Un paese sul Lago di Como che ha deciso di pagare i giovani perché restino a viverci. Non con slogan o campagne di comunicazione, ma con soldi erogati attraverso un bando pubblico a chi sceglie di stabilire la propria residenza a Bellano e di costruirci una vita. Si chiama "Abitare Bellano" ed è una misura sperimentale istituita dal Comune per il 2026, dotata di un fondo complessivo di 100mila euro, pensata per rispondere a un problema che accomuna molti piccoli centri italiani — e che sul Lago di Como assume una sfumatura particolare, quella di un territorio bellissimo e sempre più inaccessibile per chi vorrebbe davvero abitarci.
Bellano contrasta lo spopolamento con un fondo da 100 mila euro
Bellano è uno di quei borghi che da fuori sembrano perfetti: affacciato sull'acqua, incastonato tra le montagne, con un centro storico che conserva ancora la sua identità. Ma come molti comuni lacustri e di montagna, anche Bellano fa i conti da anni con la progressiva riduzione dei residenti, l'invecchiamento della popolazione e la difficoltà per le famiglie più giovani di trovare casa a prezzi sostenibili in un territorio dove il mercato immobiliare è spinto verso l'alto dalla domanda turistica e dalle seconde case. Il fondo "Abitare Bellano" nasce esplicitamente per contrastare questi fenomeni: sostenere la scelta di stabilire la propria dimora abituale nel Comune, promuovere la vitalità sociale ed economica del territorio e favorire un utilizzo stabile del patrimonio abitativo locale.
È importante sottolineare la natura del contributo, come chiarito dallo stesso Comune: non si tratta di un sostegno al patrimonio immobiliare privato né di un'integrazione del reddito, ma di un incentivo pubblico volto a promuovere la residenzialità stabile e la coesione della comunità locale. Il criterio dirimente è uno solo: che ci si viva davvero, con la residenza anagrafica e la dimora abituale nel territorio comunale.
Due linee di contributo: mutui e affitti
Il fondo si articola in due linee distinte, rivolte entrambe a nuclei familiari in cui il richiedente non abbia compiuto 36 anni alla data di presentazione della domanda.
La prima è la linea Mutui, che prevede un contributo fisso di 2.400 euro per nucleo familiare. Vi possono accedere coloro che siano già residenti a Bellano, abbiano stabilito la propria dimora abituale in un immobile sul territorio destinato ad abitazione principale e abbiano contratto un mutuo ipotecario per l'acquisto, la ristrutturazione o la costruzione della prima casa nel Comune, avendo sostenuto almeno una rata alla data della domanda. Un sostegno concreto, dunque, per chi ha già fatto la scelta più impegnativa — quella di comprare — e si trova ora a gestire i costi del primo periodo.
La seconda è la linea Affitti, anch'essa con un contributo massimo di 2.400 euro, rivolta a chi invece ha scelto la strada della locazione: i requisiti sono analoghi — under 36, residente a Bellano, con contratto di affitto su un immobile destinato ad abitazione principale nel territorio comunale. Una scelta inclusiva, che riconosce come per molti giovani l'accesso alla casa passi oggi più spesso dall'affitto che dall'acquisto, e che merita di essere sostenuta allo stesso modo.
Come e quando fare domanda
La misura ha carattere sperimentale e temporaneo ed è gestita attraverso procedura a evidenza pubblica, con graduatoria definita sulla base di criteri oggettivi, nel pieno rispetto dei principi di trasparenza, imparzialità e parità di trattamento. Sono previste due finestre annuali per la presentazione delle domande: la prima si è svolta dal 15 maggio al 15 giugno 2026, mentre la seconda è aperta dal 24 agosto al 24 settembre 2026. Chi fosse interessato ha quindi ancora poche settimane per presentare la propria candidatura.








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