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Ministeri al nord? e chi li paga?

Era partita come la richiesta dell'anno della lega di umberto bossi al presidente silvio berlusconi, quasi come ricompensa per essere stato l'anello debole delle scorse elezioni amministrative: spostare qualche ministero al nord. Si era opposto alemanno, poi berlusconi si era tirato indietro, galan oggi dichiara che "spostare i ministeri al nord è una puttanata intercontinentale". Ma litigi a parte, chi paga gli spostamenti dei ministeri da Roma al nord?

La domanda se la pone il responsabile del dipartimento settori pubblici della cgil nazionale, Michele gentile. "I ministeri - afferma gentile - così come tutta la pubblica amministrzione, va riformata alla luce del nuovo federalismo fiscale e dell'attuazione del titolo quinto della costituzione che affida compiti e funzioni, che sono in capo ai ministeri, alle regioni e alle autonomie locali"

Il federalismo dovrebbe prevedere le risorse economiche necessarie e certe per finanziarie le funzioni che dal centro passano alle amministrazioni locali e quindi cosa c'entra con tutto questo il trasferimento dei ministeri al nord?

"Come è possibile poi che la rigorosa ragioneria dello stato non abbia nulla da dire su un'operazione che aumenterà in modo imprecisato i costi di funzionamento delle amministrazioni, almeno fino al loro raddoppio e necessariamente ingrosserà il costo della burocrazia?" conclude il sindacalista

 

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