Dal 1º gennaio 2019 verrà applicata la prescrizione a due anni anche per le bollette del gas. La riduzione è stata annunciata dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (per le forniture elettriche è già così dal 1° marzo 2018) in caso di ritardi nella fatturazione per responsabilità del venditore o del distributore.
In sostanza, ciò comporta che, nel caso in cui l’impresa fornitrice di gas si renda conto, dopo due anni dall’emissione della bolletta, che ci sono dei consumi non fatturati non potrà più pretendere il pagamento degli stessi.
Inoltre, sempre a partire dal prossimo 1° gennaio, le aziende fornitrici sono tenute a emettere una fattura separata, dove saranno indicati gli importi oggetto di prescrizione. Se ci fossero presenti in fattura importi antecedenti ai due anni, quindi, il venditore dovrà informare il cliente del fatto che - essendo scaduti i termini per la prescrizione - potrà anche non pagare il tale importo.
Da questo deriva anche che, per quei clienti che pagano la bolletta con l’addebito automatico su conto corrente, bisognerà escludere gli importi ormai caduti in prescrizione. Sarà il cliente stesso, infatti, a decidere se pagare o no quanto dovuto. Ma ciò è previsto solo nel caso in cui il ritardo della fatturazione sia imputabile al venditore o al distributore.
Se, invece, vi la presunta responsabilità del cliente, i consumi non calcolati vanno pagati anche dopo due anni dall’emissione della fattura in oggetto. È comunque possibile inviare un reclamo al venditore che deciderà se rinunciare o no ai crediti prescrittibili.



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