La strada dei 50 tornanti vista fiordo: scopri la serpentina di Kotor in Montenegro

Un nastro d’asfalto sopra la baia di Kotor: quando andarci, come arrivare e i consigli per viverla in sicurezza.
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Getty images

Può una strada di montagna valere un intero weekend all’estero? Sulle alture di Kotor, nel sud del Montenegro, una serpentina di asfalto sfida la gravità con una serie serrata di curve a gomito e spalanca la vista su un fiordo mediterraneo. È la Strada dei 50 tornanti, progettata nell’Ottocento e oggi completamente asfaltata, ma ancora stretta e scenografica come poche in Europa. 

Un’opera storica nata per unire il Paese al porto

Il tracciato non è un capriccio turistico. Fu progettato dall’ingegnere croato Josip Slade e realizzato dall’Impero austro-ungarico tra il XIX e l’inizio del XX secolo, con l’obiettivo di collegare il porto di Cattaro (oggi Kotor) al cuore politico del Paese. Oggi è asfaltato e percorribile senza mezzi speciali, ma conserva le dimensioni originarie, le curve strette e l’assetto di montagna. 

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Come arrivare: la base è a Kotor

Il punto di partenza naturale è Kotor, sul fondo della baia. Dal centro abitato si seguono le indicazioni per Cetinje e per il Parco Nazionale di Lovćen, e in pochi minuti iniziano i tornanti. Per chi parte dall’Italia, gli scali più comodi sono Tivat e Podgorica: da entrambi si raggiunge Kotor in auto a noleggio, opzione consigliata per libertà di soste e orari.

Quando andarci: le migliori stagioni dell'anno

Primavera e inizio autunno sono i periodi più piacevoli: il cielo limpido esalta i colori della baia, le temperature sono miti e il traffico più gestibile rispetto ai mesi estivi. In estate il caldo può farsi sentire sul tratto più basso, mentre in quota il clima resta più fresco e ventilato. In inverno non è raro imbattersi in nebbia, pioggia e, nelle aree più elevate del Lovćen, anche neve: prima di partire conviene verificare le condizioni. 

Com'è fatta la strada a tornanti di Kotor

L’ascesa inizia con l’odore salmastro del porto e, tornante dopo tornante, lascia spazio al profumo resinoso dei pini e alla roccia scaldata dal sole. L’asfalto è in condizioni generalmente buone, ma la carreggiata è ridotta: due veicoli affiancati passano a fatica, e l’incrocio con bus turistici richiede pazienza. 

Ogni tornante apre un’inquadratura diversa: le mura medievali di Kotor, le insenature interne, i villaggi sul filo dell’acqua, le navi che dall’alto sembrano miniature. Sui primi 25 tornanti, numerati, si può quasi “contare” la salita fino a Krstac, dove la vista si allarga sulle pareti carsiche del Parco di Lovćen. 

Soste e deviazioni: Lovćen, Njeguši e Cetinje

A un certo punto, la baia resta alle spalle e la strada entra nel Parco Nazionale di Lovćen, tra prati, rocce chiare e boschi radi. Qui si incontrano case di pietra e piccole osterie locali (kafana) dove si servono piatti montenegrini a base di carne alla griglia, formaggi e verdure alla brace. 

L’itinerario conduce verso Njeguši, villaggio noto per prosciutto e formaggi affumicati, spesso affettati al momento e serviti con pane caldo e formaggi dalla pasta compatta e sapida. Proseguendo si raggiunge Cetinje, con edifici storici che raccontano il passato di capitale del Paese.

Mausoleo di Njegoš: 461 gradini con vista Balcani

Da Cetinje, una deviazione porta al Mausoleo di Petar II Petrović-Njegoš, sul Jezerski Vrh. L’ultimo tratto si percorre a piedi: 461 gradini scavati nella roccia conducono a un monumento simbolo dell’identità montenegrina, tra grandi statue in pietra e un affaccio che abbraccia non solo la baia di Kotor ma anche le montagne interne. 

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