea (CE) si assume, per la prima volta, una responsabilità diretta in questo ambito, attraverso la creazione del Piano europeo per l'edilizia abitativa a prezzi accessibili, la prima strategia comunitaria dedicata esclusivamente a rispondere alla crisi abitativa che colpisce la maggior parte degli Stati membri.
'Semaforo verde' per la creazione di una piattaforma europea
Per affrontare la crisi, il Commissario europeo ha sottolineato, a Lisbona, la necessità di mobilitare investimenti pubblici e privati, annunciando la creazione di una piattaforma europea che riunirà investitori, autorità pubbliche e parti sociali. L'obiettivo è accelerare la costruzione e la fornitura di alloggi a prezzi accessibili in diverse città europee.
Parallelamente, Dan Jørgensen ha rivelato che la Commissione Europea ha modificato le norme sugli aiuti di Stato, con l'obiettivo di ridurre la burocrazia e accelerare il sostegno pubblico ai progetti di edilizia abitativa. Questa misura intende facilitare il coinvolgimento delle autorità nazionali e locali, in un contesto in cui la carenza di offerta richiede risposte più rapide.
La questione in esame riguarda l'articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che vieta in generale gli aiuti di Stato laddove forniscano vantaggi selettivi tali da falsare la concorrenza e incidere sugli scambi tra Stati membri. Tuttavia, lo stesso articolo prevede eccezioni, consentendo aiuti quando sono in gioco obiettivi di interesse generale, come lo sviluppo delle regioni svantaggiate, la fornitura di servizi pubblici o il sostegno all'innovazione e all'occupazione, nei quali casi gli Stati devono notificarli alla CE.
Inoltre, durante la conferenza, il rappresentante europeo ha affermato che Bruxelles sta analizzando nuovi modelli di locazione e soluzioni innovative con il potenziale di essere replicate in altre città. In questo processo, Lisbona emerge come città pilota, essendo stata scelta, secondo il commissario, per gli elevati volumi di investimenti pubblici contrattualizzati dal comune e per l'esecuzione positiva dei fondi disponibili, in particolare del Piano di Ripresa e Resilienza (PRR).
Dan Jørgensen ha sottolineato che questo è solo l'inizio di un processo che richiederà una cooperazione continua tra la Commissione Europea, gli Stati membri e le autorità locali. "Si tratta di un passo importante, ma la vera sfida sarà trasformare questa ambizione politica in cambiamenti concreti nella vita delle persone", ha concluso.
Carlos Moedas chiede a Bruxelles un PRR (Piano di ripresa e resilienza) per l'edilizia abitativa.
Carlos Moedas, da parte sua, ha difeso la necessità che l'UE proceda con un Piano di Ripresa e Resilienza (PRR) dedicato esclusivamente all'edilizia abitativa. Il sindaco ha sottolineato che i fondi attualmente stanziati hanno una scadenza di esecuzione fissata a giugno 2026 e ha avvertito che, senza un nuovo quadro di finanziamento europeo, molte risposte strutturali alla crisi abitativa saranno compromesse.
Moedas ha sottolineato che Lisbona si trova ad affrontare una pressione abitativa maggiore rispetto alla media europea, con gli affitti aumentati del 64% negli ultimi dieci anni, mentre i redditi sono cresciuti solo del 22%. "Abbiamo aumentato gli affitti molto più dell'Europa", ha affermato, spiegando che questa disparità ha costretto la città ad adottare, negli ultimi quattro anni, un piano d'azione basato sugli stessi pilastri ora definiti dal piano europeo: aumentare l'offerta, mobilitare gli investimenti e fornire sostegno immediato alle famiglie.
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